Dove arriveranno i Veri finlandesi?

L’affermazione del partito di Timo Soini alle elezioni del 17 aprile ha sconvolto gli equilibri politici. Ma per superare la prova del governo oltre all’appoggio popolare avrà bisogno di molta maturità.

Pubblicato il 18 Aprile 2011 alle 14:43
 | Una militante dei Veri finlandesi. Helsinki, 17 aprile

Il paesaggio politico finlandese è stato stravolto in un istante quando i "Veri finlandesi" di Timo Soini hanno ottenuto un sensazionale 19 per cento alle elezioni, un enorme passo avanti rispetto al misero 4 per cento del 2007. Dopo anni la Coalizione nazionale, che ha raggiunto il 20,4 per cento delle preferenze, è il primo partito, ma cosa potrà fare il suo presidente e attuale ministro delle finanze Jyrki Katainen?

In base al risultato dello scrutinio, prima di metà giugno la Finlandia dovrebbe avere un governo formato da Katainen, Soini e Jutta Urpilainen, presidente del Partito socialdemocratico [19,1 per cento]. Tuttavia Katainen, che guida i negoziati, è alle prese con una matassa complicata. Le differenze tra i partiti sono minime, e Soini è deciso a restare ancorato alle sue posizioni.

Prima che Katainen, Urpilainen e Soini riescano a firmare il programma del prossimo governo sarà necessario un lungo e difficile negoziato. Al centro della battaglia c’è il pacchetto di salvataggio per il Portogallo. Le opinioni dell’Spd e dei Veri Finlandesi sono note [entrambi i partiti sono contrari all’aiuto finanziario europeo], ma cosa ha intenzione di fare la Coalizione nazionale?

Se Bruxelles non si muoverà e Katainen non cambierà opinione, Soini e Urpilainen cercheranno di formare un governo a due? La situazione è complicata, perché in questo caso Soini farebbe parte dell’esecutivo mentre il partito di centro-destra rimarrebbe all’opposizione. La sconfitta del Centro [il partito del primo ministro uscente si è fermato al 15,8 per cento] è un avvenimento storicamente importante tanto quanto la vittoria dei Veri finlandesi.

L’analisi della tornata elettorale richiederà ancora del tempo. È troppo presto per dire se la politica finlandese è veramente a una svolta o se il percorso di Soini ricalcherà quello del suo predecessore Veikko Vennamo. Quando Vennamo era a capo dei populisti finlandesi era riuscito a ottenere una vittoria elettorale, ma il partito era stato rapidamente logorato dall’esperienza di governo.

Dopo la vittoria elettorale i Veri finlandesi nutrono grandi speranze. Tuttavia se il partito non resterà unito la missione di Soini sarà proibitiva. La cooperazione tra partiti può aver successo solo se i nuovi deputati dei Veri finlandesi saranno disciplinati e accetteranno la realpolitik.

Il risultato dello scrutinio rivela un forte desiderio di cambiamento. Il rischio è che Soini non riesca a tenere le redini del partito. Se non ci sarà cooperazione sarà però tradito il volere del popolo. Le proporzioni della vittoria sono enormi, ma il periodo post elettorale potrebbe guastarne i frutti. (traduzione di Andrea Sparacino)

Da Berlino

L’Ue sotto pressione

"Il trionfo dei populisti di destra in Finlandia potrebbe rappresentare un problema per l’Ue", scrive Die Welt ricordando le dichiarazioni del leader dei Veri finlandesi Timo Soini: "Siamo stati troppo dolci con l’Europa. Le cose devono cambiare". Il partito di Soini potrebbe far parte della coalizione di governo. Il quotidiano sottolinea che "i fondi di salvataggio finanziario non saranno efficaci se tutti i membri dell’Ue non li sosterranno all’unanimità". I Veri Finlandesi hanno però escluso categoricamente di appoggiare "gli sperperi dell’Ue". Evocando la discussione sul salvataggio del Portogallo Jyrki Katainen, attuale ministro delle finanze e capo della Coalizione nazionale (primo partito alle elezioni), ha annunciato che "se al tavolo siederanno persone ragionevoli e si discuterà degli interessi della Finlandia, di sicuro troveremo una soluzione".

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