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“L’Europa congela i beni libici”, titola il Corriere della Sera. In risposta alla violenta repressione dei ribelli da parte del regime di Gheddafi, “partecipazioni e investimenti del raìs per 30 o 40 miliardi di euro in almeno cinque paesi europei finiranno ‘congelate’ con un atto legale di Bruxelles”. Il provvedimento interesserà numerose imprese europee che contano i fondi libici tra i maggiori azionisti: soprattutto italiane, come Eni, Unicredit e la Juventus, ma anche Bnp Paribas, Bp, Shell e Vodafone. Intanto a Lampedusa continuano gli sbarchi di rifugiati: oltre 1.700 nelle ultime 24 ore, secondo La Stampa, un afflusso che sta mettendo in crisi le strutture di accoglienza dell’isola. Confermando la sensibilità del governo italiano alla minaccia di Gheddafi di lasciar partire un’ondata di migranti, il ministro dell’interno Maroni ha commentato: “L’invasione è cominciata”.