Reportage Invasione russa dell’Ucraina | Bessarabia

Viaggio nella Bessarabia meridionale, fra patriottismo ucraino e nostalgia dell’URSS

La copertura mediatica dell'invasione russa dell'Ucraina si è concentrata sul racconto di un paese coeso dietro al suo leader. Ma ci sono regioni, come la Bessarabia meridionale, in cui, silenziose ma costanti, le simpatie per Mosca non sono sparite.

Pubblicato il 2 Giugno 2022 alle 11:34

La copertura mediatica dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia si è focalizzata, soprattutto, sulla narrativa di un paese solidamente unito contro l'aggressore. C’è un diffuso e comune accordo nel ritenere che le azioni del presidente russo Vladimir Putin, (contrariamente agli obiettivi che si era posto) hanno notevolmente consolidato l'identità ucraina, che era piuttosto fratturata in precedenza. 

Il coraggioso comportamento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, diventato fonte di ispirazione per gran parte dei paesi del mondo, smarriti e privi di leader, ha ulteriormente unito la popolazione intorno alla bandiera giallo-blu. Secondo alcuni sondaggi, il suo indice di gradimento, piuttosto debole prima della guerra, è balzato oltre il 90 per cento. Anche molti ucraini di origine russa, che in precedenza guardavano al governo di Kiev con risentimento e sospetto, hanno cambiato idea dopo che i missili "liberatori" di Mosca hanno distrutto le loro case.

Si puo’ quindi dire che la guerra ha sanato divisioni sociali e politiche in Ucraina; ciononostante la storia sul campo è più complicata, come ho scoperto durante un recente viaggio in una remota e ancora pacifica regione dell'Ucraina conosciuta storicamente come Bessarabia meridionale o, anche come Budjak (qui userò semplicemente Bessarabia secondo le preferenze della gente del posto e per rapidità). 

I mezzi d'informazione, comprensibilmente, si sono concentrati sui luoghi travolti dal terrore, dalla morte e dalla devastazione in città come Mariupol, Kharkiv e Bucha. Ma ciò che accade sul "fronte silenzioso", lontano dalle esplosioni, potrebbe rivelarsi altrettanto importante.

La Bessarabia meridionale – il nome "Budjak" deriva dalla parola turca per "terra di confine" – è una fascia di territorio periferico nella parte più sud-occidentale dell'Ucraina e dipende, dal punto di vista amministrativo, dal distretto di Odessa. Delimitata dal fiume Dnestr, dal Mar Nero, dal Danubio e dalla Moldova, la cugina meno seducente della Crimea penzola come un'appendice sulla mappa. 

È la regione etnicamente più variegata del paese, abitata da ucraini e russi, oltre che da importanti comunità di bulgari, moldavi, gagauzi (cristiani ortodossi turcofoni), albanesi e lipovani (dissidenti religiosi della Russia del XVIII secolo, noti anche come “Vecchi credenti”). Sebbene ogni gruppo abbia conservato con cura la propria cultura e la propria lingua, negli ultimi due secoli il russo si è imposto come lingua franca.

La storia della Bessarabia, è a dir poco, contorta. Fu conquistata dall'Impero russo all'inizio del XIX secolo, in seguito a una guerra con gli ottomani, e venne ufficialmente chiamata "Bessarabia" (comprendeva anche la maggior parte dell'attuale Moldova). La popolazione dei nogai tatari fu espulsa e sostituita da coloni cristiani, molti dei quali provenienti da territori sotto il dominio ottomano.

Nel 1918, nel caos successivo alla Rivoluzione bolscevica, la regione fu rivendicata dalla Romania, che covava sogni espansionistici. All'inizio della Seconda guerra mondiale i sovietici la annetterono per un breve periodo, i rumeni la reclamarono e i sovietici la ripresero un anno dopo. Con la dissoluzione dell'URSS nel 1991, la Bessarabia meridionale rimase all'interno dei confini dell'odierna Ucraina (il resto della regione andò alla Moldova).


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L'esistenza della Bessarabia nell'Ucraina indipendente si è rivelata non priva di difficoltà. Come altre regioni del paese, e come la maggior parte delle ex repubbliche dell'Unione Sovietica, è stata devastata dal crollo economico degli anni del post-socialismo, ma in misura ancora maggiore.

La chiusura di industrie come quella dell'inscatolamento del pesce e lo scioglimento delle fattorie collettive hanno lasciato gran parte della popolazione in uno stato di impoverimento e scontento. Imprenditori loschi, spesso legati all'ex Partito comunista e al KGB, hanno trasformato la regione nel loro feudo personale, in aziende e collettività private. Lontana dalle preoccupazioni di Kiev, la Bessarabia è stata abbandonata a se stessa e trascurata dalle autorità centrali.

È in questo contesto che ha preso piede la nostalgia per l'Unione sovietica, aggravata dal distacco sociale e politico da Kiev. I partiti filorussi hanno costantemente dominato le elezioni nella regione, proprio come nell'est del paese, e i mezzi d'informazione russi si sono affermati come la principale fonte di notizie. La rivoluzione di Maidan nel 2014 è stata accolta con una certa ostilità, e in tanti hanno festeggiato l'annessione della Crimea da parte di Putin. 


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Vyacheslav Todorov

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