Kohl bacchetta Angela Merkel

Pubblicato il 26 Agosto 2011 alle 13:31

In un'intervista al bimestrale tedesco Internationale Politik, l'ex cancelliere tedesco Helmut Kohl critica l'imprevedibilità della politica tedesca (interna ed estera) sotto Angela Merkel. Il "cammino chiaro" seguito dall'ex cancelliere verso la riunificazione e l'integrazione europea ormai vacilla: "rischiamo di perdere tutto", mette in guardia Kohl, sottolineando che bisogna ritrovare l'affidabilità di un tempo. Le relazioni transatlantiche, l'Europa unita e l'amicizia franco-tedesca sono "pilastri fondamentali. Se perdiamo questi appoggi le conseguenze saranno catastrofiche".

Kohl rileva una "terrificante mancanza di coraggio" e si dice convinto che "le grandi trasformazioni del mondo attuale non possono giustificare la poca lungimiranza, l'assenza di idee e la direzione che stiamo prendendo". Le sue parole rappresentano una critica indiretta alla sua ex pupilla Angela Merkel. Per ricoprire il ruolo di leader europeo ci vogliono passione e fermezza: "Se uno non ce le ha, allora quello non è il suo posto".

A proposito della crisi greca Helmut Kohl ha precisato che "il problema non è chiedersi se bisogna essere solidali con la Grecia". "Se fossi stato io il cancelliere non avrei mai acconsentito all'ingresso della Grecia nell'eurozona se prima il paese non avesse realizzato riforme sostanziali". "Con me la Germania non avrebbe violato i criteri di stabilità dell'euro. Questi errori sono stati commessi, ma la buona notizia è che sono riparabili. Ma non dobbiamo pensare che sia soltanto una questione di soldi. In questa crisi l'Europa ha bisogno di un pacchetto di misure preventive per rimettere l'euro sulla retta via e assicurare il futuro della moneta unica".

Al momento è ancora difficile valutare l'impatto delle critiche di Kohl sul dibattito interno alla Cdu. Secondo la Frankfurter Allgemeine Zeitung, tradizionalmente vicina al partito cristiano-democratico, Kohl ha sottolineato "punti di vista e principi" chiari, perché il partito non da nessuna risposta a chi vuole sapere se "rifiutare gli eurobond significa non essere un buon europeo". In risposta alle critiche di Kohl, la Faz sottolinea che "l'integrazione ha raggiunto un punto in cui le differenze fondamentali di mentalità e cultura tra i ventisette non possono essere mascherate con i riferimenti alla storia e con il denaro tedesco".

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