I sindacati sfidano Orbán

Pubblicato il 3 Ottobre 2011 alle 13:30

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"Ecco la Solidarność ungherese", titola Népszabadság dopo la manifestazione organizzata il primo ottobre a Budapest. Circa cinquantamila persone hanno partecipato al "D-Day" (il riferimento è allo sbarco alleato del 6 giugno 1944) per chiedere "l'inizio della fine del potere dittatoriale" del primo ministro Viktor Orbán.

La manifestazione è stata organizzata dai sindacati per protestare contro i provvedimenti di rigore, le restrizioni dei diritti sindacali, la mancanza di dialogo sociale e un nuovo codice del lavoro svantaggioso per gli impiegati. Secondo il quotidiano di centrosinistra l'evento ha una valenza politica precisa: "i sindacati hanno assunto il ruolo dell'opposizione", scrive il politologo Gabor Török ,"e mi sembra evidente che i loro leader non vogliano limitarsi a ricoprire il ruolo di difensori degli interessi dei lavoratori. Dato che l'opposizione politica è sempre più divisa, impotente e lontana dal popolo, i leader sindacali possono incaricarsi di guidare l'opposizione reale. Forse saranno loro gli avversari più pericolosi di Orbán".

Secondo Népszabadság i dirigenti di diverse organizzazioni sindacali hanno deciso di formare una sorta di Solidarność ungherese sul modello del movimento polacco degli anni ottanta.

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