Analisi Nikolay Koposov sull’invasione dell’Ucraina

I russi, prigionieri del racconto nazional-populista di Vladimir Putin

Alla popolazione russa viene negata la soggettività, ovvero i mezzi per prendere decisioni razionali e responsabili. Espressioni come "la Russia vuole" non hanno significato in un Paese dove l’informazione, la memoria, la politica e la società civile sono sotto il controllo del Governo. L’atteggiamento di Putin verso l’Ucraina rispecchia quello che il leader del Cremlino ha verso il suo stesso paese: annullare ogni soggettività. L’analisi dello storico Nikolay Koposov.

Pubblicato il 24 Marzo 2022 alle 13:17

La Russia non ha interessi nazionali, nemmeno in Ucraina. Per avere interessi, una nazione (o qualsiasi gruppo di persone) deve avere soggettività, cosa che i russi in quanto nazione, non hanno sotto il regime attuale. Per “soggettività” intendo qui essere liberi di prendere decisioni razionali e responsabili. L'acquisizione e il possesso della soggettività comportano diverse cose.

Primo, il gruppo in questione deve poter avere accesso a informazioni relativamente affidabili. Secondo, deve essere in grado di discutere apertamente della sua situazione, formulare diversi piani d'azione e portarli nello spazio pubblico. In terzo luogo, devono esserci  meccanismi decisionali concordati collettivamente per determinare quale piano sia il migliore. Nessuna di queste cose esiste nella Russia di Vladimir Putin.

Vuoto mediatico

Il flusso di informazioni in Russia oggi è sotto il controllo del Cremlino. Negli ultimi anni esistevano una manciata di media relativamente indipendenti, tra cui TV Rain, la stazione radio Ekho Moskovskij (L'Eco di Mosca)  e il giornale Novaja Gazeta (il cui caporedattore, Dmitrj Muratov, ha vinto il premio Nobel per la pace nel 2021). Questa indipendenza, dicevamo, era relativa e la pressione del governo è andata aumentando negli ultimi anni; poco dopo l'invasione (o, piuttosto dovremmo dire “l'espansione dell'invasione della Russia”) dell'Ucraina, Ekho Moskovskij e TV Rain sono stati vietati e ora  lo spazio mediatico è dominato da canali televisivi di proprietà dello stato o di oligarchi controllati dal Cremlino.

Internet, raggiunto dall'85 per cento della popolazione, era relativamente libero solo pochi anni fa. Ora è sotto stretto controllo: un rapporto di Freedom House del 2021 dice che "le autorità russe bloccano regolarmente l'accesso a contenuti politici e sociali sensibili su internet". Nel maggio 2020, 5 milioni di informazioni e risorse Internet erano state bloccate e diverse leggi, negli ultimi anni, hanno introdotto sanzioni elevate per chi usa o fa riferimento a pubblicazioni proibite. La conseguenza è che gli utenti hanno ripulito, in massa, i loro account. 


L’ex ministro della cultura di Putin ha sostenuto a più riprese che non c'è e non può esserci “un passato affidabile”, ed è per questo che dobbiamo considerare il passato “dal punto di vista degli interessi nazionali


Una parte della popolazione russa può ancora accedere a informazioni affidabili, questo vale per chi sa leggere o parla altre lingue o per chi è in grado di separare i fatti dalla propaganda. In ogni modo chi vuole andare oltre la propaganda deve fare uno sforzo considerevole. 

A questo si aggiunge il fatto che molte fonti e siti web internazionali sono stati bloccati all’indomani dell’invasione. I russi, in quanto nazione, hanno accesso alla propaganda, ma non all'informazione, e gli ideologi del Cremlino stanno facendo del loro meglio per minare la nozione stessa di verità con slogan postmoderni che giocano sul rapporto tra verità e menzogna e che sono ormai il pane quotidiano di funzionari e giornalisti pro-Cremlino.(1) Il messaggio è chiaro: fidatevi di quello che sentite ripetere con maggior frequenza, ovvero quello che arriva dalle tv statali. 

Un esempio: Vladimir Medinskij, l'ex Ministro della Cultura di Putin e oggi suo consigliere, ha sostenuto a più riprese che non c'è e non può esserci "un passato affidabile", ed è per questo che dobbiamo considerare il passato "dal punto di vista degli interessi nazionali [dei nostri paesi]".(2) Nel luglio 2021, Putin ha nominato Medinskij a capo della commissione governativa sulla verità storica, e oggi guida la delegazione russa ai colloqui di pace con l'Ucraina. Il sistema di censura spiega anche le limitazioni del discorso politico nello spazio pubblico: i dibattiti pubblici in Russia sono limitati a poche centinaia di autori che scrivono per una manciata di siti web.

Un governo che agisce contro il popolo

Le cose peggiorano ulteriormente quando si tratta di formulare un piano d'azione alternativo a quello messo in campo da Putin. L'opposizione ufficiale è addomesticata, da tempo. I principali partiti di quasi-opposizione ai quali il Cremlino permette di sedere in parlamento fingono che i loro programmi differiscano da quelli di Russia Unita (il partito di Putin), ma quasi sempre votano con il potere e sono in competizione tra loro nel redigere leggi che vadano nel senso di Putin. La principale forza genuinamente di opposizione, la Fondazione per la lotta alla corruzione (FBK) di Aleksey Navalnyj, è stata bandita nel 2021. Navalnyj è stato imprigionato grazie a false accuse, come molti altri politici dell'opposizione prima di lui. Alcuni, come Boris Nemtsov, sono stati assassinati. Molti attivisti sono stati perseguitati e costretti a emigrare.

Anche Memorial, ONG molto rispettata creata da ex prigionieri politici sovietici per fare ricerca e memoria sulle repressioni comuniste e monitorare le violazioni dei diritti umani, è stata vietata nel 2021. 


La parola russa “antinarodnyi” descrive nel profondo il regime di Putin: significa letteralmente (agire) contro il popolo


Il risultato? La sfera politica è stata annichilita  in Russia. A questo si aggiunge il fatto che non abbiamo quasi nessuna prova affidabile per capire cosa pensadella politica la maggior parte dei russi. Esistono effettivamente due o tre centri di studi indipendenti, ma che sono stati tacciati di "agenti stranieri" e, in conseguenza, hanno dovuto limitare significativamente le ricerche “sensibili”.

La nazione russa ha, di conseguenza, perso la sua soggettività. Putin e Russia Un…

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