Idee Deriva autocratica in Ungheria

L’Europa trovi l’antidoto all’autoritarismo di Viktor Orbán

All’iniziativa dei nostri partner di Civico Europa diverse personalità politiche, culturali e della società civile chiedono alle istituzioni europee di agire con decisione contro l’ultima serie di misure adottate dal primo ministro ungherese per rafforzare il suo potere con il pretesto di combattere l’epidemia di coronavirus.

Pubblicato su 20 Aprile 2020 alle 13:03

Noi Europei dobbiamo combattere due virus, simultaneamente e con altrettanta determinazione: il Covid-19, che attacca il nostro corpo ed un’altra infezione grave che colpisce i nostri ideali e le nostre democrazie.

Il 30 marzo 2020, il Parlamento ungherese ha approvato una legge che autorizza il governo a sospendere l’entrata in vigore di alcune leggi mentre di altre non saranno rispettate le disposizioni già in vigore, nonché ad introdurre con decreti e per una durata illimitata, ulteriori misure d’emergenza, con nuove limitazioni per i media e l’informazione.

Una tale concentrazione di potere non ha precedenti nell’Unione europea. Non serve per combattere il Covid-19 o le sue conseguenze economiche; apre invece la porta ad ogni tipo di abuso, con beni pubblici e privati ormai alla mercé di un esecutivo che ha ampiamente perso di credibilità.

È l’ultimo atto della decennale deriva dell’Ungheria verso l’autoritarismo, ed è pericoloso.

Nell’ultimo decennio abbiamo assistito con preoccupazione crescente al graduale spostamento effettuato dal primo ministro Viktor Orbán che poneva il suo paese su di un binario ben lontano dalle regole e dai valori europei. L’attuale presa di potere in risposta al Covid-19 è solo un nuovo e allarmante capitolo di un lungo processo di regressione democratica.

L’opposizione politica, il dialogo sociale e la libertà di parola sono stati progressivamente messi a tacere, mentre varie università, centri culturali, gruppi imprenditoriali ed organizzazioni della società civile patiscono il peso dell’autoritarismo di Viktor Orbán.

Il parlamento europeo ha analizzato e condannato due volte questa deriva antidemocratica con i rapporti degli onorevoli Tavares e Sargentini, rispettivamente nel 2013 e nel 2018.

Per coloro che credono nello stato di diritto e nella democrazia, l’inazione non è una possibile opzione.

L’Unione rischia di screditare tutti i suoi sforzi nella promozione dei processi democratici, dello stato di diritto, della trasparenza, della solidarietà e del dialogo sociale non solo in tutti gli Stati membri, ma anche tra i paesi candidati.

Per far fronte a questa pandemia che colpisce una intera generazione, tutti i paesi dell’Unione devono adottare misure difficili che, in una certa misura, limitano i diritti civili dei loro cittadini. Tuttavia, queste misure rimangono proporzionate, giustificate e di natura temporanea. Legiferare per decreti e per un tempo indeterminato è invece una misura sproporzionata che costituisce una grave violazione dei trattati dell’Ue, della Carta dei diritti fondamentali e della Convenzione europea dei diritti umani.

Per questo motivo, denunciare e sanzionare l’attacco di Orban alla democrazia è oggi più che mai cruciale.

Chiediamo quindi a tutte le parti interessate – istituzioni europee, istituzioni nazionali, cittadini, società civile e mezzi d’informazione – di essere il più attenti possibile. È il momento di una mobilitazione diffusa e di un’azione collettiva.

Invitiamo i media nazionali a seguire da vicino la situazione ungherese, anche quotidianamente se necessario. E chiediamo loro di garantire ai cittadini ungheresi, in quanto cittadini europei, il libero accesso ai loro contenuti, perché fonti di informazione pluralistica e indipendente.

Chiediamo poi alla Commissione, quale guardiana dei Trattati, di reagire con urgenza e di proporre sanzioni proporzionate alla gravità di tale inaccettabile violazione delle regole e dei valori europei. Il Parlamento Europeo ed il Consiglio dovranno immediatamente adottare tali sanzioni.

Il Covid-19 deve essere e sarà sconfitto grazie a processi democratici, ad azioni trasparenti e ad un’informazione pluralistica. È difendendo questi valori che mobiliteremo la maggioranza della popolazione europea e faremo in modo che la nostra comune strada verso la ripresa goda del più ampio supporto possibile.

Chiediamo infine a tutti i cittadini europei di non considerare ciò che sta accadendo in Ungheria come un qualcosa di lontano da loro bensì come una grave minaccia al nostro bene comune. È tempo per tutti noi di unirci in questa lotta. La posta in gioco non è solo la nostra salute, ma anche i nostri ideali comuni e la sopravvivenza della nostra Unione e delle nostre democrazie.

