Varsavia si presenta come la città più dinamica della Polonia.

Varsavia-Cracovia, la guerra dei musei

L'eterna rivalità tra l'antica capitale polacca e l'attuale sede del governo si è estesa al campo del turismo. Una sfida che spinge le due città a migliorare continuamente il proprio appeal verso i visitatori stranieri.

Pubblicato il 2 Novembre 2010 alle 15:08
Varsavia si presenta come la città più dinamica della Polonia.

Cracovia? Noi siamo molto meglio, sostiene la direttrice dell'Ufficio del turismo di Varsavia, Barbara Tekieli. E pare che abbia le prove. Gli ultimi dati dell'Istituto del turismo mostrano infatti che nel 2009 Varsavia ha accolto 2,2 milioni di turisti stranieri, incassando qualcosa come 800 milioni di euro. Secondo lo stesso rapporto, l'anno passato a Cracovia sono arrivati solo 900mila turisti stranieri, che hanno speso appena 330 milioni di euro.

A Cracovia, però, nessuno prende sul serio i dati dell'istituto. Secondo Paweł Mierniczak, direttore dell'Ufficio della regione della Piccola Polonia, il numero di turisti stranieri nel 2009 non è stato di 900mila ma di oltre 1,95 milioni. Mierniczak sostiene che le informazioni fornite da Varsavia sono semplicemente false, e spiega lo scarto con i metodi di calcolo utilizzati.

Comunque sia, è impossibile negare che l'inerzia al momento sia dalla parte di Varsavia. La metropoli sta ampliando rapidamente la sua offerta turistica. Non meno di otto musei di livello europeo vi sono stati inaugurati o apriranno a breve.

Varsavia offre spazi creativi ai migliori architetti del mondo, come lo statunitense Daniel Libeskind, ideatore della Freedom Tower di New York, che sta realizzando il condominio Zlota 44 nei pressi della stazione centrale, o il tedesco Helmut Jahn, noto per il restauro di Potsdamer Platz a Berlino. Già oggi, fatta eccezione per Parigi, Londra e Francoforte, nessuna città dell'Unione europea conta più grattacieli di Varsavia.

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La capitale polacca si è riciclata come meta turistica preferita dai cittadini delle ex repubbliche sovietiche. I centri commerciali Galerie Arcadia e Zlote tarasy sono tra i più importanti d'Europa.

Il Museo dell'insurrezione di Varsavia, inaugurato cinque anni fa, sta riscuotendo un successo strepitoso. Con 600mila visitatori previsti per il 2010 è diventato la seconda attrazione principale della città, subito dietro allo zoo. "All'estero tutti hanno sentito parlare del ghetto di Varsavia, ma quasi nessuno conosce la storia dell'insurrezione [la più grande ribellione della resistenza polacca contro i tedeschi, nell'agosto del 1944]. Ci vorrà del tempo, ma stiamo già ottenendo risultati", assicura la portavoce Anna Kotonowicz.

La figura di Chopin si è rivelata una altro valore aggiunto importante. Un nuovo museo dedicato al compositore ha aperto i battenti ad aprile nel palazzo Ostrogski. Da quel momento il numero di visitatori giapponesi a Varsavia è aumentato di un terzo. Il Museo della storia degli ebrei polacchi aprirà entro un anno e mezzo, e intende attrarre una categoria di turisti ben precisi: i giovani israeliani che viaggiano in Polonia sulle tracce dell'Olocausto. Oggi restano a Varsavia solo per qualche ora. Una volta terminato il museo vi passeranno probabilmente l'intera giornata e almeno una notte.

La spinta del calcio

Ma Cracovia non ha nessuna intenzione di gettare la spugna. Nella piazza centrale è stato da poco inaugurato un museo che illustra la vita della città nel Medioevo, e il Palazzo è stato interamente rinnovato. La fabbrica di Oskar Schindler, sulla scia del successo e della pubblicità fornita dal film di Spielberg, è stata trasformata in museo dell'occupazione.

Diversamente da Varsavia, inoltre, i dintorni di Cracovia sono ricchi di luoghi che meritano una visita. Non ci sono solo Auschwitz, la miniera di sale di Wieliczka e il santuario della madonna di Częstochowa, ma anche i Carpazi e le gole della Dunajec.

Cracovia sembra però aver esaurito il suo potenziale turistico, e deve trovare una nuova formula per attirare un numero maggiore di visitatori stranieri. L'antica capitale ambiva a diventare una seconda Praga, ma oggi attrae meno della metà dei turisti rispetto alla città ceca.

Tra due anni, in occasione dei campionati europei di calcio del 2012 (a cui Cracovia non parteciperà), Varsavia avrà un'occasione unica per farsi conoscere da nuovi nuovi visitatori, e attende l'arrivo di 100mila tifosi. La corsa al titolo di capitale europea della cultura del 2016 rappresenta un'altra occasione imprendibile per la promozione della capitale, che figura nella lista delle cinque candidate polacche alla nomina. Ancora una volta, Cracovia è assente.

L'elemento più rilevante a favore di Varsavia è però rappresentato dall'evoluzione del turismo mondiale. Una volta visitate Parigi, Londra e Roma, e dopo aver esplorato ogni angolo di Vienna o di Praga, viene voglia di cercare nuovi stimoli. E Varsavia diventa un'opzione interessante. (traduzione di Andrea Sparacino)

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