Attualità Gli europei e la nostalgia

Gli elettori rimpiangono i bei tempi andati

Secondo un rapporto dell’istituto Bertelsmann, la “nostalgia” può essere considerata uno strumento politico atto a espandere la base elettorale. Ma come si configura la geografia europea della nostalgia? E in che modo differiscono le opinioni politiche di chi è nostalgico e di chi non lo è?

Pubblicato il 14 Gennaio 2019 alle 23:00

In uno dei suoi ultimi rapporti,The Power of the past - How nostalgia shapes European public opinion, l’istituto Bertelsmann Stiftung ha analizzato il panorama elettorale europeo attraverso il concetto di nostalgia.

Il rapporto spiega che, lungi dall’essere un sentimento che riguarda soltanto i singoli, la nostalgia è anche uno “strumento politico”.

I ricercatori sostengono che per accrescere le rispettive basi elettorali i leader dell’estrema destra sia quelli dell’estrema sinistra, come Donald Trump, Jeremy Corbyn, Sarah Wagenknecht e Bernie Sanders “hanno sfruttato sentimenti nostalgici”.

L’analisi pertanto indaga:

  • Chi sono le persone nostalgiche in Europa?
  • Dove si collocano i nostalgici nello spettro politico che va da destra a sinistra?
  • A che cosa sono favorevoli gli elettori nostalgici in termini di opzioni politiche?

I risultati del rapporto si basano su un sondaggio rappresentativo condotto nel luglio 2018. I database forniscono informazioni relative ai 28 paesi dell’Ue considerati nel loro complesso, e ai 5 paesi più importanti in termini di popolazione: Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna. Nel complesso sono stati interessati dallo studio 10.885 cittadini europei.

Il meglio del giornalismo europeo, ogni giovedì, nella tua casella di posta

In che modo i ricercatori hanno colto e misurato il “livello di nostalgia” tra gli intervistati?

Agli intervistati è stato offerto di scegliere tra quattro possibili opzioni per rispondere alla seguente affermazione: “Un tempo il mondo era un posto molto migliore”. Tra le possibili risposte c’erano le opzioni “completamente d’accordo”, “d’accordo”, “in disaccordo”, e in “completo disaccordo”. Gli intervistati che hanno scelto una delle prime due risposte sono stati considerati nostalgici, e viceversa.

I risultati

In tutto, il 67 per cento dei cittadini dell’Unione europea sostiene che “un tempo il mondo fosse un luogo molto migliore”.

Mentre Francia, Germania e Spagna presentano percentuali simili da questo punto di vista (sono nostalgici il 65, il 61 e il 64 per cento rispettivamente), l’Italia spicca per essere il paese maggiormente nostalgico nei confronti del passato.

Al contrario, la Polonia sembra essere il paese più proiettato verso il futuro, per così dire.

Per quanto concerne la distribuzione dei nostalgici e dei non nostalgici per fasce d’età, i dati dimostrano che la nostalgia è maggiore in proporzione all’età fino a una soglia massima specifica, ossia quella dei 36-45enni. Dopo tale età, infatti, pare esservi ben poca differenza tra soggetti relativamente più giovani o più anziani.

Fondamentale il dato che indica che l’Italia è il paese caratterizzato dal più alto livello di nostalgia tra le persone di età compresa tra i 15 e i 16 anni.

L’analisi ritrae l’elettorato nostalgico anche in termini di fasce socioeconomiche. Dati empirici indicano che, nell’Unione, “tra i gruppi più nostalgici, nella stragrande maggioranza ci sono perlopiù uomini, disoccupati e coloro che si sentono di appartenere alla classe operaia o sono preoccupati dal punto di vista economico”. Per altro, è interessante notare che “risiedere in una zona rurale” non sembra avere un ruolo determinante.

Come si collocano i soggetti nostalgici nello spettro politico, a fronte di chi non è nostalgico? Nel complesso, chi è nostalgico ha maggiori probabilità di essere favorevole alla destra. Alcuni dati per paese indicano invece che le differenze nelle auto-definizioni ideologiche sono più spiccate tra i francesi e i tedeschi che hanno risposto al sondaggio.

Il rapporto, inoltre, fornisce informazioni in merito alle priorità politiche dei due gruppi, concentrandosi su due delle questioni che creano maggiori dissensi a livello di Unione europea, ossia “immigrazione” e “integrazione nell’Ue”.

Chiedendo a chi è stato intervistato di rispondere se fosse d’accordo o in disaccordo con queste 4 affermazioni:

  • Gli immigrati tolgono posti di lavoro ai nativi locali;
  • Chi è immigrato da poco non vuole integrarsi nella società;
  •  L’immigrazione è un bene per l’economia;
  • Gli immigrati arricchiscono la vita culturale della nazione,

i ricercatori hanno potuto dimostrare che “coloro che pensano che un tempo il mondo fosse un posto molto migliore, hanno maggiori probabilità di nutrire pensieri negativi nei confronti del processo immigratorio”.

In ogni caso, quando si è trattato di valutare le preferenze politiche in rapporto all’Ue, gli elettori nostalgici e quelli non-nostalgici sembrano essere meno lontani di quanto ci si potrebbe aspettare. Nondimeno, non si può non notare che le opinioni sono invece particolarmente differenziate non appena si chiede se “uscire o restare” nell’Ue: la quota di chi vuole restare è considerevolmente inferiore tra coloro che si dicono nostalgici del passato (67 per cento rispetto a 82).

Alcune lezioni per i partiti mainstream

Condividendo le loro opinioni sui dati raccolti, i ricercatori fanno notare che “il paradosso del successo della retorica nostalgica è che l’attenzione che essa ripone sul passato comporta la necessità di una rottura radicale con il presente”.

Eppure, lungi dal “trascurare il successo della retorica nostalgica”, i “partiti mainstream” dovrebbero “occuparsi delle ansie nascoste” dell’elettorato nostalgico, perché “le emozioni continueranno ad avere un impatto sulla loro comprensione della società”.

Lasciando in disparte per un momento le “soluzioni tecnocratiche”, il rapporto auspica che la classe politica riesca a mettere a punto una retorica caratterizzata da una certa sensibilità nei confronti del passato, ma che sia al contempo piena di speranze per il futuro”.

Cet article est publié en partenariat avec the European Data Journalism Network

Tags
Ti è piaciuto questo articolo? Noi siamo molto felici. È a disposizione di tutti i nostri lettori, poiché riteniamo che il diritto a un’informazione libera e indipendente sia essenziale per la democrazia. Tuttavia, questo diritto non è garantito per sempre e l’indipendenza ha il suo prezzo. Abbiamo bisogno del tuo supporto per continuare a pubblicare le nostre notizie indipendenti e multilingue per tutti gli europei. Scopri le nostre offerte di abbonamento e i loro vantaggi esclusivi e diventa subito membro della nostra community!

Sei un media, un'azienda o un'organizzazione? Dai un'occhiata ai nostri servizi di traduzione ed editoriale multilingue.

Sostieni il giornalismo europeo indipendente

La democrazia europea ha bisogno di una stampa indipendente. Voxeurop ha bisogno di te. Abbònati!

Sullo stesso argomento