Idee Oltre il 2020

Perché quello del Covid-19 è un anno da (non) dimenticare

Per superare le sfide che il coronavirus e la crisi che ha provocato hanno rappresentato per le nostre società nel 2020, occorre rafforzare la densità e la continuità dei legami sociali. Non ci vuole un piano di rilancio economico ma sociale, suggerisce l’economista Eloi Laurent.

Pubblicato il 28 Dicembre 2020 alle 14:11

Si potrebbe dire che il XXI secolo è cominciato il 7 aprile 2020, esattamente come il XX secolo è cominciato il 28 luglio 1914 con lo scoppio della Prima guerra mondiale. Se il 7 aprile 2020 definisce la storia, è perché quel giorno la metà dei governi del pianeta ha scelto di bloccare 4 miliardi di persone, privilegiando la salute delle popolazioni rispetto alla crescita dell’economia, e dopo aver trascurato per troppo tempo la vitalità dei loro ecosistemi. 

L'inizio del XXI secolo sta in questo trittico: la vita, la salute, l'economia, in quest'ordine di priorità. 

Il punto fondamentale è che la salute della biosfera condiziona le capacità umane. Tra queste, la cooperazione sociale che è necessaria all’attività economica. Il 7 aprile 2020 quindi l'economia come organizzazione sociale e l'economia come sistema di pensiero sono state finalmente rimesse al loro posto, legittimo e subordinato, dove devono rimanere d'ora in poi per non danneggiare la salute umana e la vita sul pianeta. 

Puntare sulla crescita economica alle spese dell’ecosistema e, di conseguenza, della salute umana è una strategia di sviluppo controproducente e irrazionale nel XXI secolo.

Abbònati alla newsletter di Voxeurop in italiano

Più fondamentalmente ancora, quest'anno surreale e doloroso è stato segnato dalla tensione tra due dimensioni dell'esistenza umana: la cooperazione sociale e l'interdipendenza ecologica. È per mancanza di accettazione della seconda che siamo stati privati della prima. Ed è attraverso la prima che possiamo realizzare pienamente la seconda.

Ripercorriamo le tre principali strategie umane usate per combattere le pandemie. 

La “società senza contatto” in cui siamo stati costretti ad evolvere porta con sé nuove sfide per rilanciare la cooperazione sociale, accelerando alcune tendenze preoccupanti: le difficoltà dell'intelligenza collaborativa digitale, la fine del tempo libero invece che del lavoro, l'avvento della società della “delivery” come nuova società dei consumi, la vittoria degli ecosistemi digitali sugli ecosistemi naturali.

La dispersione è stata la risposta collettiva dei nativi americani di fronte ai virus importati dall'Europa con la conquista, ci dice l'antropologo francese Philippe Descola: per evitare che le epidemie diventino pandemie, i gruppi umani devono prevenire la possibilità di contagio mantenendo le distanze l'uno dall'altro. 

Michel Foucault, dal canto suo, ha distinto "l'esilio del lebbroso" – la messa al bando dalla società – e "il contenimento dell'epidemia" con il lockdown, rispettivamente una "comunità purificata" e una "società disciplinata".

Nel 2020, in Europa e non solo, le abbiamo applicate tutte e tre contemporaneamente, seppure in misura diversa: al "distanziamento sociale" si è aggiunto il lockdown delle popolazioni e la quarantena dei malati.

Poiché queste tre strategie mirano a "spezzare le catene di trasmissione", tutte portano alla rottura dei legami sociali. In un certo senso dovremmo fare esattamente il contrario per affrontare democraticamente gli shock ecologici degli anni e dei decenni a venire: la forza, la densità e la continuità dei legami sociali saranno il nostro miglior scudo, come dimostra lo studio del ruolo dei social network di fronte alle ondate di caldo. 

Da qui l'importanza di affrontare un piano di rilancio sociale piuttosto che di "ripresa economica" nei paesi europei e non solo: intensificare gli sforzi per frenare l'isolamento sociale, valorizzare la cooperazione piuttosto che la collaborazione, ripristinare la fiducia nelle istituzioni e la fiducia tra le persone.

La "società senza contatto" in cui siamo stati costretti ad evolvere porta con sé nuove sfide per rilanciare la cooperazione sociale, accelerando alcune tendenze preoccupanti: le difficoltà dell'intelligenza collaborativa digitale, la fine del tempo libero invece che del lavoro, l'avvento della società della “delivery” – le consegne a domicilio – come nuova società dei consumi, la vittoria degli ecosistemi digitali sugli ecosistemi naturali. Per fortuna nuove abilità sociali sono apparse in questo contesto forzato: parlare con gli occhi, leggere sulle maschere e toccare con le parole.

Ma la de-socializzazione come nuova normalità è forse la più grande minaccia che un impero digitale sempre più direttivo rappresenta per le società contemporanee, immergendole in un mondo di alta frequenza e bassa intensità. Nel momento inevitabile delle buone risoluzioni, auguriamoci una felice decelerazione digitale e una migliore salute socio-ecologica nel 2021.

Time Magazine, che avrebbe dovuto fare del nuovo coronavirus la sua "persona dell'anno", ci ha invitato qualche settimana fa a tracciare una grande croce sui mesi appena trascorsi e che insieme avrebbero costituito "l'anno peggiore di tutti i tempi". È l'illustrazione perfetta della negazione umana, che rimane la più grande forza politica del pianeta. Il 2020, l'inizio del XXI secolo: un anno da non dimenticare mai.


Ti è piaciuto questo articolo? Ci fa piacere! È in libero accesso perché per noi il diritto a un’informazione libera e indipendente è essenziale per la democrazia. Ma questo diritto non è garantito per sempre e l’indipendenza ha un costo. Abbiamo bisogno del tuo sostegno per continuare a pubblicare degli articoli in diverse lingue e in totale indipendenza per tutti gli europei. Scopri le nostre offerte di membership e i loro vantaggi esclusivi, ed entra a far parte sin da ora della community di Voxeurop!

Sei un mezzo d'informazione, un'impresa o un'organizzazione? Scopri le nostre offerte di servizi editoriali su misura e di traduzione multilingue.

Sostieni il giornalismo europeo indipendente

La democrazia europea ha bisogno di mezzi d'informazione indipendenti. Voxeurop ha bisogno di te. Unisciti alla nostra comunità!

Sullo stesso argomento