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“Nel solo 2014 207mila persone hanno tentato di entrare in Europa passando dal Mediterraneo. Di loro 3.400 ci hanno lasciato la vita, avverte la Tageszeitung. Quasi ogni mese “nuovi record” di numero di rifugiati che arrivano in Europa sono battuti: “più domande di asilo, più rifugiati che arrivano via mare, più morti, più profughi, più vittime di guerra”, deplora il quotidiano tedesco.

Quest’ultimo spiega che finché la miseria non sarà eliminata in Africa e in Asia il problema non sarà risolto. Ricorda che sono decenni che i paesi industrializzati si sono impegnati a “dedicare lo 0,7 per cento del loro Pil alla cooperazione allo sviluppo” e che questi obiettivi sono lungi dall’essere stati raggiunti. La Germania dedica solo lo 0,38 per cento del Pil a questo scopo, ossia “11 miliardi meno del previsto”. La Tageszeitung sottolinea che

Quando l’Italia ha messo in piedi il programma di salvataggio in mare “Mare Nostrum”, tra l’altro sotto la pressione della Germania, l’Ue ha firmato la condanna a morte per migliaia di rifugiati. Eppure la cosa non ha scandalizzato nessuno. Si considera che il fatto che migliaia di persone muoiono nel Mediterraneo è diventata parte della realtà, che dispace, certo, ma che non si può cambiare. Ed è questo il vero scandalo.