Il governo non c’è più

Pubblicato il 16 Novembre 2010

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"Qui crolla tutto", titolava L'Espresso questa settimana a proposito dell'aggravarsi della crisi di governo e degli scandali e dei disastri (le alluvioni, il crollo della Casa dei gladiatori a Pompei) che le fanno da sfondo. Ieri Futuro e libertà per l'Italia ha ritirato i suoi ministri dal governo dopo che Berlusconi ha rifiutato di dimettersi, come richiesto da Gianfranco Fini. Il governo dovrebbe comunque restare in piedi fino all'approvazione della finanziaria, prevista per metà dicembre, dopodiché niente è sicuro. La Lega nord vorrebbe andare subito alle urne, Fini e il resto dell'opposizione stanno negoziando un governo tecnico per cambiare la legge elettorale, e Berlusconi ha ventilato l'ipotesi di sciogliere solo la camera dei deputati, dove ha perso la maggioranza. Qualunque sia l'esito, la fase pre-elettorale si annuncia ancor più infuocata del solito.

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Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.

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