L’iniziativa è dei fondatori del movimento Civico Europa:
Laszlo Andor (HUN), economista ed ex commissiario europeo; Guillaume Klossa (FR), copresidente di Civico Europa, ex direttore dell’UER e ex consigliere del gruppo di riflessione sul futuro dell’Europa; Francesca Ratti (IT), copresidente di Civico Europa, ex vicesegretaria generale del parlamento europeo; Guy Verhofstadt (BE), ex primo minstro, deputato europeo

Insieme agli amici di Civico Europa:
Gian-Paolo Accardo (IT), Editor in chief of Voxeurop; Brando Benefei (IT), MEP; Carl Bildt (SE), former Prime Minister; Andras Bozoki (HU), Professor, former Minister of Culture; Jean-Pierre Bourguignon (FR), mathematician, former President of the European Research ; Saskia Bricmont (BE), MP; Franziska Brantner (DE), MP, former MEP; Philippe de Buck (BE), former DG Business Europe; Jasmina Cibic (SLO), Artist; Tremeur Denigot (FR), Director of communications CIVICO Europa; Mladen Dolar (SLO), Philosopher; Paul Dujardin (BE), BOZAR Director General; Pascal Durand (FR), MEP; Uffe Ellemann-Jensen (DK), former Minister of Foreign Affairs; Michele Fiorillo (IT), Philosopher, Responsible for civic movements network CIVICO Europa; Cynthia Fleury (FR), Philosopher, Psychoanalyst; Markus Gabriel (DE), Philosopher; Sandro Gozi (IT), MEP, President of the European Federalist Union, former Secretary of State for European Affairs; Ulrike Guerot (DE), Political scientist; David Harley (UK), Writer, former Deputy Secretary General of the European Parliament; Gábor Hórvat (HU), Journalist; Srecko Horvat (HR); PhilosopherDanuta Hübner (PL), MEP, former Member of the European Commission; Tvrtko Jakovina (HR), Historian; Miljenko Jergovic (HR), writer and journalist; Jean-Claude Juncker (LU), former Prime Minister, former President of the European Commission; Jyrki Katainen (FI), former Prime Minister, former Vice-president of the European Commission; Aleksander Kwasniewski (PL), former President of the Republic; Christophe Leclercq (FR), Founder Euractiv; Christian Leffler (SE), former Deputy Secretary General of the European External Action Service; Sándor Léderer (HU), Co-founder and Director of K-Monitor; Bernard-Henri Lévy (FR), Philosopher; Sven-Otto Littorin (SE),Sven Otto Littorin (SE), former Minister of Employment; Henri Malosse (FR), 30th President of the European Economic and social Committee; Joelle Milquet (BE), former special Adviser of the President of the European Commission, former Deputy Prime Minister; Alexandra Mitsotaki (GR), President of the World Human Forum; Carlos Moedas (PT), former Member of the European Commission; John Monks (UK), Member of the House of Lords, former Secretary general of the European Trade Union Conference; Jonathan Moskovic (BE), Adviser in democratic innovation; Niklas Nordstrom (SE), former Mayor of Lulea and former Chairman of Business Sweden; Stojan Pelko (SLO), former State Secretary for culture; Rosen Plevneliev (BU), former President of the Republic; Magali Plovie (BE), President of the French-speaking Brussels Parliament; Miguel Poiares Maduro (PT), former Minister for Regional Development; Wojciech Przybilski, Editor of Visegrad Insight (PL); Vesna Pusic (HR), Sociologist, MP, former Deputy Prime Minister and former Minister of Foreign Affairs; Nina Rawal (SE), Entrepreneur; Michel Reimon (AT), former MEP; Maria Joao Rodrigues (PT), former Minister, former MEP, President of the Foundation for European Progressive Studies (FEPS); Petre Roman (RO), former Prime Minister; Taavi Roivas (EE), former Prime Minister; Lavinia Sandru (RO), Journalist; Fernand Savater (ES), Philosopher; Roberto Saviano (IT), Writer, journalist; Seid Serdarević (HR) publisher, Fraktura; Majda Sirca (SLO), former Minister for Culture; Denis Simonneau (FR), President of EuropaNova; Claus Sorensen (DK), former Director General at the European Commission; Gesine Schwan (DE), former Dean of the Frankfurt Viadrina University, former candidate to presidency of the Federal German Republic; Vladimir Spidla (CZ), former Prime Minister, former Member of the European Commission; Farid Tabarki (ND), Journalist, producer; Rui Tavares (PT), Writer, historian, former MEP; Zeljko Trkanec (HR), Editor in Chief Euractvi.hr; Monika Vana (AT), MEP; Alvaro de Vasconcelos (PT), former Director of the European Union Security Institute; Cedric Villani (FR), Fields Medal, MP; Pietro Vimont (FR), Cofounder of CIVICO Europa; Margot Wallstrom (SE), former vice-president of the European Commission; Sasha Waltz & Jochen Sanding (DE), respectively Choreographer and Director of the Sasha Waltz Company; Josef Weidenholzer (AT), Professor, former MEP; Marlene Wind (DK), Professor, writer; Slavoj Zizek (SLO), Philosopher; Alenka Zupancic (SLO), Philosopher.

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