Sul riscaldamento globale la scienza non ha avuto una buona pubblicità ultimamente, scrive l'Economist. Le rivelazioni secondo cui l'Ipcc avrebbe sopravvalutato alcuni effetti del fenomeno "hanno fornito argomenti a quelli che dubitano della sua reale esistenza". La questione, però, è intrinsecamente ambigua. "L'ampiezza della gamma di previsioni – da un innalzamento trascurabile di 1,1 gradi a uno catastrofico di 6,4 – mostra quanto sia grande l'incertezza". Il che non aiuta il rapporto con la politica. Lo slogan "Sei mesi per salvare il pianeta" garantisce più supporto che non le misurate dichiarazioni sul possibile impatto. Secondo l'Economist, a prescindere dalla portata dei mutamenti per i governi "il prezzo da pagare per evitare il riscaldamento globale è relativamente basso. Il mondo dovrebbe fare come gli individui che pagano un piccolo premio per assicurarsi contro grandi disastri."
Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.
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