Dati alla mano Sport e corruzione

La tua squadra ha perso di nuovo? Forse c’entra la mafia delle scommesse

Ogni anno, la criminalità organizzata guadagnano 120 milioni di euro dalle scommesse legate a incontri truccati in manifestazioni sportive, racconta un studio di : Europol. La corruzione e gli incontri truccati interessano vari sport, dal calcio al tennis, e le squadre sono tanto propense a cedere quanto i singoli giocatori.

Pubblicato il 24 Novembre 2020 alle 18:25

Negli anni Ottanta la mia città aveva una squadra di calcio piuttosto brava, la mia cittadina aveva una squadra di calcio abbastanza brava: ad un certo punto ai suoi giovani giocatori di talento si affiancarono alcuni “anziani” e più tardi si scoprì che vendevano e compravano partite. Lo stadio della città  divenne il centro di uno scandalo nazionale sulle scommesse. Durante un campionato i giocatori furono quasi certamente comprati:non riuscirono ad entrare in serie A per poco, e questo  avvenne in circostanze a dir poco strane: alla squadra mancava un solo punto, ma nell’ultima partita perse per 8 a 1. 

Anni dopo, scoprii che il risultato di quelle  partite era stato deciso a tavolino: una delusione cocente. I miei adorati calciatori erano truffatori che, guarda caso, giocavano anche bene a calcio.  

La generazione cresciuta durante lo scandalo delle partite truccate degli anni Ottanta ha appreso che la professionalizzazione nel calcio va a braccetto con i migliori metodi criminali. Il fenomeno riguarda in particolare l’ultimo decennio: gli episodi sono diventati così frequenti da attirare l’attenzione delle istituzioni dell’Ue. 

Nel 2013 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione  sulle partite truccate e la corruzione nello sport per incoraggiare la collaborazione in vari settori come la raccolta, lo scambio, l’analisi e la diffusione delle notizie sportive. In un’altra risoluzione  di quello stesso anno sulle scommesse online nel mercato interno il parlamento sottolinea i collegamenti tra le truffe legate alle scommesse e il riciclaggio di denaro sporco che rovina il mercato interno dell’Ue. Nel 2014, Europol ha lanciato un progetto finalizzato a dare un sostegno investigativo ai paesi dell’Ue.

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La definizione generalmente accreditata per questo tipo di reati è tutelata dall’Articolo 3 della  Convenzione sulla manipolazione delle competizioni sportive (2014) del Consiglio d’Europa. La Convenzione definisce la “manipolazione delle competizioni sportive” come “un accordo, un atto o un'omissione intenzionali volti a modificare impropriamente il risultato o lo svolgimento di una competizione sportiva al fine di eliminarne in tutto o in parte l'imprevedibilità per ottenere un indebito vantaggio per sé stessi o per altri”.

Uno studio di Europol ha stimato in 169mila miliardi di euro l’anno il totale del mercato globale delle scommesse in tutti gli sport. Il calcio rappresenta più del 60 per cento del mercato. A livello globale, il 65 per cento del giro d’affari delle scommesse nel mondo viene fatto registrare dai bookmaker in Asia, il 21 per cento in Europa e il restante 14 per cento nel resto del mondo. Allo stesso tempo il giro d’affari dei mercati regolamentati delle scommesse è soltanto il 25 per cento del mercato globale. Ciò significa che tre quarti delle scommesse si fanno nel mercato nero clandestino.


Dalla pianificazione, passando per l’attuazione e arrivando alla legalizzazione dei guadagni illeciti, la criminalità sportiva esige un alto livello di organizzazione transfrontaliera. Questo lascia supporre che questa attività rientri tra le molte altre della criminalità organizzata. La cooperazione internazionale è di cruciale importanza, ma va sottolineato che la maggior parte delle truffe oggi avviene online.

