Analisi Investimenti europei in Cina

Perché l’Europa finanzia il rinverdimento di facciata della Cina?

La Banca europea per gli investimenti (Bei) finanzia progetti in Cina in nome della lotta al cambiamento climatico, mentre l’Ue chiude un occhio sulle palesi e inequivocabili violazioni dei diritti umani nel Paese.

Pubblicato il 10 Maggio 2021 alle 16:15

Cemento grigio, vetro e acciaio. Architettonicamente, il quartier generale della Banca europea per gli investimenti (Bei) a Kirchberg in Lussemburgo appare freddo e poco stimolante. Qui si trova la sede del “sistema di prestito dell’Unione europea”, un'istituzione un po' oscura (ai più), ma potente, e le cui decisioni, a discrezione di pochi, influenzano la vita di molti, in Europa e non solo, introducendo ogni anno decine di miliardi di euro nell'economia. 

Si tratta di un’attività fondamentale nell'arsenale finanziario dell'Unione e, dietro le quinte, l’epicentro delle rivalità politiche tra gli Stati membri (gli azionisti), poiché sono destinati a competere per il potere di prestito (77 miliardi di euro nel 2020). La missione primaria della banca è quella di finanziare progetti infrastrutturali in Europa: l’istituzione si riserva, ogni anno, una parte dell'azione per le operazioni all'estero (il mandato di prestiti esterni, Elm).

In poche parole, la Bei, grazie alla credibilità dei suoi azionisti, è in grado di prendere in prestito a basso costo sui mercati dei capitali e beneficia, inoltre, di una garanzia da parte dell'Ue nella maggior parte dei casi, che permette di rinunciare ai premi di rischio sui tassi di interesse.

I paesi beneficiari, d'altra parte, hanno l'opportunità di ottenere prestiti a tassi bassi, attraverso le loro istituzioni o società, per finanziare progetti su larga scala. Sentendo l'odore dei profitti, gli attori privati intervengono, facendo lobbying .

Fuori dall’Ue la Bei finanzia, grazie a prestiti agevolati senza scopo di lucro, progetti come come la costruzione di strade in Montenegro (320 milioni di euro), la costruzione di linee della metropolitana al Cairo (600 milioni di euro), il finanziamento di un'università in Marocco (70 milioni di euro) o il miglioramento di un sistema di approvvigionamento idrico in Bangladesh (100 milioni di euro). Nel complesso questo sistema contribuisce al raggiungimento degli "obiettivi esterni" dell'Ue, tra i quali sostenere il percorso dei Balcani occidentali verso l'Unione, affrontare le cause profonde della migrazione nel "vicinato meridionale" o promuovere l'economia nei paesi meno sviluppati. Non si può dire lo stesso quando si tratta della Cina. 

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