Con la morte di un soldato nella provincia di Helmand, avvenuta il 7 dicembre, le perdite subite dall'esercito britannico in Afghanistan nel 2009 – l'anno più sanguinoso dall'inizio del conflitto nel 2001 – hanno toccato quota cento. Le foto delle vittime riempiono la prima pagina del Daily Telegraph insieme a una citazione del capo di stato maggiore David Richards, che invita i cittadini britannici a rimanere "risoluti" e a "farsi forza". "Noi soldati non facciamo troppo caso a queste cifre simboliche", afferma il generale in un'intervista al quotidiano conservatore. Ma "ogni perdita rafforza la nostra determinazione a compiere la missione". Quale sia la missione però non è ancora del tutto chiaro, dopo che il governo statunitense ha affermato che invierà altri 30mila soldati in Afghanistan e che comincerà a ritirarli già dal 2011.
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