Vote_Engine_-_Del_Rosso

Anche le giovani donne stanno diventando di destra? 

Se il voto conservatore rimane in gran parte appannaggio maschile, un numero crescente di elettrici sembra attratto da discorsi incentrati sul ruolo tradizionale della donna. Una tendenza rafforzata dalle aspettative deluse in termini di parità.

Pubblicato il 8 Luglio 2026

Su piattaforme social come Instagram o TikTok sta diventando comune imbattersi in video in cui alcune donne chiedono sostegno economico. Oppure, se ne trovano altri incentrati su un’estetica e uno stile di vita legati alle tradizioni, al ruolo di casalinga: sono contenuti etichettati come “tradwife” (contrazione di “moglie tradizionale”), un movimento reazionario che promuove i ruoli di genere e i matrimoni tradizionali. 

“La domanda non è perché questo movimento esista, bensì perché abbia così successo”, afferma Javier Carbonell, analista politico all’Epc (European policy center) nel programma Politiche e istituzioni europee.

Secondo lo studio di Carbonell A Room of One’s Own is all you can afford: Why young women are moving to the far right (“Una stanza tutta per sé è tutto ciò che ci si può permettere: perché le giovani donne si stanno orientando verso l’estrema destra”), i partiti di estrema destra in tutta Europa hanno registrato una riduzione del divario di genere tra i loro elettori, grazie all’aumento della percentuale di elettrici. 

Mentre nel 2018 le donne rappresentavano il 15 per cento degli elettori di estrema destra, nel 2023 il dato era salito al 20 per cento.

Carbonell sostiene che le donne “si stanno spostando verso l’estrema destra a un ritmo lento”, una tendenza incentivata dai fattori socio-economici degli ultimi anni. “Deriva dalla disillusione per la promessa non mantenuta di un'indipendenza economica. Una volta raggiunta, l’attuale situazione fa sì che non ne traggano grandi benefici”, spiega.

Aspettative contro realtà

Queste donne considerano le promesse del femminismo come non mantenute, in un sistema economico che impedisce loro di ottenere tutto ciò che era stato promesso. La difficoltà di accedere al mercato lavorativo e immobiliare, in condizioni sempre più precarie per i giovani, indica poi che il futuro non è all’altezza delle aspettative.

I dati dimostrano che solo il 37 per cento delle donne spagnole sostiene di sentirsi sicura nelle proprie competenze finanziarie e appena il 33 per cento si sente supportata economicamente sul posto di lavoro, secondo il secondo studio di Mastercard del 2023 intitolato Women and Finances (“Donne e Finanza”). Questa frustrazione, combinata alla comunicazione sui social media, ha alimentato il sostegno a un ritorno alla tradizione e un picco di popolarità dei valori di estrema destra tra i giovani.

In fin dei conti, non si tratta solo di tornare ai tempi passati, ma di recuperare le aspirazioni e l’estetica di quell’epoca. Si pensi al revival del divino nell’album LUX della cantante spagnola Rosalía, alla passione per il gruppo di rock cattolico Hakuna che ha riempito la Movistar Arena di Madrid o al fascino di fantasticare di avere un lazy girl job – per esempio dedicarsi al social network per abbonati OnlyFans –, come scorciatoia per raggiungere una prosperità finora irraggiungibile. "È una via di fuga da un conteto che vacilla", spiega Carbonell.

Nonostante molte giovani siano attratte da questi ideali le donne continuano a trainare il voto della sinistra in Europa. Ad esempio alle legislative del 2024 Croazia il partito più votato dai giovani tra i 18 e i 29 anni è stata la coalizione rossoverde Možemo! (21,7 per cento dei voti). Tuttavia, il blocco di centro destra e destra (che comprende Hdz, Dp e Most) è riuscito a conquistare una quota maggiore del voto giovanile in generale, spiega il giornale croato H-Alter.

Secondo i dati Ipsos in termini di genere i partiti di destra come Il Movimento Patriottico (Dp) e l’Unione democratica croata (Hdz) contano su una base di elettori prevalentemente maschile.

Al contrario, i partiti di sinistra dipendono molto di più dai voti delle donne: il 59 per cento degli elettori di Možemo! e il 51,9 per cento di quelli dell’Sdp sono donne, con un divario in crescita.

L’altra strada verso la disaffezione politica

La situazione è simile in tutta Europa. Una ricerca pubblicata sul Journal of European Public Policy da Toni Rodon (università Pompeu Fabra) e da esperti della London School of Economics e della Humboldt University di Berlino, rivela che il successo di questi partiti tra i giovani elettori continua a essere trainato dagli uomini, con il 21 per cento dei consensi nel 2024 rispetto al 14 per cento tra le donne.

In un contesto dove l’80 per cento dei giovani spagnoli non si sentono presi in considerazione dalla classe politica secondo España 2023 Report, la disaffezione politica si manifesta in due modi principali: l’astensione o l’estrema destra.

