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L’Ue deve proteggere gli informatori

Pubblicato il 22 Novembre 2013 alle 13:28

Gli informatori sono essenziali per la democrazia, e per questo dovrebbero essere protetti anche dal governo. Eppure molti paesi europei non lo fanno, come nel caso dell’agente dell’Nsa Edward Snowden, disposto a rivelare informazioni relative a corruzione e pratiche illegali. 
Nel recente rapporto Whistleblowing in Europe. Legal protections for whistleblowers in the EU, la ong Transparency International sottolinea che soltanto 4 paesi Ue su 27 esaminati – Lussemburgo, Romania, Slovenia e Regno Unito – hanno “strutture legali” avanzate per proteggere gli informatori. 
Gli altri paesi esaminati sono divisi in due gruppi: 16 di loro garantiscono protezione agli informatori, seppure insufficiente, mentre negli altri 7 è meglio pensarci due volte prima di rivelare informazioni riservate. Stranamente la Finlandia, generalmente considerata una democrazia eccezionalmente aperta, appartiene all’ultimo gruppo. 
“Perché tutti i paesi Ue – e tutti i paesi del mondo – devono proteggere meglio gli informatori dalle vendette e predisporre strutture per permettere loro di rivelare i crimini?, si domanda Transparency International. 

Il motivo è semplice: nella maggior parte dei paesi gli informatori che pubblicano il loro materiale delicato vanno incontro a una punizione quasi certa da parte dei loro supervisori, colleghi e amici. Spesso si trovano costretti a fare di tutto per proteggere il loro lavoro, la loro carriera e le loro reputazione, e a volte rischiano anche la vita. Come rivela Whistleblowing in Europe, la mancanza di una protezione adeguata per gli informatori penalizza quelli che chiedono almeno di non essere licenziati o perseguitati per aver riportato un crimine. Quando la corruzione politica, gli imbrogli finanziari e i crimini ambientati restano impuniti, ci perdiamo tutti. Questo genere di condotte fraudolente può essere combattuto soltanto con l’aiuto degli informatori, che a loro volta possono compiere la loro missione soltanto se non temono di pagarne le conseguenze. 
Per questo motivo Transparency International suggerisce “azioni decise” da parte di tutti i paesi Ue per “approvare nuove leggi per la protezione degli informatori” o in alternativa per “rafforzare quelle esistenti”:
Senza una protezione completa per gli informatori l’Europa perderebbe un partner fondamentale nella lotta alla corruzione: la gente. 

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