Rassegna Guardando a Est

In Russia la guerra si insegna a scuola 

Ogni mese pubblichiamo una rassegna stampa realizzata dal quotidiano polacco Krytyka Polityczna in collaborazione con Display Europe sulle discussioni e i temi più rilevanti in Europa dell’Est e nei Paesi Baltici. Questo mese Paulina Siegien ci racconta l’esilio sempre più complicato dell’opposizione bielorussa, l’inserimento della “difesa della patria” come materia nelle scuole russe, la guerra del grano tra Ucraina e Polonia e lo scandalo sui visti per i migranti che tocca il governo polacco.

Pubblicato il 28 Settembre 2023 alle 10:24

Bielorussia: ti scade il passaporto? In prigione, senza passare dal via 

Un mese fa, il Gabinetto di transizione dell'opposizione bielorussa, guidato da Svjatlana Cichanoŭskaja, ha presentato una bozza di passaporto della Nuova Bielorussia, documento destinato ai cittadini bielorussi in esilio.

Questa presentazione ha scatenato una valanga di meme e un'accesa discussione sulla grafica del documento, e in particolare su un’omissione. Il famoso dipinto di Marc Chagall, Over the Town, è stato utilizzato sul passaporto: nella versione originale in fondo a sinistra si puo’ vedere un omino intento a defecare, natiche all’aria. Sulle pagine del nuovo passaporto, dove il motivo è rivelato dalla luce UV, il dettaglio è assente.Ma la risata è breve e amara, perché il regime bielorusso ha introdotto una legge che priva i cittadini in esilio della possibilità di rinnovare il passaporto presso i consolati bielorussi. 

Se la data del vecchio documento è scaduta, è ora necessario recarsi in Bielorussia per ottenerne un nuovo passaporto. E al confine, la polizia è in attesa per interrogare chi arriva e controllare scrupolosamente i telefoni e, cosa non improbabile, arrestare i sospetti. Qualsiasi tipo di attività “politica”, persino un post sui social media con toni anti-regime, può essere considerato estremismo.

Gli emigrati politici bielorussi non hanno dubbi: questa è la vendetta di Aliaksandr Lukašėnko, che minaccia da tempo di togliere la cittadinanza bielorussa ai "traditori". Oltre all'impossibilità di ottenere un passaporto all'estero, il regime ha aggiunto altre norme draconiane. Ad esempio, le procure redatte al di fuori della Bielorussia non saranno più valide. Questo significa che i bielorussi espatriati per motivi politici (leggi “rischiano il carcere se tornano”) saranno praticamente impossibilitati a gestire i loro beni o affari in Bielorussia. Se hanno una proprietà o un'auto per esempio,non potranno venderla o gestirla con l'aiuto di amici e familiari.


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La questione del passaporto resta tuttavia la questione centrale perché rischia di lasciare centinaia di migliaia di persone senza un documento d'identità: si stima che mezzo milione di bielorussi siano in esilio. Senza passaporto non potranno soggiornare e lavorare legalmente nei Paesi ospitanti, né tantomeno viaggiare.Inoltre, i bambini bielorussi nati all'estero avranno problemi ad ottenere la cittadinanza. Questo è uno dei motivi per il quale Sviatlana Cichanoŭskaja ha annunciato che accelererà i negoziati con la Commissione europea e con i governi dei Paesi che ospitano le più grandi diaspore bielorusse per il riconoscimento del passaporto della Nuova Bielorussia.

Russia: il signor Wagner insegnerà il fascismo ai bambini 

Una questione importante per i paesi in guerra sono i veterani. In Russia si è pensato di “impiegare” coloro che hanno partecipato alla “operazione speciale” in Ucraina: al ritorno dal fronte saranno invitati a seguire un corso speciale per diventare formatori in una delle università della periferia di Mosca. 

Saranno poi inviati nelle scuole, dove insegneranno una nuova materia, la “sicurezza e la difesa della patria”, con lezioni pratiche in materia militare, tra cui il maneggio delle armi e i sistemi di comunicazione. Per i più grandi, il corso prevede il lancio di munizioni vere, lo scavo di trincee, il lancio di granate e il controllo di droni.