Il 79 per cento dei giovani spagnoli sotto i 24 anni non hanno votato alle elezioni europee del 2024, mentre coloro che hanno tra i 25 e 39 anni hanno raggiunto un risultato del 65 per cento Un dato storico secondo l’Eurobarometro.

A sua volta, secondo il sondaggio “Europa Joven” della Fondazione TUI, il 43 per cento dei giovani europei non crede nella democrazia come sistema politico efficiente. Arrivare al punto di mettere in discussione i valori democratici, sottolineano gli esperti, è una risposta a un establishment caratterizzato dall’instabilità economica, dalla precarietà lavorativa, da una crisi abitativa e da un contesto geopolitico turbolento.

"È una tendenza normale opporsi al potere e far parte di una contro-narrazione, perché quello che prima chiamavamo Podemos ora è Vox", afferma Carbonell, riferendosi rispettivamente al partito della sinistra alternativa e a quello della destra radicale.

Questo scenario si ripete anche in altre parti d’Europa. È il caso della Bulgaria, in cui la maggior parte del voto giovanile (il 21,5 per cento) è andata al partito La Spada ("Mech"), guidato da Radostin Vassilev, fermo sostenitore delle politiche dell'allora primo ministro ungherese Viktor Orbán e contrario agli aiuti militari all’Ucraina.

"Tradizionalmente i giovani in Bulgaria sono la fascia d’età meno attiva il giorno delle elezioni. Nel corso degli anni, è emerso chiaramente che gli elettori tra i 18 e i 29 anni tendono a sostenere movimenti politici emergenti. Il loro voto è spesso un voto di protesta, diretto contro l’ordine politico costituito”, afferma Dimitar Ganev, analista politico e direttore dell’agenzia di sondaggi bulgara Trend.

È un miraggio?

Anche l’Irlanda sta vivendo una crescente disaffezione politica che si è recentemente manifestata con un record storico di voti nulli durante le elezioni presidenziali del 2025. Secondo The Journal Investigation quasi il 13 per cento delle schede è stato invalidato, un dato che supera di gran lunga il precedente massimo del 1945, spinto da una campagna sui social media in seguito all’esclusione della candidata conservatrice Maria Steen.

Questo malcontento è particolarmente evidente tra i giovani uomini di età compresa tra i 18 e i 34 anni, un gruppo in cui un elettore su quattro ha scelto di annullare il proprio voto come forma di protesta. Un exit poll svolto in quella occasione ha rivelato che un numero significativo di questi elettori era orientato a destra, e il 68 per cento di loro ha affermato che avrebbe votato per Maria Steen. Tuttavia, nonostante il voto conservatore sia in aumento tra i giovani, il paese non sembra aver virato a destra.

Nei sondaggi precedenti, l’83 per cento degli elettori tra i 18 e i 34 anni sosteneva la candidata Catherine Connolly, e partiti come il Sinn Féin e i Socialdemocratici continuano a guidare le preferenze in questa fascia d’età. Mentre i partiti di destra come Aontú e Independent Ireland registrano un sostegno rispettivamente del 7 e del 5 per cento la maggior parte dei giovani mantiene la propria preferenza per le coalizioni di sinistra e di centrosinistra.

Lo stesso accade in Grecia, dove i giovani tra i 17 e i 34 anni mostrano un atteggiamento particolarmente critico nei confronti del funzionamento della propria democrazia, assegnandole un voto medio di appena 3,23 su 10, secondo lo studio Unmute Democracy dell’Istituto Eteron, ma dove i giorvani continuano a votare a destra in modo inferiore rispetto alla media nazionale – circa il 28 per cento, nelle elezioni del 2023.

In definitiva, tutto fa parte di un unico ecosistema in cui la politica viene consumata come contenuto e l’identità si costruisce a colpi di algoritmi, ma sempre influenzata dal contesto socioeconomico che li circonda. Nel frattempo, in attesa di nuove elezioni la situazione rimane incerta, e resta da vedere se questa svolta conservatrice sia una moda passeggera frutto del malcontento o l’inizio di un nuovo ciclo destinato a durare – ben oltre una legislatura.

👉L’articolo originale su El Confidencial
🤝 Questo articolo fa parte del progetto PULSE, un’iniziativa europea che sostiene la cooperazione giornalistica transnazionale. Marina Kelava (H-Alter.org, Croazia), Krasen Nikolov (Mediapool, Bulgaria) e Lena Kyriakidi (Efsyn, Grecia) hanno contribuito a questo articolo.

Ti piace quello che facciamo?

Contribuisci a far vivere un giornalismo europeo e multilingue, in accesso libero e senza pubblicità. La tua donazione, puntuale o regolare, garantisce l’indipendenza della nostra redazione. Grazie!

Sei un media, un'azienda o un'organizzazione? Dai un'occhiata ai nostri servizi di traduzione ed editoriale multilingue.

Sostieni un giornalismo europeo senza frontiere

Fai una donazione per rafforzare la nostra indipendenza

Sullo stesso argomento