L’Erasmus non conosce crisi

Pubblicato il 9 Luglio 2013 alle 13:32

“La popolarità dell’Erasmus cresce con la crisi”, scrive La Vanguardia. Secondo un rapporto presentato dalla commissaria europeo all’istruzione Androulla Vassiliou il programma di interscambio universitario ha superato la soglia dei tre milioni di partecipanti dalla sua creazione nel 1987.
Il programma, che sarà presto riformato, “è stato scelto da un milione di studenti negli ultimi quattro anni, mentre nel continente si aggravava la crisi economica”. Tra le novità previste ci sarà l’introduzione di una somma minima (oltre a quella massima già esistente) fissata da Bruxelles per ogni borsa a seconda del paese di destinazione. Secondo La Vanguardia

essere un Erasmus in Spagna o in Lettonia non è la stessa cosa: nel paese baltico ogni studente riceve 641 euro al mese, mentre la Spagna sta dalla parte opposta della lista con appena 123 euro al mese per studente, la cifra più bassa di tutta l’Unione. Altri paesi, in particolare quelli dove il reddito è più basso, hanno scelto il modello opposto: inviare meno studenti ma con borse di studio più sostanziose. La Commissione europea vuole riformare il sistema per cancellare queste divergenze e lasciare senza argomenti coloro che definiscono l’Erasmus ‘una borsa di studio per ricchi’.
La Spagna, con quarantamila partecipanti nel 2012, è il paese che accoglie più studenti e ne invia di più all’estero, precisa il quotidiano, secondo cui 
il budget per l’Erasmus Plus è uno dei pochi a essere stati rafforzati nel nuovo budget comunitario. Dal 2014 al 2020 saranno stanziati 14,5 miliardi di euro, il 40 per cento in più rispetto agli ultimi sette anni.

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