Il, premier britannico Cameron. "Sveglia, Inghilterra!" Sul cartello: "Infinti bulgari e romeni"

Gli utili barbari dell’Ue

A un mese dalla fine delle restrizioni per i lavoratori bulgari e romeni, Regno Unito, Francia e Germania cercano di erigere nuove barriere sotto la pressione crescente dell’estrema destra.

Pubblicato il 4 Dicembre 2013 alle 13:48
Il, premier britannico Cameron. "Sveglia, Inghilterra!" Sul cartello: "Infinti bulgari e romeni"

"S’è fatta notte, e i barbari non sono più venuti/Taluni sono giunti dai confini,/han detto che di barbari non ce ne sono più./E adesso, senza barbari, cosa sarà di noi?/Era una soluzione, quella gente". Così finisce il poema "Aspettando i barbari" del poeta greco del secolo scorso Kostantinos Kavafis (1863-1933).

Negli ultimi giorni i paesi ricchi dell'Europa occidentale hanno riscoperto la minaccia millenaria dei barbari, questa volta nei panni dei loro parenti poveri dell'est. La settimana scorsa il primo ministro britannico ha tirato fuori dalla manica una serie di misure dirette a limitare l'accesso dei cittadini romeni e bulgari al mercato del lavoro e alle prestazioni sociali inglesi. Eppure dal primo gennaio 2014 le ultime restrizioni in questo senso sarebbero dovute scomparire.

Questa quarantena decretata da Londra ha provocato una debole protesta di Bruxelles e una reazione un po' più energica del solito da parte della diplomazia bulgara. Nei giorni successivi la Germania e la Francia hanno seguito il Regno Unito decretando a loro volta delle restrizioni supplementari per i bulgari e i romeni. La grande coalizione di Angela Merkel, che riunisce la sinistra e la destra, si è impegnata a mettere fine alle "pretese non giustificate per l'accesso agli aiuti sociali". Anche il governo socialista di François Hollande in Francia ha dichiarato di aver preso delle misure in questo senso.

Quando i tre paesi più forti dell'Ue decidono contemporaneamente di erigere delle barriere significa che qualcosa sta succedendo. Nella prima metà del 2012 la Germania dice di aver accolto circa 550mila immigrati, con un aumento dell'11 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Per due terzi si tratta di cittadini dell'Ue, per lo più dell'Europa dell'est. Ma Berlino ha anche registrato un aumento dell'immigrazione proveniente dal sud dell'Europa: una progressione del 39 per cento per gli spagnoli, del 41 per cento per gli italiani e del 26 per cento per i portoghesi.

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Questi lavoratori immigrati non rappresentano di certo un pericolo per un paese di 82 milioni di abitanti, ma sono rivelatori di una tendenza inquietante. In primo luogo [[la crisi del debito che ha colpito soprattutto il sud del continente ha provocato un afflusso di immigrati da questi paesi, che si sono aggiunti agli europei dell'est]]. In secondo luogo l'importanza crescente che hanno assunto i partiti nazionalisti, isolazionisti e antieuropei sulla scena politica dell'Europa settentrionale e occidentale. Nel Regno Unito il Partito per l'indipendenza (Ukip) di Nigel Farage ha un ruolo sempre più importante nei dibattiti e se non ha alcun deputato è solo a causa delle particolarità del sistema elettorale maggioritario.

Un’altra Europa

Secondo i sondaggi le posizioni dei britannici sull'argomento diventano sempre più radicali e sono in molti a riconoscersi in un partito ancora più estremista, il Partito nazionale britannico (Bnp). In Francia è il partito dinastico di Jean-Marie Le Pen, l'Fn, che oggi ha il vento in poppa e che obbliga alcuni ministri, come quello degli interni Manuel Valls, a lanciarsi in dure campagne contro i rom. In Germania le velleità estremiste rimangono sotto controllo grazie a una legislazione molto rigorosa in questo settore.

Insomma l'Europa del 2013 è molto diversa da quella alla quale Sofia e Bucarest avevano aderito nel 2007. Nessuno parla più dell'unità finalmente ritrovata del vecchio continente e delle virtù civilizzatrici della democrazia e dell'economia di mercato. Al contrario, i poveri immigrati (in particolar modo i rom) provenienti dalla Bulgaria e dalla Romania sono diventati un argomento ricorrente per i giornali scandalistici e i tabloid. Un po' come i profughi siriani in questo momento in Bulgaria.

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