Il numero di finlandesi che si recherà alle urne per le elezioni per il Parlamento europeo sarà da record. Nell’appuntamento elettorale del 2019, l’affluenza raggiunse il 40,8 per cento. Tuttavia, si prevede che tale cifra crescerà del 10 per cento, decretando un punto di svolta nella partecipazione elettorale finlandese. Il crescente interesse maturato per l’imminente tornata elettorale europea è attribuibile a vari fattori.
Per i finlandesi, uno dei punti centrali in vista delle elezioni europee è il cambiamento della questione della sicurezza europea rispetto al 2019. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha messo in risalto il ruolo dell’Ue come garante della sicurezza e della stabilità nel contesto democratico occidentale.
L’interesse dei finlandesi verso la politica europea si deve in parte anche all’adesione alla Nato, avvenuta il 4 aprile 2023, e dal suo impatto sulla sicurezza europea e sull’impegno della comunità europea per la difesa del continente. Agli altri stati membri viene spesso ricordato che il paese condivide più di 1300 chilometri di confine con la Russia. Va da sé che la Finlandia si trova in una posizione geopolitica molto sensibile.
Fino a prima della guerra in Ucraina, la maggior parte dei finlandesi credeva che essere un paese neutrale fosse la strategia più adatta per mantenere rapporti pacifici con la Russia. Ma, come ha affermato l’ex presidente finlandese Sauli Niinistö (Partito di Coalizione nazionale), dopo l’invasione la Russia si è rivelata per quello che è realmente. La Finlandia ha quindi dovuto abbandonare il suo ruolo di paese mediatore con un vicino inaffidabile e vestire i panni di membro di un’alleanza militare a fianco dell’Occidente.
La consapevolezza di questa nuova realtà si è palesata quando, qualche mese dopo l’invasione russa, 188 membri sui 200 presenti nel parlamento finlandese hanno votato a favore dell’ingresso nella Nato.
Diventando membro, il paese è sicuro che, in caso di attacco, gli altri stati appartenenti dell’Alleanza Atlantica correranno in suo aiuto. Si tratta di una forte presa di posizione rispetto allo status di neutralità internazionale che il paese ha sempre mantenuto.
La consapevolezza di questa nuova realtà si è palesata quando, qualche mese dopo l’invasione russa, 188 membri sui 200 presenti nel parlamento finlandese hanno votato a favore dell’ingresso nella Nato
All’inizio di marzo, la presidenza del paese è passata a Alexander Stubb (Partito di Coalizione nazionale). Si sono inoltre verificati dei cambiamenti anche in materia di politica estera, ora più orientata verso l’Occidente soprattutto in relazione con la Russia, e rispetto al ruolo che assume la Finlandia nel contesto dell’Ue. Queste evoluzioni potrebbero avere un peso sulle elezioni europee.
Se con Niinistö si manteneva una linea più tradizionale e cauta nei confronti della Russia, Stubb, vent’anni più giovane, propende chiaramente verso Occidente e in passato ha ricoperto le cariche di eurodeputato, primo ministro e Ministro degli affari esteri. Un ulteriore elemento che potrebbe influenzare l’esito dell’appuntamento elettorale è il fatto che Stubb, eletto a febbraio ed entrato in carica a marzo, ha modificato notevolmente la posizione internazionale del paese.
Il potere interno in Finlandia è detenuto dal governo, guidato dal Primo Ministro, nonostante il Presidente occupa ancora una posizione importante come leader della politica estera finlandese e rappresenta il paese a livello internazionale. Eppure, malgrado il tema della sicurezza, stando all’ultimo Eurobarometro, spicchi tra le ragioni che porteranno i finlandesi alle urne a giugno, bisogna prendere in esame anche altri fattori.
Le crisi spingono la Finlandia a sostenere l’Ue
Alle elezioni europee del 2019, la questione climatica era al centro dei dibattiti, coerentemente con le preoccupazioni globali. L’ecologia ha catturato l’attenzione dei cittadini e, di conseguenza, molti partiti hanno incentrato i propri programmi elettorali intorno alla questione della protezione ambientale.
