Crisi costituzionale in Polonia

Varsavia verso una “democratura”?

I cambiamenti radicali proposti dal neoeletto governo conservatore nell’ambito delle principali istituzioni del paese ha scatenato, negli ultimi giorni, una serie di manifestazioni, sia dei sostenitori che degli oppositori. La stampa polacca si interroga sul futuro della democrazia, che potrebbe essere a rischio.

Pubblicato il 16 Dicembre 2015 alle 08:43
Reuters/Cacper Pepel  | Varsavia, 12 dicembre 2015. Manifestazione antigovernativa di fronte alla sede della Corte costituzionale.

Il 12 e il 13 dicembre si sono svolte a Varsavia due grandi manifestazioni, alle quali hanno partecipato decine di migliaia di persone. La prima, a favore dell’indipendenza della Corte costituzionale, è stata organizzata dal Comitato per la difesa della democrazia, un movimento civico. La seconda era a sostegno del governo di Diritto e giustizia (PiS), che mira a limitare i poteri della Corte e ad assumerne il controllo. In Polonia è a rischio la democrazia? Il paese sta prendendo la strada della “democratura”? Dalle elezioni di ottobre, quando ottenne la maggioranza assoluta in parlamento, il PiS ha presentato il suo programma, che consiste nell’introdurre cambiamenti radicali in Polonia, ed è stato più volte accusato di contravvenire ai principi democratici. Il nuovo Sejm, dominato dal PiS, ha immediatamente cancellato la nomina di cinque giudici della Corte costituzionale designati dal parlamento precedente, per poi eleggerne altri cinque. Il 3 dicembre la Corte ha stabilito che la nomina di tre dei cinque precedenti giudici era valida e il 9 dicembre ha dichiarato in gran parte anticostituzionale la legge sulla Corte emendata dal PiS. Ma il governo ha bloccato la pubblicazione della sentenza, impedendone l’entrata in vigore.

Il risultato è una crisi costituzionale che mette in gioco il futuro dell’unica istituzione nazionale polacca in grado di controllare il controverso programma del PiS. Programma che include l’introduzione di una nuova tassa sugli asset bancari e sulle catene di supermercati, il controllo dei media e rigide misure antiterroristiche. Secondo Gazeta Wyborcza,

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Il fatto che il governo abbia censurato le sentenze toglie alla Corte la sua indipendenza e autorità.

In un’intervista a Newsweek Polska il direttore del giornale di sinistra Krytyka Polityczna Sławomir Sierakowski, ritiene che

Avendo paralizzato la Corte costituzionale, le cui sentenze verranno screditate, la maggioranza parlamentare assumerà a tutti gli effetti i poteri di una supermaggioranza. [Il leader del PiS Jarosław Kaczyński potrà fare approvare dal Sejm qualsiasi disegno di legge, compresi quelli che riguardano gli organismi costituzionali dello stato.

In un’intervista per il settimanale di destra Do Rzeczy, Ludwik Dorn, in passato vice primo ministro durante il governo del PiS e oggi commentatore politico, spiega le ultime mosse del PiS in relazione ai concetti di “stato normativo” e “stato discrezionale”, teorizzati dal politologo tedesco Ernst Fraenkel. Nonostante non veda “nessuna minaccia per le libertà civili e per la democrazia”, Dorn ritiene che in Polonia lo stato di diritto sia a rischio:

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La Corte costituzionale è un’istituzione chiave dello stato di diritto. Kaczyński è convinto che, se le sue riforme non potranno essere eseguite all’interno dell’ordine normativo, lo stato normativo debba essere escluso dall’attuale struttura istituzionale e sostituito dallo stato discrezionale.

Il columnist del quotidiano Rzeczpospolita Michał Szułdrzyński commenta la situazione notando che

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Durante la campagna elettorale il PiS si è costruito l’immagine di un prevedibile partito europeo di destra. Oggi è un partito che combatte su tutti i fronti e allo stesso tempo si nasconde all’interno del suo nucleo irriducibile. Le promesse della campagna elettorale, che graveranno sui bilanci dello stato, potrebbero generare il malcontento tra i cittadini. E allora, se il partito non può produrre abbastanza panem per sopravvivere, avrà bisogno di più circenses.

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