Opinion, ideas, initiatives Appello italo-tedesco all’Ue e agli stati membri

La solidarietà europea non può aspettare

Mentre la pandemia di coronavirus si espande in Europa si moltiplicano gli appelli da parte della società civile per maggiori coordinamento e solidarietà a livello europeo. Questo è l’ultimo in data, firmato da diverse personalità. Lo sosteniamo e invitiamo a firmarlo.

Pubblicato su 2 Aprile 2020 alle 17:22

L’avvento della pandemia del coronavirus COVID-19 è una prova che nessuno di noi in Europa si è mai prima d’ora trovato a dover fronteggiare. Limita la nostra libertà di movimento, provoca un sovraccarico al limite del sostenibile ai nostri sistemi sanitari e causa enormi danni economici. Sono molti i cittadini europei in apprensione per la propria salute e per quella dei loro cari, come pure per le loro prospettive economiche future.

L’Italia è stato il primo paese europeo a essere colpito profondamente da questa pandemia e ha pagato un prezzo elevatissimo, sacrificando un gran numero di vite umane. Medici, infermieri e paramedici stanno prodigandosi indefessamente per salvare vite umane a rischio della propria. Tutti gli italiani stanno sopportando una lunga quarantena a prezzo di enormi sacrifici personali mentre affrontano la peggiore crisi economica del dopoguerra. Allo stesso tempo, l’Italia sta aiutando altri Paesi a prevenire queste tremende sofferenze, sensibilizzandoli sulla gravità della minaccia di fronte alla quale si trovano.

Soprattutto all’inizio della crisi, le restrizioni nazionali imposte sulle esportazioni di attrezzature mediche estremamente necessarie e la chiusura unilaterale delle frontiere hanno frammentato la reazione europea nei confronti della crisi del Corona virus. Queste azioni a livello nazionale hanno l’effetto di danneggiare il credito di cui gode il progetto europeo, proprio nel momento in cui la cooperazione europea dovrebbe essere maggiormente sentita. Tuttavia, ci sono anche importanti e incoraggianti esempi di solidarietà europea, basti pensare ai pazienti italiani le cui vite vengono salvate negli ospedali Sassoni, a Colonia e a Berlino.

Europa significa riuscire a ottenere derrate alimentari fresche dai paesi confinanti, nonostante la chiusura delle frontiere. Europa significa avere costituito gruppi di ricercatori internazionali che collaborano congiuntamente per approntare un vaccino. Plaudiamo alla decisione della commissione europea di creare una riserva strategica di presidi medici: la "rescEU“. Sappiamo che, in passato, gli Stati Membri hanno rifiutato di mettere al servizio di tutti gli altri le proprie competenze nel settore sanitario, limitando così la possibilità di trovare soluzioni alternative da parte della Commissione.

Tuttavia, abbiamo bisogno ora di una maggiore solidarietà europea. È un momento cruciale per la cooperazione in Europa. Dobbiamo dimostrare ora di essere una comunità di valori in cui ci si aiuta vicendevolmente e con un destino comune nel quadro di in un mondo globale turbolento. È il momento di compiere con coraggio passi comuni per superare la paura. È il momento dell’unità europea e non della divisione nazionale. Chiediamo quindi ai nostri governi di superare i vecchi schemi di divisione in Europa e nell’Eurozona.

Dobbiamo fornire assistenza medica d’urgenza occupandoci dei pazienti provenienti da paesi particolarmente colpiti e ai limiti delle proprie capacità ricettive. Riusciremo a salvare ancora più vite se decidiamo di riunire le nostre risorse mediche presenti in tutta Europa. Dobbiamo coordinare a livello europeo la produzione e la distribuzione di presidi atti alla protezione, quali maschere, indumenti e disinfettanti, nonché respiratori, prodotti farmaceutici e test, in modo che possano essere utilizzati dove sono più urgentemente necessari.

Molte aziende in Europa stanno convertendo la loro produzione. Dobbiamo far di più e garantire che l’Europa sia ragionevolmente autosufficiente nel produrre presidi, attrezzature mediche e medicinali di importanza critica. Abbiamo bisogno di fermezza a livello di decisioni europee per la Sanità Pubblica e per la stabilità finanziaria ed economica di tutti gli Stati Membri dell’Unione europea.

