Esm, la fabbrica dei debiti

Il Meccanismo europeo di stabilità lanciato il 9 ottobre viola le regole del gioco e le promesse dei fondatori dell’Ue. Alla lunga la cura sarà peggio del male.

Pubblicato su 9 Ottobre 2012 alle 14:55

L’eccezione è diventata la regola: il fondo salva-stati europeo, il Mes (Meccanismo europeo di stabilità), è oggi parte integrante dell’Unione monetaria europea. È progettato per tirare fuori dai guai i paesi della zona euro che non riescono o non vogliono rispettare le regole del gioco della moneta comune.

Così facendo, i salvatori dell’euro non si sono fatti beffe soltanto delle promesse dei padri fondatori dell’Unione, ma anche della clausola di non salvataggio che compare nei trattati europei. L’equilibrio dei poteri e la stabilità dell’Unione monetaria ne escono di conseguenza modificati, e quasi certamente non in senso positivo.

[…] **Questo articolo è stato ritirato su richiesta del titolare del copyright.**

Dall’Italia

Appesi alle elezioni tedesche

“Sopravviverà l’euro fino al settembre 2013 [data delle legislative tedesche] – scrive il Sole 24 Ore – o finirà per perdere pezzi sotto il morso dei troppi temporeggiamenti e tatticismi elettoral-culturali della Germania di Angela Merkel, decisa a non mollare a nessun costo la cancelleria? Può sembrare paradossale e perfino provocatorio rilanciare l’interrogativo nel giorno «storico» della nascita dell’Esm (il meccanismo salva-Stati permanente per paesi e banche in difficoltà)” e mentre la cancelliera visita Atene per esprimere il suo sostegno alla politica di austerity del governo di Antonis Samaras. “E invece no”, assicura il quotidiano economico:

Il fuoco continua a covare sotto le ceneri della crisi che non passa e rischia di riesplodere da un momento all’altro in un’Europa incattivita e surreale che, come la tela di Penelope, non cessa di sfilacciarsi con metodo in un’atmosfera conflittuale di calma allarmante.

In questo contesto

il decollo dell’Esm appare un esercizio alquanto ambiguo, visto che la sua operatività parte dimezzata e tale resterà non si sa fino a quando. L’urgenza del momento è la ricapitalizzazione delle banche spagnole per circa 60 miliardi. Ma l’Esm non potrà farlo. Perché sulla vigilanza unica da affidare alla Bce non c’è accordo per le fortissime resistenza tedesche. Perché Germania, Olanda e Finlandia ora sostengono che gli aiuti Esm potranno riguardare non i vecchi ma solo i nuovi debiti bancari [contratti dopo l’entrata in vigore dell’Esm]. In poche parole si tenta di cambiare le carte in tavola mentre si negozia sulle regole di funzionamento del nuovo meccanismo. […] Di sicuro però la Merkel e il suo ministro delle Finanze stanno tentando di sgombrare il campo da tutte le decisioni europee che potrebbero creare turbative nella pubblica opinione tedesca nel bel mezzo della campagna elettorale.

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