"Europarlamentari protagonisti di uno scandalo di 'soldi in cambio di leggi'", titola il Sunday Times. Rivelando "uno dei più grossi scandali nei 53 anni di storia del parlamento", il Times ha reso noto che tre eurodeputati – tra cui un ex vice premier romeno – hanno accettato bustarelle da alcuni reporter che si fingevano lobbisti. Durante un'inchiesta lunga otto mesi i giornalisti hanno contattato più di 60 europarlamentari, chiedendo loro se fossero interessati a un impiego retribuito come "consulenti". Quattordici eurodeputati hanno abboccato all'amo, e tre di loro – Adrian Severin, ex vice premier romeno, Zoran Thaler, ex ministro degli esteri sloveno ed Ernst Strasser, ex ministro dell'interno austriaco – hanno accettato di presentare alcuni emendamenti alla direttiva sui Sistemi di garanzia del deposito, nata per proteggere i depositi dei consumatori dal collasso delle banche. Gli emendamenti compaiono ora tra i documenti ufficiali del parlamento, esattamente come li hanno scritti i falsi lobbisti. Gli europarlamentari, che guadagnano già più di 200mila euro all'anno più le indennità non dichiarate, credevano che avrebbero ricevuto per la loro collaborazione un ulteriore salario annuo di 100mila euro o un compenso a consultazione.

"Strasser rischia un procedimento penale", titola Die Presse dopo che l'ex ministro dell'interno si è dimesso in seguito alle rivelazioni del settimanale londinese. Strasser sostiene di "non aver fatto nulla di male" e di voler soltanto evitare un "danno" alla coalizione di governo austriaca. L'eurodeputato ha inoltre dichiarato di aver sospettato che dietro l'azione [dei falsi lobbisti] ci fossero servizi segreti stranieri, e di aver continuato ad incontrarsi con loro "per prenderli di sorpresa". Secondo il Sunday Times, Strasser aveva dichiarato ai reporter in incognito che un lobbista "ha un odore particolare. La verità è che io sono un po' come loro. Quindi dobbiamo essere molto cauti". "Quand’è che Adrian Severin ha preso la cattiva strada?", si chiede Gândul. Ricordando la crociata contro la corruzione lanciata da Severin nel 2007, al suo ingresso nel parlamento europeo, il quotidiano di Bucarest riporta le parole dell'ex vice premier, convinto di non aver fatto "niente di illegale" e che i suoi servizi "non erano lobbying ma una consulenza". Il Sunday Times riporta un passo di una mail scritta da Severin ai reporter in incognito: "Vi scrivo solo per farvi sapere che l'emendamento che volevate è stato presentato entro i termini". Successivamente l'ex vice premier ha inviato una fattura da 12mila euro per "servizi di consulenza riguardanti la codifica della direttiva 94/19/EC, la direttiva 2009/14/EC e gli emendamenti relativi".