Cover

All’indomani dello sblocco degli aiuti alle banche spagnole, alla vigilia di un appuntamento elettorale drammatico in Grecia e mentre in Italia si parla di un possibile ricorso al Meccanismo europeo di stabilità (Mes), Handelsblatt pone la fatidica domanda: “E ora, Europa?”. Il quotidiano dedica un dossier speciale ai mali del vecchio continente, in cui diversi economisti e politici tedeschi e europei - come l’ex capo della Deutsche Bank, Josef Ackermann, l’ex ministro degli esteri britannico David Owen e lo storico britannico Timothy Garton Ash - condividono la loro visione della crisi e le loro proposte per uscirne.

Secondo Torsten Rieke, caporedattore della sezione Opinioni e analisi del quotidiano, il continente è diviso in due. Da un lato c’è l’Europa delle culture che si sono avvicinate, dall’altro quella della crisi, che non riesce a mettersi d’accordo su come tirarsi d’impiccio.

L’Europa si trova davanti a due questioni cruciali: daremo un fondamento democratico alla casa comune dell’Europa? Lo vogliamo veramente? E inoltre: un’unione monetaria rifondata può essere il motore dell’unificazione europea? Una risposta rapida: non siamo ancora pronti per gli Stati Uniti d’Europa. Questo vuol dire che dobbiamo limitare le nostre ambizioni per l’euro.

Il meglio del giornalismo europeo, ogni giovedì, nella tua casella di posta

Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.

Vedi l'evento >

Sei un media, un'azienda o un'organizzazione? Dai un'occhiata ai nostri servizi di traduzione ed editoriale multilingue.

Sostieni un giornalismo che non si ferma ai confini

Approfitta delle offerte di abbonamento oppure dai un contributo libero per rafforzare la nostra indipendenza

Sullo stesso argomento