Il 17 aprile governo romeno presenta al parlamento un progetto di legge sulla restituzione dei beni confiscati dal regime comunista (1945-1989). L’esecutivo ha annunciato il suo totale supporto al testo, che sarà adottato senza dibattito.
Secondo la legge, che risponde a una richiesta della Corte europea dei diritti umani, i proprietari di beni immobili che non possono essere restituiti riceveranno punti corrispondenti al valore dell’immobile. I punti potranno essere utilizzati in occasione delle aste organizzate dallo stato a partire dal primo gennaio 2016 o essere scambiati con denaro liquido a partire dal gennaio 2017. Il versamento dell’indennità sarà scaglionato in 7 anni.
Il quotidiano economico teme che il provvedimento possa far rinascere la bolla speculativa che ha colpito la Romania negli anni 2000.
Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.
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