A parte influenzare eventi sportivi, questi criminali sono spessi coinvolti in altri reati gravi, come il traffico internazionale di sostanze stupefacenti, il riciclaggio di denaro sporco, i furti e le estorsioni. Sono coinvolti in questi reati sia cittadini dell’Ue sia di altri paesi. Le associazioni criminali del Sud-est asiatico sono molto presenti e attive, ma ci sono, tra le altre, anche organizzazioni che parlano russo, armeno e albanese. E curiosamente non c'è rivalità tra le organizzazioni criminali europee e asiatiche: prevale quasi sempre una forma di cooperazione, nulla indica una competitività aggressiva in questo mercato.

Meglio comprarsi una squadra che le partite

Potremmo immaginare che per truccare una partita sia sufficiente corrompere soltanto un giocatore, alcuni giocatori, l’allenatore o l’arbitro, che agiranno o meno a seconda dei risultati voluti. Questo è, naturalmente, è il criterio più usato. Diversi gruppi criminali sono andati ben oltre, comprando una squadra intera o la quota di maggioranza di una di esse. Questo modus operandi è usato dai network del sudest asiatico, in particolare cinesi: questi vanno alla ricerca di squadre in difficoltà finanziaria per fare loro un’offerta. Il business coinvolge privati e aziende: non disponiamo di informazioni sufficienti a sapere quanto siano diffuse nell’Ue queste pratiche, ma il modello esiste ed è proficuo.

Fermiamoci un momento e facciamo un passo indietro. Sull’agenda dell’Ue c’è l’incursione delle aziende cinesi. La pandemia da Covid-19 ha accelerato questo processo: le aziende europee impattate dalla pandemia sono contattate da investitori cinesi che fanno loro un’offerta allettante e, di conseguenza, l’azienda europea diventa un interesse cinese. Benché si parli di aziende private, dietro di esse spesso si può risalire allo stato cinese e al suo illimitato sostegno finanziario. Per questo motivo l’Ue vuole porre un freno a questi comportamenti, poiché gli aiuti di stato occulti sono di natura a far scattare l'intervento della Commissione. Alcuni indicatori fanno comprendere che il modello cinese applicato al settore privato ha già raggiunto le squadre sportive. Non si parla più soltanto di aziende di proprietà dello stato cinese che acquistano interessi europei: sembra che a farlo siano anche gruppi della criminalità organizzata cinese.

Un altro procedimento, il trasferimento dei giocatori nelle squadre prese di mira, va di pari passo con l’acquisto di squadre o di loro azioni. Questo impone di avere un rapporto con il management della squadra ma, una volta che il giocatore straniero entra a far parte della stessa, diventa facile truccare una partita. A questo proposito ci si potrebbe chiedere quanto ciò influisca sul giocatore stesso, che inizia a giocare per una nuova squadra soltanto per offrire prestazioni sportive negative.

Una cosa del genere è accaduta nel calcio ungherese. Un giocatore straniero e la sua squadra sono stati declassati dalla serie A, poi trasferiti in un altro club che giocava ancora nella Lega Nazionale, ma soltanto fino alla fine dell’anno. In due anni, il giocatore straniero ha visto due sue squadre declassate dalla serie A. Non possiamo sapere se ciò sia il risultato di qualche truffa, ma questi sono proprio i casi sui quali si concentrano le indagini degli inquirenti internazionali.

Nove anni, 92 truffe

L’anno scorso, Argyro Elisavet Manoli, professoressa alla Loughborough University, ha pubblicato uno studio sugli eventi sportivi truccati tra il 2010 e il 2018. Lo studio ha individuato 92 casi complessivi, la maggior parte dei quali (47) sui campi da calcio.

Nei casi di corruzione acclarata erano coinvolti 19 sport diversi. Dopo il calcio, al primo posto, c’erano cinque episodi in atletica, quattro nel tennis e nel ciclismo. Si è appurato un caso di corruzione in altri sport come hockey, pallacanestro, biathlon, nuoto, corsa e paralimpiadi. Lo studio ha evidenziato anche che, malgrado la varietà delle misure adottate per prevenire la corruzione in alcuni dei paesi colpiti come Francia e Bulgaria, il numero dei casi riscontrati è aumentato in modo drammatico.

