Analisi Algoritmi e politica

L’Intelligenza artificiale al servizio dell’estrema destra: il caso di Fratelli d’Italia

Fratelli d'Italia, il partito postfascista al governo a Roma, aveva previsto di usare l'intelligenza artificiale per attribuire del posti di lavoro ai giovani. Non si tratta di un'iniziativa inedita per l'estrema destra in Europa. L'analisi di AlgorithmWatch, che monitora l'uso dell'intelligenza artificiale, sulla relazione tra suest'ultima e la destra radicale.

Pubblicato il 2 Novembre 2022 alle 12:36

Nell'aprile 2022 il partito postfascista Fratelli d'Italia ha presentato "Note su un programma conservatore": il testo contiene un capitolo sul lavoro nel quale si propone un "sistema di intelligenza artificiale" che "rintracci l’elenco dei giovani che terminano ogni anno le scuole superiori e le università e li agganci a imprese del settore, agenzie per il lavoro e centri per l’impiego”. 

Questo, scrivevano gli autori del capitolo, risolverebbe definitivamente la "disoccupazione giovanile", in quanto "il giovane non potrà più scegliere se lavorare o meno, ma è vincolato ad accettare l'offerta di lavoro per sé , per la sua famiglia e per il Paese, pena la perdita di ogni beneficio con l'applicazione di un sistema sanzionatorio".

Un estratto delle "Note su un programma conservatore", di Fratelli d'Italia | Foto: Immoderati

La proposta non è stata inserita nel programma definitivo che Fratelli d'Italia ha pubblicato prima delle elezioni del 25 settembre, data in cui è diventato il primo partito italiano con il 26 per cento dei voti.

È probabile che i postfascisti avessero intenzione di usare l'intelligenza artificiale (Ia) per "creare una cortina di fumo intorno a loro e a ciò che sono e a che vogliono, perché vogliono attirare un elettorato di destra più moderato", afferma il sociologo Antonio Casilli

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Guido Crosetto, il cofondatore di Fratelli d'Italia e curatore del capitolo sul lavoro, non è considerato un esperto di tecnologia, anche se una volta ha twittato di essere "favorevole all'introduzione dell'intelligenza artificiale al ministero della giustizia". A differenza di altri paesi, in Italia non c'è una sovrapposizione evidente tra la scena tecnologica e i partiti di estrema destra: "Non ho mai incontrato un geek fascista in Italia", ci dice Casilli, che ha poi aggiunto su Twitter, "ma ho lasciato il paese due decenni fa, e ne ho incontrati molti altrove in Europa".

Intelligenza artificiale e estrema destra

Nel suo saggio “Il Fascimo eterno”, Umberto Eco, che ha vissuto la sua infanzia durante la dittatura di Benito Mussolini, elenca alcune delle caratteristiche del fascismo. Oltre a praticare un "culto della tradizione" che idolatra il passato (ad esempio, l'appello di Mussolini per una "nuova Roma"), c’è un fascino mitico, irrazionale e non sorprendente, per  tecnologia. Negli Stati Uniti, diversi personaggi noti nel campo dell’intelligenza artificiale hanno subito il fascino dell’estrema destra. 

William Shockley, noto anche come il primo fondatore della Silicon Valley, era un ardente eugenista. Un altro pioniere dell'intelligenza artificiale, il professore di Stanford John McCarthy, riteneva che le donne fossero meno dotate in matematica e nelle scienze in generale rispetto agli uomini, e questo su una base biologica.  

Nel 2020, il fondatore dell'azienda di riconoscimento facciale Clearview AI ha collaborato con l'estremista di estrema destra Chuck Johnson allo sviluppo del software di Clearview AI. 

Poche settimane dopo, l'amministratore delegato dell'azienda di sorveglianza Banjo si è rivelato essere un ex membro dei Dixie Knights del Ku Klux Klan, che nel 1990 è stato accusato di crimini d'odio per aver sparato su una sinagoga. Questa rivelazione ha fatto perdere all'azienda un contratto con il Dipartimento di pubblica sicurezza dello Utah.

Nel 2016 il polemista di estrema destra Milo Yianoppolous ha presentato nella sua "guida all'estrema destra" di Breitbart (scritta da un ghostwriter) diversi gruppi di destra, tra cui i "neoreazionari": si tratta di persone che sottoscrivono la filosofia politica secondo cui la democrazia ha fallito ed è necessario un ritorno al regime autoritario. 

