Attualità Migranti bloccati alle porte dell'Europa | Cipro

A Cipro, la linea verde sbarra la strada ai richiedenti asilo

Numerosi migranti arrivano dalla Turchia nella speranza di entrare nell'Ue attraversando la cosiddetta "linea verde" che divide la Repubblica Turca di Cipro del Nord dalla Repubblica di Cipro. La storia di Rosy e Christian, che sono rimasti bloccati per mesi in questa terra di nessuno e che fanno parte dei 50 rifugiati che papa Francesco ha accolto in Vaticano.

Pubblicato il 7 Dicembre 2021 alle 11:45

Bloccati in una terra di nessuno in mezzo al nulla, Rosy e Christian (i nomi sono stati cambiati su loro richiesta), entrambi originari del Camerun anglofono, dormono in una tenda nella speranza di vivere giorni migliori. I due compagni di viaggio si sono incontrati a maggio mentre cercavano di scalare le antiche mura di Nicosia, costruite dai veneziani nel XVI secolo in prossimità della zona cuscinetto, per raggiungere la parte meridionale della capitale cipriota, divisa in due nel 1974 in seguito all'invasione turca di Cipro.

Da cinque mesi, però, la Repubblica di Cipro nega loro il diritto di chiedere asilo. In mezzo alle forze di pace, Rosy e Christian vedono ogni giorno persone muoversi liberamente da una parte all'altra dell'isola, mentre sono bloccati nella zona cuscinetto.

"Il Camerun non è più sicuro per noi, dobbiamo cercare sicurezza in un altro paese a tutti i costi, è per questo che siamo partiti", racconta Rosy, 24 anni, ancora assonnata nella mattinata di ottobre nella quale la incontro. Quando il conflitto camerunese si è aggravato, i due ragazzi hanno deciso di iscriversi come studenti internazionali in un'università turco-cipriota e hanno raggiunto il nord partendo da Istanbul su un volo charter della Turkish Airlines. Il padre di Christian, che non voleva che il figlio ventenne andasse in guerra, si è occupato della sua ammissione all'università.

Rosy e Christian davanti alla loro tenda, nella zona tampone tra Cipro e la RTCN. | Foto: Chloé Emmanouilidis

Come Rosy e Christian, i numerosi migranti che vogliono raggiungere l'Unione europea usano la Turchia come paese di transito. Una volta arrivati, però, si ritrovano intrappolati nella parte settentrionale dell'isola, chiamata ufficialmente "Repubblica Turca di Cipro del Nord" e non riconosciuta dalla comunità internazionale. "Non sapevo che Cipro fosse divisa in due parti.

Ci hanno detto che il nord faceva parte dell'Ue, ma data la situazione non ho avuto il tempo di fare ricerche, sono partita" dice Rosy. Inoltre, a causa del conflitto greco-turco nel Mar Egeo, Cipro non fa parte dell'area Schengen, il che complica la situazione per i migranti che desiderano raggiungere un altro paese europeo. Di conseguenza, si ritrovano ancora una volta bloccati nei territori controllati dalla Repubblica di Cipro.

"Tornare al nord per noi non è un'opzione. Siamo partiti illegalmente infrangendo una delle loro leggi. Rischiamo la deportazione o la prigione", teme Rosy. "Non ho sogni per il futuro, l'unica cosa che conta per me è andare via da qui", dice rassegnata. "A Cipro Nord, non esistono procedure per le richieste di asilo, ma tutti coloro che attraversano la linea verde hanno il diritto di richiedere asilo nella Repubblica di Cipro ai sensi del diritto internazionale ed europeo, come stabilito dall'articolo 2 del regolamento relativo alla linea verde", afferma con rammarico Emilia Strovolidou, portavoce dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (HCR di Cipro). "Queste persone devono avere accesso a condizioni dignitose nei centri d'accoglienza" ha aggiunto.

Rosy e Christian davanti alla loro tenda, nella zona tampone tra Cipro e la RTCN | Foto: Chloé Emmanouilidis

La linea verde, lunga 184 km e tallone d'Achille del governo, è il passaggio usato dai migranti che vogliono raggiungere la Repubblica di Cipro passando da Cipro Nord, zona occupata dall'esercito turco. Secondo il ministero dell'interno, oltre l'80 percento del flusso migratorio proviene dalla linea verde e meno del 20 percento dal mare.

