Bruxelles sospende la tassa sulle emissioni delle compagnie straniere

Pubblicato il 13 Novembre 2012 alle 13:39

Il 12 novembre il commissario europeo per l’azione per il clima Connie Hedegaard ha annunciato il congelamento per un anno dell’applicazione forzata del mercato europeo delle emissioni di CO2 (Ets) alle compagnie aeree extraeuropee per i voli in arrivo e in partenza dall’Ue. Entrata in vigore all’inizio dell’anno, la misura prevede una compensazione da parte delle compagnie aeree del 15 per cento delle loro emissioni di gas serra tramite l’acquisto di quote sul mercato europeo.

Hedegaard "ha dato tempo fino a settembre all’Organizzazione dell’aviazione civile internazionale (Oaci) per proporre un progetto globale alternativo al progetto europeo”, spiega De Volkskrant. Secondo il quotidiano la misura “resta in vigore per i voli interni all’Ue" indipendentemente dall’origine della compagnia, e questo “rappresenta circa il 40 per cento dello schema originale".

Se non si troverà un accordo in occasione dell’assemblea generale dell’Oaci "la Commissione europea tornerà alla situazione attuale”, scrive El País. Secondo il quotidiano madrileno “la pressione ha fatto effetto”, considerando che la decisione dell’Ue di imporre l’Ets alle compagnie estere era stata accolta in modo molto negativo a livello internazionale:

Gli Stati Uniti hanno risposto vietando alle compagnie americane di pagare la tassa; l’India ha minacciato di sabotare ogni possibile accordo in occasione del vertice Onu sul cambiamento climatico; la Cina ha paventato la possibilità di una guerra commerciale con l’Ue e reazioni simili sono arrivata da paesi come Russia e Brasile. Ora l’Europa preferisce sotterrare l’ascia di guerra nella speranza di raggiungere un accordo globale.

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“L’annuncio arriva a poche settimane dal vertice Onu sul clima di Doha”, ricorda El País, “e potrebbe far presagire un cambiamento – per il meglio – alla vigilia dei negoziati”.

Come prevedibile, la decisione europea è stata aspramente criticata dalle organizzazioni per la difesa dell’ambiente. Secondo De Volkskrant alcuni sono convinti che Hedegaard abbia “ceduto troppo presto”, tenuto conto della “vaga promessa dell’Oaci”. D’altronde la stessa Hedegaard sembra poco convinta dalla proposta dell’organizzazione. Secondo il quotidiano olandese il commissario avrebbe riconosciuto “di non avere alcuna garanzia” che l’alternativa dell’Oaci sia accettabile.

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