Il mercato del lavoro si apre ai bulgari e ai romeni 

Pubblicato il 23 Agosto 2012 alle 11:23

“Dopo la polemica estiva sullo sgombero dei campi rom, il governo cerca di offrire un premio di consolazione”, scrive Le Monde. Criticato per la sua politica repressiva nei confronti dei rom - soprattutto romeni e bulgari - il governo ha deciso di assumere una posizione più elastica. Rispondendo alla principale rivendicazione delle associazioni per migliorare la situazione precaria dei 15mila rom stranieri che vivono in Francia, Parigi ha deciso

la cancellazione delle ‘misure transitorie’ che limitavano l’accesso al mercato del lavoro dei cittadini di Romania e Bulgaria (da cui provengono la maggior parte dei rom francesi) e che consistevano nell'obbligo di un permesso di lavoro, una tassa per il datore di lavoro e una lista limitata di mestieri permessi (150 nei settori cosiddetti ‘in tensione’).

Le misure erano state introdotte da alcuni stati dell’Ue (e sono ancora in vigore in Germania, Austria, Belgio, Francia, Paesi Bassi, Malta, Regno Unito e Lussemburgo) per scongiurare un eventuale effetto dumping sul mercato del lavoro. I provvedimenti riguardano l’insieme dei cittadini bulgari e romeni (di cui secondo le stime il 10 per cento sono rom) in tutti i paesi dell’Ue. Quanto all’efficacia di questo approccio, il quotidiano analizza le esperienze di Spagna e Italia, dove le misure transitorie sono state cancellate.

Secondo alcuni la cancellazione delle restrizioni ha agito come una ‘regolarizzazione’, spiega l’universitario [Grégoire Cousin, specialista di immigrazione rom]. Per altri invece a causa di controlli poco frequenti ‘i datori di lavoro hanno continuato a impiegarli a nero’. La cancellazione delle misure transitorie in Francia non dovrebbe dunque ‘cambiare molto per i più precari’, sottolinea Cousin. Tuttavia potrebbero aprirsi opportunità per i ‘capi famiglia’ e ‘per i più furbi’.

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