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"Caos in Egitto: mercati in ribasso e petrolio in rialzo", titola Hospodářské Noviny. Secondo il quotidiano di Praga le borse dell'Europa centrale e orientale sono state colpite dalla crisi egiziana perché alcuni investitori internazionali le considerano ancora mercati in via di sviluppo e quindi più fragili. Di conseguenza "la corona ceca e il fiorino ungherese sono già indeboliti". Gli investitori temono che la rivolta possa provocare la chiusura del canale di Suez, attraverso il quale transita il 2,6 per cento della produzione mondiale di petrolio. Anche se può sembrare una cifra di poco conto, prosegue Hospodářské Noviny, il canale resta un'arteria fondamentale per l'Europa. Con 100 dollari al barile, il petrolio ha già raggiunto la quotazione più alta degli ultimi due anni. Nel futuro prossimo è atteso anche un rialzo mondiale dei prezzi dei prodotti alimentari e tessili, dato che l'Egitto è il maggior importatore mondiale di grano e uno dei maggiori esportatori di cotone.