Ora, con l’avvicinarsi delle elezioni, accanto alle tematiche del 2019, sono sorte nuove questioni. il cambiamento climatico e le questioni ambientali restano al centro, ma ciò che cambia è l’approccio adottato per affrontarle. Infatti, da misure individuali si è passati ad adottare strategie più complete al fine di promuovere una transizione verde che abbracci ogni settore dell’economia.
È evidente che, nonostante abbia acquisito rilevanza solo negli ultimi anni, il cambiamento climatico sia una questione onnipresente in ogni dibattito a livello globale. A tal proposito, l’Unione europea si è posta degli obiettivi ambiziosi per combatterlo. I finlandesi, tradizionalmente consapevoli delle questioni ambientali, vedono nell’Ue un’opportunità per influenzare la direzione che prenderanno le politiche verdi.
Per esempio, in passato molti finlandesi si sono dimostrati particolarmente interessati a come l’Ue volesse regolamentare la gestione delle loro foreste.
Il coinvolgimento nell’Ue è aumentato anche perché i finlandesi, durante la pandemia da Covid-19, hanno constatato che i paesi europei riescono a intervenire in favore dei propri cittadini meglio quando cooperano piuttosto che quando agiscono da soli. Il ruolo giocato dalla comunità europea nell’affrontare quel periodo è stato determinante, così come la conseguente ripresa economica. Ciò ha spinto i finlandesi a nutrire una profonda ammirazione verso l’Unione.
La sostenibilità economica è un altro tema rilevante, nello specifico per ciò che riguarda lo sviluppo dell’economia digitale, un settore che ha già parzialmente trasformato i mercati occupazionali ed economici di tutta Europa. Un tempo patria del produttore di telefonia più grande al mondo, Nokia, la Finlandia riconosce il ruolo cruciale della tecnologia nell’evoluzione della società.
Oltretutto, da anni il paese investe per implementare la consapevolezza sull’Unione europea nei programmi educativi, e nel dibattito pubblico. Tale strategia ha permesso una migliore comprensione dell’importanza che assume l’Ue e il suo impatto in Finlandia; ciò ha accresciuto il desiderio di recarsi a votare, in particolare tra i giovani.
L’immigrazione resta sempre al centro
La politica sulla migrazione e l’asilo è stata una materia preminente nel 2019, al punto da essere discussa sia a livello nazionale che nel contesto europeo. La Finlandia, al pari di altri membri dell’Ue, ha faticato nel coniugare responsabilità umanitaria e sicurezza nazionale.
Immigration and integration remained important issues in Finland. However, the 2024 EU elections will see a discussion on EU enlargement and the management of external borders in a new way.
Il confine con la Russia, lungo il quale il Cremlino manda volutamente, dallo scorso anno, richiedenti asilo, è quello che inevitabilmente tocca di più i finlandesi: ci si è interrogati sul ruolo che deve assumere l’Ue nell’affrontare tali questioni. Lo scorso inverno, la Finlandia è stata obbligata a chiudere temporaneamente i propri confini, anche se il paese è consapevole che deve ottemperare agli accordi internazionali a tutela di coloro che cercano protezione internazionale.
Un’eventuale riforma della politica di asilo e l’aumento della cooperazione con i paesi di origine sono questioni che richiedono un nuovo approccio.
La Finlandia e la tecnologia
Dal punto di vista economico, l’Europa e la Finlandia hanno nuove sfide da affrontare, tra cui la ripresa economica post-pandemia e le conseguenze della guerra in Ucraina.
Momenti come questi hanno reso chiaro il bisogno di rafforzare l’indipendenza europea in materia di approvvigionamento energetico e filiere di produzione, aspetti che si ritrovano anche nelle campagne elettorali.
In vista delle elezioni europee, in Finlandia si dibatte anche rispetto al ruolo della tecnologia, in particolare su settori quali l’intelligenza artificiale e i servizi digitali.
La protezione dei dati, la sicurezza informatica e le questioni etiche legate alla tecnologia sono temi cruciali sia per la Finlandia che per gli altri stati membri dell’Ue, i quali stanno riflettendo su come sfruttare al meglio i vantaggi della tecnologia, pur tutelando i diritti dei cittadini.
Questo articolo fa parte del progetto collaborativo “Voices of Europe 2024”, che coinvolge 27 testate di tutta l’Ue ed è coordinato da Voxeurop
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