Idee Vignette satiriche e libertà di espressione

I vincitori del concorso Libex 2020

I tre vincitori del concorso di vignette satiriche Libex 2020 per la libertà di espressione sono stati annunciati il 26 settembre durante il festival Lectorinfabula di Conversano

Pubblicato il 26 Settembre 2020 alle 17:47
La vignetta di Marilena Nardi giunta prima.

I tre vincitori del concorso di vignette satiriche Libex 2020 per la libertà di espressione sono stati annunciati il 26 settembre durante il festival Lectorinfabula di Conversano – di cui Voxeurop è partner.

Il premio vuole sottolineare che la libertà di espressione, come gli altri diritti fondamentali, non è garantita per sempre. Lo hanno ricordato recentemente anche diversi mezzi d'informazione francesi, nel momento in cui a Parigi si sta svolgendo il processo ai complici degli attentati di Charlie Hebdo del gennaio 2015.

Di seguito, il discorso di Thierry Vissol, presidente della giuria e del centro Librexpression in occasione della premiazione:

Settant’anni fa, il 4 novembre 1950, i rappresentanti degli Stati membri del Consiglio d’Europa – nuova organizzazione europea creata l’anno precedente – firmarono a Roma la Convenzione europea dei diritti umani. L’articolo 10 ha reso vincolante il rispetto della libertà di espressione negli Stati membri presenti e futuri dell’Istituzione. Un anniversario che meritava di essere festeggiato ed è stato all’origine del tema del concorso: “La libertà di espressione e di satira politica in pericolo”. 

Giova ricordare i pericoli ai quali devono fare fronte giornalisti e vignettisti editorialisti, non solo nei paesi con regime autocratici, ma anche nelle nostre vecchie democrazie che hanno inventato questo diritto umano fondamenta delle democrazie. Secondo Terry Anderson, vicedirettore esecutivo di Cartoonists Rights Network International (CRNI), che monitora le minacce e gli abusi contro i vignettisti, dal 1999, oltre un centinaio di vignettisti sono stati vittime di «omicidi, aggressioni, rapimenti, intimidazioni fisiche, incarcerazioni, arresti, divieti di viaggio, molestie da parte della polizia, cause legali per motivi politici, congelamento o sequestro di beni, vandalismo, attacchi informatici, molestie online, liste nere e bullismo».

L’idea del Centro euro-mediterraneo Librexpression-Fondazione Giuseppe Di Vagno (1889-1921), in collaborazione con Cartooning for Peace e il web-giornale multilingue Voxeurop, fu quella di organizzare un concorso internazionale sul tema della libertà di espressione in un modo diverso del solito.  Prendendo esempio dai festival di cinema, sono stati selezionati ed invitati a partecipare 160 vignettisti editorialisti che pubblicano nei media di ognuno degli attuali 47 Stati membri del Consiglio d’Europa. Tutti giornalisti grafici di grande reputazione. Hanno risposto in 118 proveniente da 32 paesi, con 287 vignette satiriche. Una giuria di 9 membri, da cui 6 vignettisti di reputazione internazionale: Rayma (Venezuela), Cristina Sampaio (Portogallo), KAL (USA), KAK (Francia), Michel Kichka (Israele), Khalid Gueddar (Marocco); 2 giornalisti: Catherine André (Voxeurop), Carlo Gubitosa (free-lance e scrittore di scenari di grafic novels), presieduta da Thierry Vissol (Librexpression), ha avuto il difficilissimo compito di selezionare le 55 vignette semi-finaliste, poi le dieci finaliste e infine le tre vincitrice.

La qualità dei vignettisti invitati ha reso incredibilmente difficile il compito della giuria. Dalla mia consolidata esperienza di presidente o di membro in molti concorsi di satira politica, raramente ho visto una qualità così elevata, e tante nuove idee sul difficile tema della libertà di espressione. Lo sottolineano altresì Kak (vignettista e presidente di Cartooning for Peace) e Catherine André (giornalista e cofondatrice di Voxeurop), nei loro messaggi video per la premiazione. A volta è stato molto difficile scegliere una delle 2 o tre vignette inviate dallo stesso artista. Tuttavia, se la scelta dei semifinalisti e, ancora di più, quella dei finalisti sono state un vero rompicapo, è all’unanimità che la giuria ha scelto i tre vincitori. Le loro tre vignette riassumono in modo esemplare i principali pericoli ai quali devono fare fronte giornalisti e vignettisti e la loro resilienza.

Il terzo premio è andato a Joep Betrams (Paesi Bassi), maestro della vignetta editoriale, capace di trattare sia il grande circo dell’attualità politica spesso efemera, sia di affrontare temi e tendenze sociali delle società moderna più complesse, sempre con una grande maestria tecnica e con una ironia piena di umorismo. Rari sono i vignettisti capaci di fare sorridere su temi così difficili. La testa del suo personaggio conficcata in una scatola di cartone (la sua “speaking box”), come uno struzzo davanti al pericolo, illustra bene un male profondo delle nostre democrazie dominate dal politically correct e dalla furia delle orde selvaggi che imperversano sui social networks, quello dell’autocensura. Molti, come questo mitläufer questo membro della maggioranza silenziosa conformista e gregaria, preferiscono parlare solo a loro stessi per paura delle conseguenze di quello che sarebbero capaci di dire. Un atteggiamento purtroppo sempre più diffuso anche tra i professionisti dell’informazione.

Joep Bertrams, terzo classificato.

Il secondo premio è stato attribuito ad Agim Sulaj (Italia/Albania), maestro d’arte, con una vignetta potente di un grafismo eccezionale, in cui esplode la sua padronanza del disegno. Una opera simbolica che va ben aldilà del tema della libertà di espressione. Rappresenta una enorme mano minacciosa, pronta a stritolare quella piccola del vignettista. Eppure, questa piccola manina riesce ad impadronirsi dell’indice del suo aggressore, e di trasformarlo in una stilografica per scrivere freedom. Simbolo di tutti i David contro i Golia, capaci di utilizzare la forza del loro oppressore in un’arma contro di loro. La forza della matita contro la Kalashnikov.

Agim Sulaj, secondo classificato.

Il primo premio va a Marilena Nardi, immensa artista riconosciuta a livello mondiale, dotata di una fortissima personalità e di uno stile unico, grazie ad una vignetta alla frontiera tra caricatura e opera d’arte. Un disegno pieno di energia, di una potenza e di un impatto straordinari e nello stesso tempo di una grande complessità grafica dietro la sua apparente semplicità. Ricorda a quale punto la libertà di espressione, la critica dei poteri politici, economici, religiosi e sociali puo condurre a repressioni di tutti tipi, dal bullismo e le minacce sui social, fino all’esecuzione fisica, simbolizzata dal punto della bolla utilizzata per scrivere i dialoghi nei fumetti, che come una pallottola di fucile, trafigge il viso del suo personaggio, per esplodere in mille pezzi. 

Congratulazioni ai premiati, ai finalisti e semifinalisti e grazie a tutti i vignettisti che hanno accettato di competere.

Le vignette dei 55 finalisti, esposte nel castello-museo di Conversano dal 25 settembre al 6 dicembre, sono pubblicate in un catalogo cartaceo, a colori, disponibile presso la Fondazione Giuseppe Di Vagno al prezzo di € 10,00 (più costi di spedizione).

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