Il 12 ottobre l'Agenzia europea dell'ambiente ha annunciato che il calo delle emissioni di CO2 registrato tra il 2008 e il 2009 a causa della crisi economica mondiale ha avvicinato l'Unione al raggiungimento dei suoi obiettivi ambientali.

Ma la crisi non ha avuto solo effetti positivi sul bilancio verde dell'Ue, scrive Carlo Stagnaro su Il Foglio. Il calo degli incentivi pubblici ha fatto tramontare il sogno della "green economy", mettendo a nudo i limiti del settore delle energie rinnovabili. Addirittura si è scoperto che gran parte dei fondi stanziati dall'Ue sono finiti alle aziende cinesi che grazie ai bassi costi stanno diventando leader del mercato.

Questo brusco risveglio potrebbe però rivelarsi salutare per l'industria verde europea, spingendola a rendersi competitiva e autonoma e razionalizzando le storture indotte dall'intervento statale, commenta Stagnaro. "Sembra paradossale, ma la fine dei soldi facili per tutti può trasformare il bruco verde in una farfalla rinnovabile".