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L’ex primo ministro socialdemocratico (2004-2006) Adrian Năstase è stato condannato a due anni di prigione dall’Alta corte di giustizia e di cassazione per aver stornato circa 1,5 milioni di euro pagati da società e uomini d’affari invitati a partecipare a un congresso nel 2004. Quando gli agenti di polizia si sono presentati a casa di Năstase per portarlo in prigione l'uomo, 61 anni, ha tentato di suicidarsi con una pistola. Gravemente ferito alla gola, è ancora in ospedale a Bucarest.

Si tratta di un “verdetto senza precedenti in Romania” dopo la caduta del comunismo nel 1989, scrive Adevărul. Sul sito d’informazione Hotnews, Vlad Mixich sottolinea che la sentenza segna in un certo senso la fine di un’epoca:

Oggi ho scoperto che nessuno è intoccabile, non quelli che hanno i soldi e nemmeno quelli che hanno i partiti. Oggi il mio paese mi ha insegnato che si può fare. Soltanto oggi la Rivoluzione del 1989 comincia a diventare un’evoluzione.

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Hotnews ricorda che gli avvocati di Năstase hanno già annunciato un appello alla Corte europea dei diritti umani, sostenendo che si tratta di una sentenza politica.

Alcuni dicono che è una faccenda politica, altri che uscirà troppo presto di prigione. Ma oggi, solamente oggi, tutto ciò non ha importanza. Oggi la mia generazione ha scoperto di nuovo che si può fare.

“È un buon inizio” esulta România liberă. “E ora comincerà l’insonnia per i grandi corrotti, la cui gestione ha contribuito a mettere la giustizia rumena sotto la sorveglianza delle istituzioni europee”·

Meno entusiasta, Jurnalul National sottolinea che Adrian Năstase è stato condannato “per dare l’esempio”:

È un’esecuzione rituale preparata per otto anni dall’[attuale presidente] Traian Băsescu e attesa dai suoi elettori. Con la prima incarcerazione di un capo di governo nella storia post-rivoluzionaria della Romania — un uomo che probabilmente è stato il miglior primo ministro del paes — è stato scoperchiato il vaso di Pandora. I ministri e gli ex ministri dovranno rendersi conto che potranno finire in prigione ogni volta che ci sarà un cambio di regime politico.

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