La Rocca sull’orlo del baratro

Dopo gli anni del boom dell’off-shore, la crisi finanziaria, la stretta sui paradisi fiscali e lo scudo fiscale di Tremonti stanno portando al collasso l’antica repubblica indipendente.

Pubblicato il 18 Ottobre 2010 alle 13:19
i k o |  La torre Guaita, sulla vetta del monte Titano.

Ai tempi d’oro della finanza internazionalee, tra gli anni novanta e duemila, la repubblica di San Marino attirava denaro da tutto il mondo, offrendo riparo dal fisco e da occhi indiscreti. Perfino gli oligarchi russi si rifugiavano sul monte Titano, dove le nuove case spuntavano come funghi grazie a un boom immobiliare indotto dalle fortune finanziarie.

Ma quei tempi sono finiti, scrive Marco Alfieri su La Stampa: "il deflusso di capitali nell’ultimo anno è stato devastante. Il bollettino della banca centrale parla di 35% di minore raccolta. Gli evasori non si fidano più del Titano e lo scudo ha dissanguato i forzieri: quasi 6 miliardi sui 14 depositati sono fuggiti via".

Ora che persino UniCredit minaccia di voltarle le spalle, la Rocca vede avvicinarsi il precipizio. E l’unica speranza di convincere Tremonti ad allentare la morsa che la sta strangolando risiede nelle migliaia di lavoratori transfrontalieri italiani a rischio licenziamento, molti dei quali votano Lega.

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