Roma, una parodia del summit del G8 delle associazioni Oxfam International e Ucodep. Foto: Ucodep.

L'ultimo G8?

Organizzato malamente da uno screditato Silvio Berlusconi, il vertice dei principali paesi industrializzati che si è aperto all'Aquila è un po' la fine di un'epoca. Secondo la stampa europea, infatti, è il momento di pensare a una nuova governance mondiale.

Pubblicato il 8 Luglio 2009 alle 16:56
Roma, una parodia del summit del G8 delle associazioni Oxfam International e Ucodep. Foto: Ucodep.

Ufficialmente va tutto per il meglio nel migliore dei G8 possibili. “In realtà però il messaggio di fiducia di Berlusconi somiglia a un testardo esorcismo su uno sfondo scettico”, scrive il Corriere della Sera. “Berlusconi approda al vertice provato dalle forche caudine delle sue vicende private; (…) la sua ambizione di ritagliarsi un ruolo di mediazione appare impossibile da realizzare. Non solo. L'approdo a un G8 presentato come fondamentale è un po' sminuito dal modo in cui alcuni dei partecipanti, come il cancelliere tedesco Angela Merkel, dicono di preferire un G20 allargato a Cina e India”.

Il Guardian, che denuncia un G8 da pagliacciata e paragona Silvio Berlusconi a “un Benny Hill di bassa lega”, afferma che “l'Italia potrebbe subire una nuova umiliazione con l'esclusione dal G8, rimpiazzata dalla Spagna”. Questa ipotesi viene molto ripresa dalla stampa spagnola. [El Mundo](http:// http//www.elmundo.es/diario/espana/17301471.html) sottolinea che sull'idea, sostenuta da Barack Obama, di un nuovo patto per assicurare la sicurezza alimentare mondiale, la Spagna si è mostrata più reattiva dell'Italia. “Questa circostanza, unita alle incertezze nella preparazione dell'incontro (…) ha dato credito alle voci che, in seno al G8, suggeriscono di associare la Spagna”, che supera l'Italia in termini di prodotto interno lordo pro capite e destina una parte maggiore del suo pil agli aiuti allo sviluppo. “Ma il Guardian riconosce che l'ipotesi dell'ingresso della Spagna nel G8 appare poco probabile”, osserva con cautela Público. “In caso di sostituzione dell'Italia, gli Stati Uniti preferirebbero un'economia dei paesi emergenti”.

Al di là delle critiche sulla stampa europea, per l'organizzazione avventurosa del G8 e la leadership scriteriata del primo ministro italiano, è l'utilità se non l'esistenza stessa di questo vertice a essere messa in discussione. Secondo Larry Eliot, sul Guardian, è lo stesso Silvio Berlusconi ad aver contribuito a delegittimare il G8: ha chiesto direttamente un aiuto dei paesi stranieri per la ricostruzione de L'Aquila senza passare per gli organismi internazionali; allo stesso tempo ha diminuito del 56 per cento il contributo italiano agli aiuti verso i paesi in via di sviluppo. Berlusconi ha così mostrato che il G8 non serve più a niente.

In un'intervista a Le Monde, Luis Ignacio da Silva, ritiene che “il vertice del G8 non ha più una ragion d'essere”. Dovrebbe rappresentare i paesi più industrializzati (Germania, Canada, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Italia, Giappone e Russia), ma in realtà non è più rappresentativo della scena economica attuale e non è legittimato a discutere dei mezzi da mettere in campo per affrontare la crisi mondiale. Il presidente brasiliano chiede perciò che questo G8 sia rimpiazzato dal G20, che, a suo avviso, deve diventare una sorta di istituzione permanente e coinvolgere anche i ministri dell'economia, i rappresentanti delle banche centrali e i ministri degli esteri. “La democrazia ha bisogno di forum multilaterali rafforzati”, dichiara Lula.

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In Germania la Tageszeitung è “costernata” di constatare che dalla prima riunione dei grandi paesi industriali, nel 1975, “non si sono fatti veri passi avanti”. “Oggi come ieri siamo minacciati da una crisi sistemica del capitalismo”. E le sue cause sono paragonabili: crisi economica, aumento del prezzo del petrolio, monete instabili, crescite limitate. Resta il fatto che “la crisi latente della moneta non figura nemmeno all'ordine del giorno, malgrado il premio Nobel per l'economia Joseph Stiglitz consigli di sostituire il dollaro come valuta di riferimento”. Di fronte alla speculazione sulle monete che continua più di prima, l'economista statunitense propone di calmare i mercati con una Bretton Woods II. Ma una simile proposta interessa solo a India, Cina o Brasile, i paesi “ospiti” del G8. “C'è così il rischio che questa crisi sia solo la crisi prima della prossima crisi”, conclude la Tageszeitung.

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