I treni di notte, che hanno iniziato al viaggio generazioni di giovani europei – chi si ricorda del celebre Pass InterRail? – potrebbero ben presto diventare solo un ricordo. La rivista specializzata sull'economia e l'ecologia Terra eco ricorda che negli ultimi tempi diverse compagnie ferroviarie hanno deciso di chiudere le loro linee notturne in Europa:

Nello scorso dicembre Elipsos ha deciso di sopprimere la sua offerta tra la Francia e la Spagna, e poi quella fra la Svizzera, la Spagna e l'Italia.

All'inizio di ottobre l'International Railway Journal annunciava che anche la Deutsche Bahn, la compagnia ferroviaria tedesca e una dei più grandi operatori di treni di notte, sopprimeva i suoi treni notturni fra la Francia e la Germania e quelli fra la Svizzera, la Germania e la Danimarca.

Le cause di tutte queste chiusure vanno ricercate nella mancanza di rendimento di questa attività, che deve fare i conti con le compagnie aeree low cost, con l'invecchiamento del materiale – un rinnovamento sarebbe molto costoso – con le spese di gestione, con i problemi di interoperabilità e infine con la legislazione europea e la liberalizzazione del settore. L'International Railway Journal spiega quindi che

mentre la Commissione europea investe miliardi di euro nell'organizzazione delle infrastrutture ferroviarie transfrontaliere, i collegamenti internazionali stanno progressivamente diminuendo per l'assenza di una visione comune nel mantenere il loro funzionamento. Tutto ciò va contro la politica dell'Ue sul cambiamento dei modi di trasporto e sulla riduzione di emissioni di anidride carbonica, perché sulle brevi distanze i passeggeri del treno sono obbligati a preferire l'aereo.

Per la rivista per rimediare alla morte dei treni di notte in Europa – un mezzo di trasporto che dispone di un "enorme potenziale turistico" – sarebbe necessaria una "visione comune del futuro". Inoltre le imprese ferroviarie dovrebbero trovare "delle soluzioni più pragmatiche per riempire le cuccette" proponendo per esempio dei "servizi ad alto valore aggiunto come dei compartimenti di lusso, delle promozioni e delle prenotazione semplificate".

Per ora, osserva Terra eco, solo Thello sembra riuscire in questa impresa:

secondo il suo direttore generale Albert Alday, "il Parigi-Milano-Venezia (gestito fino al 2010 da Artesia), registrava 200mila passeggeri all'anno prima del nostro arrivo. Dal 2012 siamo passati a 300mila e nel 2014 raggiungeremo almeno i 340mila passeggeri.

Tuttavia sulla rivista francese l'economista Yves Crozet ricorda che "la linea notturna rilanciata da Thello fra Parigi e Venezia ha un carattere eccezionale grazie al suo fascino particolare". E prevede che questi treni diventeranno un prodotto di nicchia o di lusso: "appartengono al passato, come le navi che attraversavano l'Atlantico".