Tutte le istituzioni dell’Unione europea, ciascuna nell’ambito del proprio mandato, come pure gli Stati Membri, debbono unirsi e compiere uno sforzo convergente inteso a far ricorso alle seguenti azioni fondamentali:

  1. La Bce ha posto in essere le prime misure importanti. Ora, dobbiamo inviare segnali chiari ai mercati finanziari che speculare contro singoli stati membri è insensato. Necessitiamo di uno scudo di protezione finanziaria completo per l’Europa e l’Eurozona.

  2. Ciò non solo è parte del ruolo attinente alla politica monetaria della Bce, ma appartiene altresì alle decisioni democratiche di politica fiscale. Tutti gli stati membri dell’Eurozona devono avere un accesso affidabile e a lungo termine a finanziamenti a basso tasso d’interesse resi disponibili dalla Banca centrale europea. Pertanto, sosteniamo l’apertura immediata di una linea di credito sanitaria nel Mes, con condizioni di concessione del credito tali per cui vi siano garanzie che i fondi concessi vengano impiegati in categorie di programmi sanitari chiaramente definite, senza alcuna ulteriore condizione imposta.

  3. È altresì necessaria una condivisione degli oneri, poiché la crisi attuale sta aggredendo simultaneamente tutti i paesi, a nessuno dei quali possono essere imputate decisioni erronee di politica economica o fiscale prese in passato; ma, al contrario, la situazione di crisi in cui versano è causata da questa terribile pandemia. Poiché siamo stati tutti insieme vittime della crisi, riusciremo a uscirne positivamente solo tutti insieme. Occorre dunque condividerne gli oneri poiché alcuni Paesi potrebbero altrimenti correre il rischio di non essere in grado di devolvere abbastanza risorse finanziarie alla Sanità e a una pronta ripresa delle attività economiche. Ciò non andrebbe solo a detrimento di quegli stessi paesi, ma potrebbe creare una situazione di rischio per la totalità del mercato interno. Auspichiamo quindi l’emissione di European Health Bonds (Titoli Obbligazionari Europei a supporto della Sanità) che abbiano un obbiettivo comune, chiaro, definito e soggiacente a linee guida stipulate congiuntamente. Ciò permetterebbe di sostenerne l’intero onere congiuntamente e democraticamente. Nell‘immediato, è urgente combattere la pandemia di coronavirus e le sue conseguenze. Dovremmo comunque iniziare ad approntare le misure necessarie per tornare a un normale funzionamento delle nostre società e delle nostre economie, con un tasso di sviluppo economico sostenibile, e integrando, tra l’altro, la transizione verde, la trasformazione digitale e traendo tutti gli insegnamenti possibili da questa crisi. Ciò richiederà una strategia di uscita coordinata, un piano di ripresa globale e una quantità di fondi mai prima d’ora investiti.

  4. Invitiamo la presidente della Commissione e il presidente del Consiglio europeo, in collaborazione con il parlamento europeo e in consultazione con le altre istituzioni, in particolare la Banca centrale europea, ad avviare i lavori di elaborazione di un Piano d’azione a tal fine.

In questo momento non possiamo permetterci di essere divisi. È il momento di restare uniti e lottare per un futuro comune e migliore. Firma l’appello qui

Primi firmatari:

