Attualità European Press Prize 2021

Il racconto della società e della politica in Europa centrale e orientale premiate per l’eccellenza giornalistica europea

Dalla Russia alla Polonia, dall'Ungheria alla Bielorussia, i vincitori dell’European Press Prize 2021 raccontano gli sconvolgimenti politici e sociali dei loro paesi. Una menzione particolare per i reporter bielorussi.

Pubblicato il 3 Giugno 2021 alle 12:05

Giunto alla sua nona edizione, l’European Press Prize 2021  premia l'eccellenza del giornalismo in 47 paesi europei in un momento in cui "purtroppo, a causa di un mercato mutevole e sotto pressione costante e di una libertà di stampa ancora fragile, la qualità è sempre più difficile da mantenere". 

Le categorie premiate sono quattro: reportage eccezionale, reportage, innovazione e opinione. Vista la situazione che sta vivendo la Bielorussia, la giuria ha deciso di premiare, in via eccezionale, i giornalisti e le giornaliste del paese per il loro lavoro in un contesto politico sempre più ostile. 

"La lettura di questi articoli mi ha rapito. Ci sono così tanti progetti coraggiosi, creativi, innovativi e di talento nella shortlist dell'European Press Prize quest'anno. Sono tutti ottimi lavori, non è stato facile scegliere", ha commentato Alan Rusbridger, presidente della giuria.

I vincitori dell'edizione 2021 arrivano dell'Europa centrale e orientale — ad eccezione dello spagnolo Maldita, per il premio innovazione — e raccontano fenomeni sociali e politici che toccano profondamente i rispettivi paesi: 

La giuria dell’European Press Prize 2021 è formata da Alan Rusbridger, ex direttore del Guardian, Alexandra Föderl-Schmid (Süddeutsche Zeitung), Juan Luis Sánchez (eldiario.es), Sylvie Kauffmann (Le Monde) e Sheila Sitalsing (Volkskrant). Il premio, con sede ad Amsterdam, è stato istituito nel 2012 da sette fondazioni europee per i media (The Guardian Foundation, Thomson Reuters Foundation, Jyllands-Posten Foundation, Politiken Foundation, Media Development Investment Fund, Vereniging Veronica e Stichting Democratie en Media, cui si sono aggiunte nel 2015 The Irish Times Trust Limited e Agora SA e, nel 2020, l'organizzazione Luminate).

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