Idee Europe Future Fringe

Come fare della Conferenza sul futuro dell’Europa un successo

Proprio come l’Edinburgh Fringe consiste in eventi e iniziative informali che si svolgono parallelamente al Festival internazionale di Edimburgo, lo Europe Future Fringe appena lanciato cerca di sfruttare l’immaginazione e la competenza dei cittadini per rinnovare l’Europa in modo democratico, e contribuire a rendere l’imminente Conferenza sul futuro dell’Europa un successo, sostiene Roger Casale, di New Europeans.

Pubblicato il 14 Settembre 2020 alle 08:46

L’ultima cosa su cui i leader europei sembrano voler concentrarsi in questo momento è la Conferenza sul futuro dell’Europa. Ha persino superato la Brexit come argomento che fa sbadigliare la maggior parte delle persone. Eppure, come ci ricorderà Ursula von der Leyen nel suo primo discorso sullo stato dell’Unione, che terrà il 16 settembre al parlamento europeo, il futuro dell’Europa è davvero in gioco. 

Gli europei devono parlare di più del futuro. Cosa possiamo fare per salvaguardare il progetto dell’Ue? Come portare l’Europa al livello successivo? La conversazione, come la cucina, è più un’arte che una scienza. Il successo finale è ciò che si fa con il prodotto finito.

Come ha detto Shirin Ebadi, l’avvocata iraniana e premio Nobel per la pace: “Non si tratta solo di speranza e di idee. Si tratta anche di azione”. Per cominciare una conversazione sul futuro dell’Europa non dobbiamo aspettare un comunicato stampa della Commissione. Gli ingredienti migliori saranno le esperienze quotidiane della vita delle persone.

Ispirato al famoso Edinburgh Fringe di Edimburgo, Europe Future Fringe cerca di sfruttare l’immaginazione e la competenza dei cittadini per il rinnovamento democratico dell’Europa. Oltre un centinaio di organizzazioni sono già d’accordo per condividere le loro idee su come deve essere l’Europa del futuro. Invece di aspettare l’inizio della Conferenza ufficiale, il Fringe ha già cominciato a promuovere una vasta serie di eventi sul futuro dell’Europa. 

Belli carichi

La democrazia è un’idea astratta ma, come scrisse Abramo Lincoln, in pratica è tutta una questione di persone. “Del popolo, dal popolo, per il popolo”.  Ecco la direzione che dovrebbe assumere il dibattito sul futuro dell’Europa. Noi siamo cittadini, non solo consumatori. Abbiamo una voce e un voto. Non dimentichiamo che a volte abbiamo bisogno di usarli.

Come ci ha ricordato Maria Karra, co-fondatrice della Fondazione Emfasis in Grecia: “Online o dal vivo, nulla può sostituire la presenza umana e alla cooperazione. Lavoriamo su un quadro partecipativo con tutti gli stakeholder a bordo; impariamo dai nostri successi e dalle nostre sfide”. Dare vitalità alla conversazione sul futuro dell’Europa significa riunire le persone in un ambiente sicuro e rilassato, dove sentono di poter parlare apertamente e liberamente di ciò che conta per loro. 

All’Odder Tennis Club in Danimarca, la discussione riguarda come mantenersi in forma e in salute durante la pandemia. Povl Henningsen, Fondatore e Presidente del Club: “Non dimentichiamo mai che lo scopo dell’Ue è di migliorare la vita dei cittadini. Se questo non suscita interesse a tutti i livelli della società europea, dobbiamo trovare nuovi modi per avviare la discussions”.

Come fare le cose

In una lettera al Movimento federalista Europeo del luglio scorso, il presidente del parlamento europeo David Sassoli ha scritto: “Dovremmo fare della Conferenza un vero successo, che porti ad azioni concrete per soddisfare le aspettative dei nostri cittadini”. Belle parole, espresse da un leader europeo impegnato. Ma come si possono realizzare queste aspirazioni? 

Finora, quello che abbiamo visto sono rtardi: si è discusso a lungo su quale politico “al vertice” dovrebbe farsi carico di questo “processo dal basso”, ed è emersa l’assenza di qualsiasi tentativo percettibile di coinvolgere realmente i cittadini. Eppure viviamo in un momento in cui questi ultimi si fanno carico del dibattito sul futuro dell’Europa, dagli appelli ad agire sul cambiamento climatico alle nuove idee su come rimodellare il mondo del lavoro. 

