Il “gas miscelato” dell’isola di Ameland

L’isola di Ameland, in Frisia, è il teatro di un esperimento inedito. Nelle case, il gas naturale viene mischiato all’idrogeno. L’obiettivo: ridurre le emissioni di gas e l’effetto serra. Quest’iniziativa è parte di un progetto globale che mira a rendere la comunità autosufficiente in materia di acqua e di energia entro il 2020.

Pubblicato su 7 Luglio 2009 alle 14:25

L’idrogeno non è un argomento quotidiano, ma da qualche tempo su quest’isola dei Wadden (arcipelago che costeggia il litorale nordorientale dei Paesi Bassi) è tema di conversazione. Qui, infatti, l’idrogeno, un gas che non libera CO2, viene mescolato al gas naturale. Più la quantità aggiunta è elevata e più si riduce l’emissione di gas serra. Secondo il responsabile del progetto, Albert van der Meer, esistono numerosi scritti scientifici a proposito di questa miscela, ma ancora non si erano mai fatte prove reali.

Van der Meer, dipendente del distributore di energia Eneco, apre una porta di uno dei contenitori verdi d’idrogeno. “Innanzitutto si tratta di idrogeno prodotto in modo sostenibile. Inoltre l’elettricità necessaria proviene da pannelli solari. Operiamo dalla fine del 2007, siamo già a un’aggiunta del 15 per cento e possiamo arrivare senza problemi al 20”.

Gli impianti di prova sull’isola di Ameland sono cucine e caldaie per il riscaldamento di quattordici alloggi posti di fronte a dei contenitori verdi. Questo piccolo complesso di case è stato sconnesso dalla rete di distribuzione del gas naturale e collegato ai contenitori tramite condutture speciali.

Nel suo giardino soleggiato, Win van Hijum beve il caffè. È uno degli abitanti che partecipano all’esperimento con questa nuova miscela. “Bisogna essere al passo con i tempi, no? Vengono regolarmente a controllare se sia tutto a posto, ma io non ho problemi”. All’interno, mostra la sua cucina. “Nessuna differenza, vero?”. Alla parete è appeso un piccolo contatore che sorveglia che in casa non si liberino gas indesiderati. “Se prepariamo un piatto con del vino, l’apparecchio fa un rumore stridulo, perché reagisce all’alcol”. Secondo il portavoce di Eneco, Saskia Streekstra, è a causa del metanolo nell’alcol. “Questo dispositivo è molto sensibile”.

Durante la conversazione Van Hijum fa un’altra osservazione sorprendente: “Questa miscela di gas naturale e idrogeno cuoce più rapidamente. Uova e patate sono pronte parecchi minuti prima. Funziona un po’ come una pentola a pressione”.

L’esperimento con l’idrogeno condotto da Eneco e dalla compagnia di gas Gasterra fa parte del progetto che punta, entro il 2020, a rendere Ameland autosufficiente in materia di energia e acqua. Di recente nei centri comunitari sono state installate cinque caldaie ad alto rendimento, ognuna dotata di un piccolo motore che trasforma in elettricità il calore residuale. Da qui alla fine dell’anno Eneco intende installare questo modello di caldaia in 25 alloggi in affitto e 75 di proprietà, sempre ad Ameland. Si studia inoltre la possibilità di costruire un biofermentatore capace di ritrattare il letame e altri rifiuti organici e immettere il residuo nella rete del gas naturale.

Tutte le isole dei Wadden hanno l’ambizione di arrivare a una sostenibilità totale da qui al 2020. Ma Ameland è un passo avanti, dichiara Sicco Boorsma, responsabile del progetto Sostenibilità sulle isole dei Wadden. “È da tempo che Ameland intrattiene contatti con le grandi compagnie di gas, perché c’è gas sotto e intorno all’isola”.

Sin dall’inizio la popolazione è stata coinvolta in tutti gli esperimenti e tutti i progetti. “È stata una delle nostre condizioni”, dichiara Nico Oud, assessore all’ambiente. “È così che le discussioni vanno di buon passo, come per esempio sull’argomento delle pale eoliche. La gente teme un inquinamento visivo e l’effetto negativo che potrebbe avere sul turismo. Allora, noi siamo più a favore di piccole turbine eoliche, anche se hanno un rendimento inferiore. Stesso discorso per gli impianti fotovoltaici: non si possono piazzare dappertutto, perché spesso abbiamo a che fare con posti rurali protetti. Anche i nostri commercianti hanno voce in capitolo. Alberghi con termopompe e lampade a led, piscine dove il calore dell’acqua è utilizzato per produrre corrente. È molto interessante da vedere”.

Il capo del progetto Wadden, Sicco Boorsma, constata lo stesso entusiasmo sulle altre isole. “È un concetto che corrisponde alla mentalità degli isolani, che amano fare le cose da sé. Inoltre i Wadden offrono più possibilità di generare energia sostenibile. C’è più sole che nel resto del paese e anche più vento, come pure si può beneficiare delle correnti marine e dell’energia delle onde”.

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