Nel suo saggio "The Silicon Valley Ideology", la critica Josephine Armistead descrive una delle fantasie neoreazionarie: essere aristocratici o monarchi in un mondo governato da un amministratore delegato tecnologico o da un'intelligenza artificiale superintelligente.


Oltre a praticare un "culto della tradizione" che idolatra il passato, c’è nel fascismo un fascino mitico, irrazionale e non sorprendente, per la tecnologia, scriveva Umberto Eco


Un primo incubatore di queste idee è stato LessWrong.com, un forum di discussione creato dal Machine Intelligence Research Institute (MIRI), con sede in California, che sostiene – senza fornirne le prove – che esisterà un'intelligenza artificiale con un potenziale di dominio mondiale. Le persone associate al MIRI "non fanno praticamente alcuna ricerca e raccontano storie spaventose su come l'Ia ci controllerà", afferma il ricercatore David Gerard

Nel 2010, alcuni utenti di LessWrong parlavano di come vivere per sempre reincarnandosi in un hard disk grazie a un'intelligenza artificiale dalle caratteristiche divine. Roko Mijic – un sedicente "tradhumanista" bandito dagli eventi MIRI per molestie sessuali – ha avanzato l'argomentazione secondo cui chiunque immagini questo futuro "dio dell'Ia" ma non contribuisca a finanziarne lo sviluppo rischia un giorno di essere torturato. 

Tra i donatori famosi del MIRI ci sono il magnate della tecnologia Peter Thiel e il fondatore di criptovalute Vitalik Buterin. "Sono reazionari la cui versione dell'economia libertaria finisce nel neofeudalesimo, con loro in cima", dice Gerard.

"Soluzioni algoritmiche" per la disoccupazione nell'Ue

Secondo Casilli, la proposta di "intelligenza artificiale" del partito Fratelli d'Italia ha in realtà molto in comune con precedenti proposte di utilizzo di sistemi automatizzati per affrontare o gestire la disoccupazione, avanzate da partiti di centro-destra o liberali in altri paesi dell'Unione europea.

Ad esempio, nel 2014 il governo polacco, all'epoca guidato dai liberali, ha introdotto un sistema di classificazione dei centri per l'impiego che aiutasse a decidere come allocare al meglio le risorse del welfare. I centri erano, in quel momento, sovraccarichi di lavoro e sotto effettivi. 

Per assegnare il sistema di punteggio, venivano usate le informazioni di chi si registrava come disoccupato (età, durata della disoccupazione, ecc.). Il sistema veniva poi utilizzato per suddividerle in tre categorie, che determinavano la quantità di aiuto ricevuto da una persona in cerca di lavoro. 

Le madri single, le persone con disabilità o che vivevano in campagna finivano massicciamente nella terza categoria, che nella pratica veniva poco considerata perché "non degna di essere investita". E, analogamente alla proposta di Fratelli d'Italia, non era possibile fare ricorso contro la decisione dell'algoritmo. Il sistema è stato eliminato nel 2019.

Nel 2017 è stato eletto presidente Emmanuel Macron, che ha promesso di trasformare la Francia in una "nazione  startup". Nello stesso periodo, un imprenditore e, considerato un enfant prodige di 24 anni, Paul Duan, ha cominciato una campagna pubblica dichiarando di poter ridurre la disoccupazione del 10 per cento progettando un algoritmo che, analogamente alla proposta di Fratelli d'Italia, avrebbe aiutato le persone a trovare un impiego, mettendole in contatto con potenziali datori di lavoro e assistendole nel processo di candidatura. 

Anni dopo, l'amministrazione pubblica che aveva originariamente commissionato il progetto ha pubblicato un rapporto in cui afferma che l'algoritmo per abbinare le persone in cerca di lavoro con le posizioni aperte non funziona.

"Questo tipo di soluzione algoritmica alla disoccupazione mostra un continuum tra politici di estrema destra in Italia, politici in Polonia e politici di centro-destra come Macron", afferma Casilli. E aggiunge: "Sono sfumature diverse della stessa ideologia politica, alcune sono presentate come soluzioni favorevoli al mercato come quella francese, altre sono presentate come estremamente burocratiche e noiose come quella polacca, e la proposta italiana, per come è formulata, è davvero reazionaria e autoritaria".

👉 Articolo originale su AlgorithmWatch

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