La pandemia ci ha riuniti. Non siamo più spettatori passivi, mentre gli altri affrontano le sfide della vita. Il coronavirus riguarda tutti. Come ha commentato Laura Bell, direttrice della comunicazione di Volonteurope, fra i fondatori di Europe Future Fringe, “Le organizzazioni della società civile e le ong devono poter rivendicare il loro diritto a partecipare alla soluzione”.

Il sipario si sta alzando. Siamo tutti insieme sul palcoscenico in una rappresentazione teatrale che sta per avere un successo da record al “Grande Teatro della Vita”. E come disse una volta Oscar Wilde: “Il teatro è la più grande di tutte le forme d’arte, il modo più immediato in cui un essere umano può condividere con un altro il senso di ciò che è essere umano”.

Crisi e opportunità

Una delle lezioni fondamentali da trarre dalla crisi è l’importanza vitale di tutti coloro che fanno funzionare i nostri ospedali e le consegne, e che fanno andare avanti la vita quotidiana, compresi molti volontari. Dobbiamo ascoltare quello che hanno da dirci su come le cose devono cambiare in futuro. 

Di nuovo Maria Karra, della Fondazione Emfasis in Grecia: “Mettiamo avanti i nostri volontari, i veri eroi e modelli per le giovani generazioni. L’ispirazione viene dalle storie di vita reale. Quando lavoriamo insieme, la vita si arricchisce e la società migliora”.

Dovremmo anche riconoscere che in Europa si sta costruendo un consenso dietro a nuove idee coraggiose come un reddito minimo o una giornata lavorativa più breve. Queste iniziative rivelano che c’è l’opportunità di un cambiamento trasformativo nel modo in cui viviamo e nel modo in cui le nostre società sono organizzate in Europa. Dominik Kirchdorfer, di European Future Forum, una delle organizzazioni cofondatrici di Europe Future Fringe, la definisce in questo modo: “dal giorno all’indomani il lavoro a distanza non solo si è dimostrato fattibile, ma anche necessario e nella maggior parte dei casi auspicabile. Da queste esperienze possiamo imparare molto su come rimodellare il futuro del lavoro”.

Le città sono trasformate dalla necessità di trovare nuove soluzioni alle esigenze di trasporto e di infrastrutture dei cittadini. Questo apre nuove strade per la democrazia partecipativa a livello locale e ci invita a dare ascolto alla saggezza della folla.

Europe Future Fringe attingerà a questo.

Insider e outsider

Come ha giustamente osservato il senatore degli Stati Uniti Mike Enzi: “se non sei al tavolo, sei nel menù”. In definitiva, la prova fondamentale per una democrazia è chi sta al tavolo. Il movimento Black Lives Matter lo ha ricordato bene. “Le tragedie a sfondo razzista a Minneapolis e in altre parti degli Stati Uniti, ma anche in Europa, quest’anno, ricordano con forza che, in quanto parte della società civile, dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per formulare le nostre risposte e adeguare le nostre pratiche” ha commentato Paul Reddish, capo di Volunteering Matters, un’ong britannica.

Nel frattempo, l’incendio del campo di Moria e lo spaventoso stato in cui versano gli altri campi, ci fa chiedere se l’Europa sia ancora in grado di essere all’altezza dell’immagine di sé come spazio sicuro per i diritti umani.

Riparare le fondamenta

Mentre l’Europa lotta contro le conseguenze della pandemia è bene ricordare che dobbiamo lavorare non solo al piano superiore della casa comune europea, ma anche ripararne le fondamenta.

Rafforzare il legame tra i cittadini e l’Unione europea attraverso il dinamismo della democrazia partecipativa renderà l’Europa più resistente anche di fronte alle pressanti minacce in politica estera, non ultime quelle della Turchia nel Mediterraneo orientale e della Russia. Basta guardare a quanto sta accadendo in Bielorussia per capire quanto siamo fortunati a vivere in un’Unione europea dove, malgrado tutte le sue carenze, lo stato di diritto, la democrazia e i diritti umani continuano a prevalere.

I cittadini e la società civile sono ben posizionati per indicare le sfide chiave che necessitano di attenzione, e generare le idee politiche, l’energia e il consenso che saranno necessari per affrontarle.

Allo stesso tempo, come sostiene Piotr Sadowski, presidente di Social Platform, la più grande rete della società civile dell’Ue nell’ambito del sociale: “Dobbiamo essere liberi di parlare a nome di tutti coloro che si trovano ad affrontare le discriminazioni e di ricordare ai politici che sono al servizio dei cittadini”.

Facilitare questo impegno è l’obiettivo di Europe Future Fringe.

Per maggiori informazioni sullo Europe Future Fringe (di cui Voxeurop è un partner), 👉 clicca qui.

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