I cacciatori di bugie

Il sito Demagog.cz è stato fondato da un gruppo di studenti cechi e slovacchi per smascherare le false affermazioni dei politici con il fact checking. Con le presidenziali ceche del 2013 sono diventati famosi.

Pubblicato su 27 Maggio 2013 alle 11:50

L’anno scorso, poco prima di Natale, quando in Repubblica Ceca la campagna elettorale per le presidenziali raggiungeva il clou, il candidato Miloš Zeman è stato convocato per fornire spiegazioni sulla provenienza di alcuni fondi con i quali sono stati finanziati i suoi manifesti elettorali e altri strumenti di comunicazione che inondavano il paese. Sui media si sono moltiplicate le ipotesi di un finanziamento della sua campagna da parte della compagnia petrolifera russa Lukoil. Con un gesto della mano, il favorito nei sondaggi ha liquidato tutti i sospetti affermando in televisione con tono serio: “L’unica cosa che vi posso dire è che la Lukoil ha pubblicato un comunicato ufficiale col quale dichiara di non avermi mai versato nulla, né direttamente né indirettamente”.

Zeman ha ribadito questa affermazione facendo riferimento a un’altra autorità e ricorrendo alla posizione ufficiale di un’azienda di primo piano. Anche se ciò non ha significato granché per il moderatore della trasmissione, ovviamente non si può escludere con sicurezza che non sia mai esistita. Insomma, la linea difensiva di Zeman è passata.

In quello stesso istante, a Brno un gruppo di studenti seguiva la trasmissione in televisione. Non appena ne ha ricevuto la trascrizione, subito dopo il termine della trasmissione, si è messo al lavoro come al solito. Uno degli studenti più esperti del gruppo ha identificato nel dialogo registrato le affermazioni fattuali, vale a dire le dichiarazioni che potevano essere verificate e controllate a partire da fonti accessibili al pubblico. L’affermazione relativa all’esistenza di una dichiarazione ufficiale della Lukoil era sicuramente tra quelle. Ebbene, l’affermazione di Zeman non ha superato questo banco di prova: gli studenti di Brno l’hanno definita una “menzogna”, la valutazione peggiore della loro scala di giudizio.

Ma è con l’ultima campagna elettorale per le presidenziali che l’organizzazione Demagog.cz ha firmato per il momento il suo successo più importante, attirando l’attenzione dei media dell’establishment. Alcuni di questi (come il quotidiano Hospodářské noviny e la televisione pubblica) gli hanno addirittura commissionato di verificare le dichiarazioni dei candidati.

Per essere un’associazione non professionale di studenti che, nella sua versione ceca, esiste da appena un anno, si tratta di un successo notevole: suo intento dichiarato è verificare la veridicità delle affermazioni dei politici, soprattutto di quelle fatte nei dibattiti televisivi. Il nucleo centrale di Demagog.cz, finanziata dalla fondazione Open Society Fund Praha e dal programma Jeunesse en action dell’Ue, è costituito da politologi. L’azienda Newton Media collabora alla trascrizione delle registrazioni dei dibattiti.

Ondrej Lunter e Matej Hruška sono due studenti originari di Bratislava che hanno portato il progetto Demagog all’università di Brno. Dato che non sopportavano più lo squallore dei dibattiti televisivi slovacchi, nel 2010 hanno messo a punto con il poco che avevano a disposizione la versione slovacca del progetto. “È stata una delle tante idee di noi studenti. Seguivamo sempre i dibattiti televisivi domenicali, che in Slovacchia sono di minor spessore rispetto a quelli organizzati nella Repubblica Ceca, e ci siamo accorti che i politici li prendevano per altrettante occasioni di autopromozione, senza che ci fosse contraddittorio alcuno”, ricorda Matej Hruška. Da lì gli è venuta l’idea di ispirarsi agli Stati Uniti, dove il cosiddetto fact-checking, ovvero la verifica dei fatti, è prassi consueta da almeno dieci anni.

L’esempio degli Stati Uniti

Negli Stati Uniti – il paese al quale guardano tutti gli studenti cechi e slovacchi – la verifica dei fatti si pratica su scala notevolmente più grande. Il fenomeno è esploso più o meno nel 2005, quando internet ha iniziato a essere utilizzato ovunque e Google ha assunto un’importanza primaria. Oggi negli Stati Uniti ci sono molte organizzazioni simili a Demagog, e in molte lavorano decine di giornalisti. FactCheck.org, per esempio, è diretto da Brooks Jackson, veterano della Cnn, e dispone di un budget annuale di circa un milione di dollari.

A Brno e Bratislava tali mezzi fanno sorridere. I due Demagog si basano interamente sull’entusiasmo degli studenti e, almeno per il momento, è un bene che sia così. Come spiega l’esperto Jan Tvrdoň, “qui molte persone si attivano e si interessano ai vari progetti. Ma non fraintendeteci: sappiamo anche divertirci”. In pratica, i risultati dei progetti americani ed europei non sono poi così diversi.

Gli studenti di Brno descrivono l’ambiente politico ceco come “una scena che si è professionalizzata, e le élite politiche hanno imparato a utilizzare fatti verificabili”. Ma tutto è cambiato con l’irruzione di Miloš Zeman. Durante la campagna elettorale ha diffuso informazioni false in misura nettamente superiore a tutti gli altri candidati. A Demagog pensano che dipenda dal fatto che Zeman è rimasto fuori dal mondo della politica per dieci anni, e ha mantenuto lo stile tipico di un’epoca in cui non era possibile effettuare verifiche facilmente, anche solo su Google.

Al tempo stesso, però, gli studenti devono fare i contii con una realtà indiscutibile: malgrado le menzogne accertate, Zeman ha finito per vincere le elezioni.

Nota: poco dopo la pubblicazione di questo articolo, Demagog.cz ha vinto il Premio per il giornalismo 2013 nella categoria innovazione e giornalismo online

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