Ottimi affari con calcio e tennis

Secondo Europol, le organizzazioni criminali e quelle di stampo propriamente mafioso trovano redditizio questo modo di fare affari perché presenta bassi rischi e offre alti guadagni. Il loro modello di business è in un certo senso comune a tutte le organizzazioni di stampo mafioso: in caso di arresto, i vertici restano estranei e coperti. A essere colti in flagrante sono perlopiù i giocatori, gli allenatori, gli arbitri o gli intermediari, mentre gli organizzatori sfuggono alle ricerche degli inquirenti.

Se da un lato il calcio è lo sport più colpito dal fenomeno, i criminali hanno mostrato un interesse crescente verso il tennis e altri sport professionali, tra cui il basket, la pallamano, il beach volley e l’hockey su ghiaccio.

I soldi generati a livello globale dalle scommesse sul calcio superano di gran lunga quelli di qualsiasi altra forma di scommessa sportiva: sulla base delle informazioni disponibili, la gente ogni anno spende 895 miliardi di euro l’anno per il calcio (su 169mila miliardi già menzionati). Dalle stime risulta che soltanto l’uno per cento delle partite di calcio è truccato. Le partite delle divisioni inferiori sono l’obiettivo preferito dei gruppi criminali, poiché trovare e corrompere la persona giusta è più facile e perché i risultati “strani” delle partite hanno ripercussioni minori. In assenza di giocatori trasferiti da altre squadre, le organizzazioni criminali tendono a prendere di mira giocatori in posizioni chiave o quelli che stanno vivendo difficoltà a livello personale (famiglia, droga, alcool) o che sono facilmente corruttibili per altri motivi. Spesso l’intermediario è un ex giocatore della squadra, di sicuro una persona a conoscenza di molte cose in quell’ambiente e che gode di un certo rispetto.


Negli ultimi anni sono aumentati considerevolmente i sistemi per truccare le partite di tennis. Tra il 2014 e il 2018 sono state truccate circa 500 partite, ma è plausibile che il loro numero reale sia più elevato, a detta di Europol. Va detto  che le truffe sono aumentate di 9 volte tra il 2016 e il 2017. Il tennis è uno sport allettante per la criminalità organizzata per il suo numero limitato di “protagonisti”: per truccare una partita basta avvicinare un giocatore o un arbitro. Si ritiene che gli obiettivi più importanti siano gli incontri dell’International Tennis Federation Futures e i tornei dell’Association of Tennis Professionals (ATP) Challenger. 

Nella pratica le organizzazioni criminali scommettono cifre basse o medie su partite di basso livello con premi in denaro complessivi compresi tra i 5 e i 10mila dollari. Questi incontri in genere non sono videoregistrati: spesso basta un infortunio del giocatore per ottenere il risultato desiderato. Questi incontri truccati sono pressoché impossibili da smascherare e documentare.

L’impatto del Covid-19

La pandemia in corso, naturalmente, incide anche sulla corruzione nello sport. I lockdown di primavera hanno avuto come conseguenza il posticipodi diverse partite: si pensa che solo  una minima percentuale di queste sia stata truccata. Sembra tuttavia che le organizzazioni criminali o i singoli si siano adattati alla nuova situazione e abbiamo preso di mira le partite giovanili e gli incontri amichevoli. L’immaginazione e l’avidità di chi trucca gli incontri sportivi pare essere senza limiti.

In alcuni paesi europei è stato possibile scommettere addirittura su “partite fantasma”, incontri non disputati e inventati che chi trucca le partite assicurava avessero luogo. Coloro che li hanno “organizzati” sono arrivati a reclamizzare ai bookmaker, agli scommettitori e sui social media, su blog e falsi siti web queste partite fasulle. Perfezionando le loro triffe i truccatori di incontri hanno inventato di sana pianta formazioni di gioco inesistenti, le statistiche e perfino i risultati delle partite.

Questo articolo è pubblicato in collaborazione con lo European Data Journalism Network.

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