Possiamo forse dire che le scuole russe non sono mai state un focolaio di pensiero democratico e liberale, ma con la guerra in Ucraina hanno iniziato a trasformarsi in scuole fasciste. Un anno fa sono state introdotte nei programmi scolastici le "Discussioni su questioni importanti", ossia i discorsi per instillare negli studenti il patriottismo e i valori tradizionali russi.

I nuovi materiali preparati per gli insegnanti spiegano perché la Russia è in guerra con l'Ucraina e sono stati introdotti nuovi libri di testo di storia, che hanno cambiato l'insegnamento del periodo del declino dell'URSS e della Russia post-sovietica.

Il sistema scolastico, un braccio della  burocrazia statale, sta eseguendo gli ordini: le scuole si stanno lentamente trasformando in caserme per preparare i giovani russi alla guerra perpetua. 

Tra qualche anno potremo discutere del fatto che forse battere l’esercito russo sul campo di battaglia è stato facile, ma che riconquistare la società della Russia di Putin, avvelenata dall'aggressività, dal militarismo e dal risentimento, è diventato impossibile?

Ucraina e Polonia: una guerra in cui il grano è al centro

L'amicizia tra il presidente polacco Andrzej Duda e Volodymyr Zelensky sta finendo insieme all’idea di un’alleanza per mettere in ginocchio la Russia? La questione dell'esportazione del grano ucraino e di altri prodotti agricoli - di grande importanza per l'economia del Paese devastato dalla guerra - è diventata il pomo della discordia nelle relazioni bilaterali. Dopo uno scambio di commenti sgradevoli tra i due, e diatribe tra gli ambasciatori, una delegazione ufficiale ucraina non si è presentata al Forum Economico di Karpacz, nel quale il governo polacco ha cantato i suoi successi.

Ma non finisce qui: come ha scoperto Piotr Andrusieczko, corrispondente da Kyiv di Gazeta Wyborcza, ai parlamentari ucraini è stato vietato di recarsi in Polonia. I commenti dei deputati del partito presidenziale Servitore della Popolo  preferiscono definirlo un “consiglio” ma non cambia l'essenza della questione, poiché tali viaggi sono semplicemente impossibili senza l’approvazione di una delegazione ufficiale.

La Russia non solo blocca le esportazioni agricole dai porti ucraini, ma li bombarda e distrugge le scorte.  La crisi delle esportazioni ucraine in tempo di guerra sta diventando un importante banco di prova per i principi dell'Ue sul mercato comune e sulla solidarietà europea.

Polonia: odiare gli immigrati, guadagnando

L'Ufficio centrale anticorruzione polacco ha recentemente fatto irruzione nel ministero degli Esteri, provocando il licenziamento del viceministro Piotr Wawrzyk. Sebbene il governo sia riluttante a commentare, i media hanno parlato di un sistema corrotto per lo scambio dei visti polacchi con lavoratori temporanei provenienti, tra l'altro, dal Sud-Est asiatico. 

I 350.000 visti rilasciati negli ultimi tre anni dalle autorità polacche potrebbero ora essere messi in discussione perché sarebbero stati forniti in cambio di denaro ai funzionari introducendo cosi persone nell’area Schengen. Che dire? E pensare che sono proprio i politici di Diritto e Giustizia a presentarsi, in Polonia e nel mondo, come i maggiori oppositori dell'immigrazione da Paesi “culturalmente diversi”.

In collaborazione con Display Europe, cofinanziato dall'Unione europea. I punti di vista e le opinioni espressi sono esclusivamente quelli dell'autore o degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell'Ue o della Direzione Generale per le Reti di Comunicazione, i Contenuti e la Tecnologia. Né l'Unione europea né l'autorità che ha concesso il finanziamento possono essere ritenute responsabili.
ECF, Display Europe, European Union

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