"Negli ultimi quattro anni, la Turchia ha deliberatamente e sistematicamente incoraggiato i migranti che si trovano al nord a utilizzare la linea verde come passaggio verso il sud, strumentalizzandoli per fare pressione sullo stato cipriota", dice Loizos Michail, direttore dell'ufficio del ministero dell'interno, secondo il quale dal 1° al 20 ottobre 2021, 1.166 migranti hanno preso questa strada. Anche se poco colpita dalla crisi dei rifugiati siriani del 2015, dal 2018 Cipro è stata identificata dai trafficanti come una rotta accessibile grazie alla divisione dell'isola. Secondo le statistiche Eurostat, il più alto numero di persone che hanno richiesto asilo nel 2020 per la prima volta è stato registrato a Cipro: 8.448 richiedenti asilo per milione di abitanti.

"Ovviamente, non consideriamo la linea verde come una frontiera interna o esterna, ma in occasione dell'ultimo vertice dei ministri "MED5" (paesi del Mediterraneo, in prima linea nell'accoglienza ai migranti), abbiamo chiesto alla commissione europea di attuare le stesse misure di sicurezza che si applicano alla maggior parte delle frontiere europee, come nel caso della Lituania e della Polonia", spiega. "Per la prima volta la questione della linea verde è stata considerata come un problema europeo", ha aggiunto.

"Come paese impegnato in prima linea, non siamo più in grado di accogliere altre persone, i campi profughi sono saturi", avverte Loizos Michail. A giugno 2020, Nicosia aveva già inasprito le sue politiche migratorie riducendo i tempi delle procedure delle richieste di asilo da 3-5 anni a 50 giorni. Dal 1° gennaio 2021, l'isola ha esaminato oltre 8.500 richieste di asilo, rifiutandone più di 7.000. Travolte dalle richieste, le autorità hanno inasprito la politica migratoria e hanno preso misure drastiche lungo la linea verde per controllare l'ingresso dei migranti.

L'isola di Cipro. In grigio, la zona tampone tra la Repubblica di Cipro e la RTCN | Wikiwand.

A causa della divisione dell'isola, la zona cuscinetto non è considerata un confine esterno che può essere sorvegliato come le altre zone. Tra le misure controverse, il governo ha dispiegato filo spinato nei punti più sensibili della linea verde, prevedendo anche pattuglie, droni e telecamere. Gli oppositori hanno accusato il governo di approvare la divisione dell'isola.

Secondo Kisa, una Ong di sostegno ai migranti, questa decisione unilaterale nel contesto delle crescenti tensioni con la Turchia mette in pericolo Cipro e potrebbe avere tragiche conseguenze politiche. "Non possiamo cambiare lo status demilitarizzato della linea verde garantito dall'UNIFICYP (Forza di pace delle Nazioni Unite a Cipro), il Governo sta cercando di trasformarla in una frontiera come quella del fiume Evros in Grecia", afferma Doros Polycarpou, direttore esecutivo di Kisa. 


Travolte dalle richieste, le autorità hanno inasprito la politica migratoria e hanno preso misure drastiche lungo la linea verde per controllare l'ingresso dei migranti


Polycarpou accusa le autorità di gonfiare il numero di migranti attraverso la linea verde per scopi puramente militari ed elettorali. "È solo tramite la cooperazione con i turco-ciprioti e le autorità del nord che riusciremo a trovare una soluzione a questo problema. Costruire un muro non è una soluzione, né per la questione di Cipro né per quella dei rifugiati", sostiene.

Nicosia esige dall'Ue l'attuazione di accordi bilaterali con paesi terzi per l'accoglienza di persone le cui richieste di asilo sono state ritenute infondate. Il 10 novembre, il presidente Nikos Anastasiades ha indetto una riunione d'emergenza con i ministri per intervenire e lottare contro l'aumento dell'immigrazione clandestina.

Cipro intende richiedere alla Commissione europea il diritto di sospendere le richieste di asilo delle persone che entrano nel paese illegalmente, un'ennesima politica restrittiva criticata dall'opposizione che accusa il Governo di gestire male la questione migratoria. Le autorità, però, temono soprattutto un aumento esponenziale del flusso migratorio dovuto alla crisi in Afghanistan. Secondo il Ministero dell'Interno, questa crisi potrebbe rivelarsi peggiore di quella del 2015.

Questo articolo è stato chiuso prima della visita di papa Francesco a Cipro, dove ha annunciato, venerdì 3 dicembre, che aiuterà a trasferire 50 esuli in Italia dopo Natale. Christian e Rosy dovrebbero essere tra loro.

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