Gian-Paolo Accardo, Voxeurop, Brussels; Dr. Maria Alexopoulou, Universität Mannheim; Sudan Igiaba Ali Oma Scego, Autorin; Prof. (em) Dr. Aleida Assmann, Universität Konstanz; Prof. Dr. Fabrizio Barca, Ökonom, Minister a.D.; Prof. Dr. Michael Bauer, Universität Hamburg; Dr. Lorenzo Bini Smaghi, Senior Fellow LUISS School of Political Economy, Rome; Prof. Dr. Tito Boeri, Bocconi Universität, INPS-Präsident a.d.; Prof. Dr. Peter Bofinger, Universität Würzburg; Angelo Bonelli , Europa Verde; Emma Bonino, Ministerin a.D., EU Kommissarin a.D.; Dr. Franziska Brantner, MdB; Elmar Brok, MdEP a.D.; Prof. Dr. Massimo Cacciari, Universität Vita-Salute San Raffaele; Prof. Dr. Carlo Alberto Carnevale Maffé, Bocconi Universität; Max Casacci, Subsonica; Prof. Dr. Lars Castellucci, MdB Mario Catania, Landwirtschaftsminister a.D.; Francesca Cavallo, Autorin; Lella Costa, Schauspielerin; Prof. Dr. Carlo Cottarelli , Executive Director of the International Monetary Fund Board a.D.; Giulia Maria Crespi, Umweltschutzverband Fondo Ambiente Italiano; Giuliano da Empoli, Autor; Martine Dennewald, Künstlerische Leiterin, Festival Theaterformen, Staatstheater Braunschweig; Amelie Deuflhard, Intendantin, Kampnagel – Internationales Zentrum für Schönere Künste; Prof. Dr. Jonas Dovern, FAU Erlangen-Nürnberg; Prof. Dr. Sebastian Dullien, Forschungsdirektor, Institut für Makroökonomie und Konjunkturforschung (IMK); Hans Eichel, Bundesfinanzminister a.D., Kassel; Dr. Carolin Emcke, Publizistin; Prof. Dr. Bernhard Emunds, Nell-Breuning-Institut der Phil.-Theol. Hochschule Sankt Georgen, Frankfurt am Main; Piero Fassino, Vizepräsident Auswärtiger Ausschuss, Minister a.D.; Prof. Dr. Gabriel Felbermayr, Institut für Weltwirtschaft, Kiel; Carlo Feltrinelli, Präsident Stiftung Giangiacomo Feltrinelli; Franco Frattini, Außenminister a.D.; Prof. Dr. Marcel Fratzscher, Präsident, Deutsches Institut der Wirtschaft, Berlin; Dr. Jeannette zu Fürstenberg, Unternehmerin; Alexandra Geese, MdEP; Sven Giegold, MdEP; Prof. Dr. Enrico Giovannini, Direktor a.D., Istat (Nationales Statistikinstitut), Minister a.D.; Prof. Dr. Stefan Gosepath, Freie Universität Berlin; Elena Grandi , Europa Verde; Prof. Dr. Ulrike Guérot, European Ideas Lab; Prof. Dr. Luigi Guiso, Einaudi Institut für Economics and Finance, Rom; Prof. Dr. Sabine Hark, Technische Universität, Berlin; Prof. Dr. Friedhelm Hengsbach SJ, Nell-Breuning-Institut der Phil.-Theol. Hochschule Sankt Georgen, Frankfurt am Main; Dr. Kirsten Heinsohn, stlv. Direktorin, Forschungsstelle für Zeitgeschichte, Hamburg; Prof. Dr. Costanza Hermanin, College of Europe, John Cabot University; Prof. Dr. Michael Hüther, Direktor, Institut der Deutschen Wirtschaft, Köln; Helena Janeczek, Autorin; Gad Lerner, Journalist; Prof Dr. Enrico Letta, Ministerpräsident a.D.; Igor Levit, Pianist; Matthias Lilienthal, Direktor, Münchner Kammerspiele; Angelina Maccarone, Autorin und Regisseurin, Berlin; Jagoda Marinic, Autorin; Francesca Melandri, Autorin; Prof. Dr. Mario Monti, Präsident, Bocconi Universität, Premierminister Italien a.D.; EU Kommissar a.D.; Prof. Dr. Massimo Morelli, Bocconi Universität und CEPR; René Obermann; Leoluca Orlando, Bürgermeister Palermo; Lisa Paus, MdB; Dr. Giuliano Pisapia, MdEP; Ruprecht Polenz, MdB a.D.; Omri Preiss, Alliance4Europe; Prof. Dr. Lucrezia Reichlin, London Business School; Prof. Dr. Hartmut Rosa, Universität Jena; Regina Schilling, Dokumentarfilmerin, Programm lit.COLOGNE, Köln; Prof. Dr. Moritz Schularick, Bonn Graduate School of Economics; Michael Schwarz, Mercator Stiftung; Prof. Dr. Detlef Siegfried, Universität Kopenhagen; Prof. Dr. Marco Simoni, Präsident, Humane Technopole; Giovanni Soldini, Extremsegler; Prof. Dr. Jens Südekum, Institut für Wettbewerbsökonomie, Heinrich-Heine-Universität, Düsseldorf; Prof. Dr. Guido Tabellini, Bocconi Universität, Rektor a.D.; Dr. Nathalie Tocci, Universität Tübingen; Prof. Dr. Christoph Trebesch, Institut für Weltwirtschaft, Kiel; Prof. Dr. Achim Truger, Universität Duisburg-Essen; Prof. Dr. Paula-Irene Villa Braslavsky, LMU München; Pier Virgilio Dastoli, Europäische Bewegung Italien; Prof. Dr. Della Vedova , +Europa; Prof. Dr. Beatrice Werder di Mauro, CEPR, Präsidentin; Dr. Juliane Wetzel, Zentrum für Antisemitismusforschung; Cino Zucchi, Architekt

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