Repubblica Centrafricana, 2008. Un bambino riceve un fermifugo nell'ambito della campagna dell'UNICEF sulla sopravvivenza madre-figlio. Foto : Pierre Holtz per UNICEF.

La pillola non va giù

Spesso le dogane europee bloccano i medicinali inviati ai paesi poveri dagli stati sospettati di violare le norme sui brevetti. Le organizzazioni umanitarie denunciano questa pratica che favorisce le industrie farmaceutiche a scapito dei malati.

Pubblicato il 19 Giugno 2009 alle 20:42
Repubblica Centrafricana, 2008. Un bambino riceve un fermifugo nell'ambito della campagna dell'UNICEF sulla sopravvivenza madre-figlio. Foto : Pierre Holtz per UNICEF.

Il 4 dicembre 2008 un carico di Losartan, un farmaco contro l'ipertensione, è stato sequestrato nel porto di Rotterdam. Proveniva dall'India ed era destinato al Brasile, due paesi in cui il farmaco era esente da brevetto. Malgrado ciò, la dogana ha sequestrato il carico a causa del sospetto di violazione del brevetto. Dopo 36 giorni è stato rispedito in India. I 300mila brasiliani a cui era destinato sono così rimasti senza cure.

L'incidente di Rotterdam non è che un esempio tra tanti, e solleva il problema delle barriere agli scambi poste dall'Unione europea. Secondo Ong come Oxfam Novib e Medici senza frontiere, solo l'anno scorso sono stati almeno 17 i carichi di medicine provenienti da paesi estranei all'Unione e destinati a paesi in via di sviluppo sequestrati nei Paesi Bassi. All'inizio dell'anno, anche un grosso quantitativo di farmaci anti-Hiv donati alla Nigeria dalla Fondazione Clinton è stato bloccato. L'episodio più recente riguarda un carico di antibiotici fermato a Francoforte il mese scorso.

"È impossibile lavorare in queste condizioni", commenta Alexandra Huember, che si occupa di farmaci per Medici senza frontiere a Ginevra. Secondo Oxfam Novib, il transito di medicinali generici destinati ai paesi in via di sviluppo è ostacolato in modo volontario e sistematico. "La confusione tra generici e imitazioni sembra una strategia deliberata per combattere il commercio di farmaci generici. A guadagnarci è solo l'industria farmaceutica, che detiene i brevetti. I perdenti sono i pazienti dei paesi poveri", spiega Esmé Berkhout, consulente sanitario dell'organizzazione.

Berkhout sostiene che l'importazione di farmaci generici a basso costo da paesi come l'India è un'ottima soluzione per i paesi in via di sviluppo. Grazie alla comparsa sul mercato di questi farmaci nel 2001, il prezzo degli inibitori per l'Aids si è abbassato da 10mila dollari all'anno per paziente a meno di 350.

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Secondo le organizzazioni umanitarie i produttori di farmaci generici devono affrontare continuamente nuovi ostacoli, nonostante gli accordi internazionali per favorire l'accesso ai medicinali nei paesi in via di sviluppo. Nel 2001, sotto l'egida dell'Organizzazione mondiale del commercio (Omc), la comunità internazionale ha firmato la dichiarazione di Doha che esenta i paesi poveri dalla legge sulla proprietà intellettuale, allo scopo di permettere loro di importare versioni generiche a basso costo dei farmaci brevettati. L'introduzione delle direttive europee sulla proprietà intellettuale sembrano invece contraddire questo impegno.

In seguito alle richieste delle organizzazioni umanitarie, la Commissione europea ha fatto sapere che rispetta gli accordi di Doha ma è obbligata a effettuare severi controlli a causa del flusso di medicinali contraffatti provenienti da paesi come Cina e India. La Commissione sostiene anche che i farmaci non vengono sequestrati, ma solo "trattenuti". Le organizzazioni umanitarie credono che l'industria farmaceutica eserciti un'influenza diretta sulle dogane. In occasione del sequestro del carico di Losartan proveniente dall'India, le autorità sarebbero state iniformate dalla Merck, la società americana che possiede il brevetto del farmaco in Europa.

In una dichiarazione rilasciata a Medici senza frontiere, la Merck ha ammesso che "avrebbe dovuto tenere conto del fatto che i medicinali erano destinati a un paese in cui il suo brevetto non ha valore".

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