Si chiude un'era per l'Ungheria. Il partito di centrodestra Tisza di Péter Magyar è uscito vincitore dalle elezioni legislative del 12 aprile. Con il 53,07 per cento dei voti e 138 seggi (su 199), supera ampiamente la Fidesz di Viktor Orbán (38,43% dei voti, 55 seggi).
Ex dirigente della Fidesz prima di lasciare il partito nel 2024 sulla scia di uno scandalo politico dalle conseguenze clamorose, Magyar ottiene una maggioranza dei due terzi dei seggi che gli darà la libertà d’azione necessaria per formare un governo, spezzare il dominio di Orbán sull’apparato statale, sui mezzi d’informazione e sui tribunali, e persino modificare la Costituzione. Le elezioni sono state inoltre caratterizzate da un'affluenza record (79,5 per cento degli iscritti).
Sebbene gli elettori pro democrazia abbiano dato sfogo alla loro gioia di fronte alla storica sconfitta della Fidesz, c'è ancora molto da fare: Péter Magyar si è volutamente mostrato vago sui dettagli del suo progetto politico durante la campagna elettorale per non esporsi alle critiche dei sostenitori di Orbán.
Il leader di Tisza ha tuttavia abbozzato alcuni grandi progetti: ripristinare la democrazia in Ungheria, combattere la corruzione, rilanciare le relazioni con l’Ue, instaurare rapporti “pragmatici” con il Cremlino riducendo al contempo la dipendenza dagli idrocarburi russi.
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