Esther Lynch è segretaria generale della Confederazione europea dei sindacati (Ces, European Trade Union Confederation), la più grande organizzazione sindacale a livello europeo. La Ces che rappresenta circa 45 milioni di lavoratori (circa 90 organizzazioni sindacali in 41 paesi europei: le tre maggiori centrali sindacali italiane vi aderiscono).
Voxeurop: Come possiamo analizzare il tasso di astensione alle ultime elezioni europee in relazione al livello di disuguaglianza in Europa?
Ester Lynch: L’Eurobarometro realizzato prima delle elezioni europee ha mostrato che quello che preoccupa maggiormente i cittadini europei è la lotta contro la povertà, la qualità dei servizi pubblici e la creazione di posti di lavoro. Dallo stesso sondaggio è anche emerso che i lavoratori sono meno propensi a votare rispetto ai datori di lavoro. Ecco, garantire la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici alle elezioni europee è fondamentale per assicurare che l'Europa agisca in base alle loro priorità.
Negli ultimi 40 anni circa, in quasi tutti i paesi dell'Europa occidentale, abbiamo assistito ad una transizione del voto di “classe”: le classi lavoratrici hanno iniziato a votare a destra. La sinistra è responsabile? La questione del lavoro e delle condizioni nelle quali lo si esercita è centrale nella questione. Cosa puo’ dire della situazione in Europa?
Uno studio della Fondazione Hans Bockler mostra che le persone insoddisfatte della propria retribuzione e delle condizioni di lavoro, e che hanno poca voce in capitolo sul proprio lavoro, sono più facilmente vulnerabili rispetto al discorso dell'estrema destra. Al contrario, migliori condizioni di lavoro creano fiducia nei processi democratici e nelle istituzioni. Un altro studio (The political costs of austerity, 2022) mostra che è stata proprio l'estrema destra la principale beneficiaria delle politiche di austerità che hanno distrutto i salari e le condizioni di lavoro contrattati collettivamente.
L'ascesa dell'estrema destra rappresenta un ulteriore schiaffo, una conseguenza ulteriore delle politiche neoliberiste che hanno indebolito il nostro modello sociale. Non solo una responsabilità della sinistra. La responsabilità di ricostruire sicurezza e speranza per tutti e tutte, offrendo posti di lavoro di qualità e standard di vita più elevati, servizi pubblici migliori e una transizione verde giusta, nella quale lavoratori e lavoratrici abbiano davvero voce in capitolo, in modo che nessun lavoratore o comunità venga lasciato indietro, spetta a tutte le forze democratiche.
Negli ultimi due o tre anni, in Europa abbiamo assistito a una “rinascita” dei sindacati. I lavoratori e le lavoratrici, ma anche i cittadini nel complesso, sono scesi in piazza. Che si tratti di agricoltori, operai, lavoratori del settore sanitario.... Cosa possiamo dire delle condizioni di lavoro in Europa oggi?
Alla base delle crescenti agitazioni sociali in ogni settore dell'economia ci sono palesi ingiustizie. Una delle domande degli agricoltori era di mettere fine al potere delle multinazionali all'interno del loro settore, le cui politiche fanno scendere i prezzi dei prodotti agricoli a scapito dei salari e delle condizioni di lavoro. È un'esperienza molto familiare a chi lavora nelle fabbriche di Amazon.
Dobbiamo aumentare gli standard in tutti i settori dell'economia. Come? Ad esempio legando le condizioni di lavoro e sociali in un'impresa al possibile ottenimento di finanziamenti pubblici, come ha fatto l'amministrazione Biden negli Stati Uniti con l'Inflation Reduction Act.
Oggi, alle aziende agricole a conduzione familiare viene chiesto di fare di più per ricevere denaro pubblico rispetto alle multinazionali come Amazon, che continuano ad aggiudicarsi contratti senza competizione o basandosi solo sul fatto di offrire il prezzo più basso.
Le imprese non dovrebbero ricevere denaro pubblico se non agiscono nell'interesse pubblico. Dovrebbero negoziare salari e condizioni di lavoro dignitose con i sindacati e reinvestire i profitti per creare nuovi posti di lavoro e aumentare la produttività.
Quale avvenire per l'Europa sociale?
Durante la campagna elettorale, mi è stato ripetutamente chiesto se risultati come questi avrebbero reso più difficile e complicato continuare con il progresso sociale nel prossimo mandato. Questi risultati rendono il progresso sociale più urgente che mai:e c'è ancora una maggioranza democratica in grado di realizzarlo.
Chi è al potere non dovrebbe dare per scontato che il sostegno dei lavoratori all'Europa continuerà se non coglie l'opportunità di agire, mettendo in atto misure che sono prioritarie per i lavoratori. Per parafrasare l'ex presidente della Commissione, Jacques Delors, il nostro obiettivo deve essere quello di garantire che, prima delle prossime elezioni europee, i cittadini “comuni” possano godere ogni giorno di un'Europa sociale che possono vedere e toccare.
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