Rassegna Est critico

L’effetto della vittoria dell’opposizione polacca in Ucraina, Russia e Bielorussia

La rassegna stampa mensile di Paulina Siegien sulle notizie dall'Europa orientale e dagli Stati baltici, in collaborazione con Display Europe e Krytyka Polityczna. Questo mese si parla dell’esito delle elezioni polacche visto da Est, l’opposizione bielorussa e il suo ruolo diplomatico e nuovi arresti fra l'opposizione russa.

Pubblicato il 25 Ottobre 2023 alle 12:45

Negli ultimi giorni ho ricevuto diversi messaggi di congratulazioni. E la vittoria dell'opposizione in Polonia è una delle ragioni. I miei amici dell'Europa dell'Est – soprattutto russi e bielorussi — sono stupiti da una tale mobilitazione dei cittadini e dal fatto che sia possibile cambiare il potere attraverso le elezioni.

Magari sembra strano, ma l'umore in Polonia non è proprio ottimista. In quanto sostenitori dell'opposizione ci siamo preparati emotivamente a una vittoria del partito conservatore, populista ed euroscettico Diritto e Giustizia (PiS) e non siamo ancora in grado di capire i cambiamenti che questo risultato elettorale implica. Un evento che ha visto una così ampia mobilitazione sociale, mobilitazione che si è riflessa in un'affluenza record, merita anche momenti di gioia, come scrive Paulina Januszewska su Krytyka Polityczna

Restano comunque diversi motivi di preoccupazione, perché la transizione non è ancora avvenuta.

Nessuno dubita delle buone intenzioni del Presidente Duda, fedele al suo partito, il PiS, e che si occuperà del passaggio del testimone, che si trascinerà per altri due mesi buoni, osserva Onet. Il PiS d’altra parte non è pronto a mollare il potere senza lottare e sta riorganizzando le sue forze. Il modo di governare del partito di Jarosław Kaczyński, basato sull'estrema polarizzazione, impedisce al PiS di costruire coalizioni. Pertanto, al più tardi entro Natale, la Polonia dovrebbe avere un nuovo governo, guidato dall’opposizione. 

Il nuovo governo sarà formato da tre forze politiche, ognuna delle quali rappresenta una coalizione di entità più piccole e talvolta molto diverse tra loro. Gli elettori di sinistra — che hanno ottenuto i risultati peggiori alle elezioni (8,61 per cento dei voti) — sono preoccupati perché temono che non vedranno arrivare le politiche progressiste che attendono nei prossimi quattro anni, dato che anche il conservatore Partito Popolare Polacco (PSL) dovrebbe far parte del governo e della sua maggioranza parlamentare. 

Il leader del PSL, Władysław Kosiniak-Kamysz ha dichiarato che non sosterrà la proposta di legge che consente l’aborto fino alla dodicesima settimana di gravidanza. I dubbi sul nuovo governo e sulla sua capacità di introdurre riforme sono quindi giustificati, come sottolinea OKO Press. Una cosa sembra certa: la società polacca non perdonerà l'opposizione in caso di fallimento.

In Ucraina le reazioni all'esito delle elezioni sono positive, anche se più moderate, sottolinea Newsweek Polska. I progressisti ucraini sono contenti, soprattutto quelli che hanno amici progressisti in Polonia e che seguivano da vicino i sintomi dell'autoritarismo nel nostro paese. Alcuni giornali, come New Voice, non nascondono la loro simpatia per Donald Tusk e hanno delle aspettative rispetto alla sua retorica visibilmente filo-ucraina. Sebbene gli osservatori ucraini sperino in un nuovo inizio delle relazioni polacco-ucraine – che sono state difficili negli ultimi mesi – sono convinti che queste relazioni di buon vicinato debbano essere mantenute. E questo richiede sforzi costanti, indipendentemente dal governo al potere in Polonia. 

Per l'Ucraina, le elezioni polacche sono un evento importante: influiscono sulla sua posizione internazionale e sulle sue capacità di difesa, quando l'aggressione russa continua e continua a mietere vittime ogni giorno.

In una lunga intervista rilasciata al giornale indipendente russo in esilio Novaja Gazeta Europe, la leader dell'opposizione bielorussa Svjatlana Cichanoŭskaja si dissocia in maniere netta non solo dalla Russia e dai suoi problemi, ma anche dall'opposizione russa, sottolineando che, a differenza della maggior parte dei russi, i bielorussi non sostengono la guerra contro l'Ucraina, che i sentimenti imperialisti predominano tra i russi e che Vladimir Putin, a differenza del suo omologo bielorusso Aljaksandr Lukašėnka, gode di una forma di legittimità sociale ed elettorale. Alla domanda del giornalista, Ilja Azar, sulla collaborazione tra l'opposizione bielorussa e quella russa, Cichanoŭskaja ha risposto che i bielorussi non ne hanno bisogno. La Bielorussia è sempre la Bielorussia, con i suoi problemi, i suoi obiettivi e le sue ambizioni. Dopo le elezioni del 2020, l'opposizione è riuscita a rimanere coerente e a convincere partner in tutto il mondo della legittimità del suo mandato politico e del suo diritto di rappresentare gli interessi della Bielorussia. Le sue strategie sono perfettamente organizzate e, nonostante l'esilio, opera con grande efficacia in molti settori. In questo contesto, l'opposizione russa viene vista come una creatura amorfa, composta da diverse fazioni e circoli, tra i quali spesso c'è riluttanza o competizione. 


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In Russia, la politica dell'opposizione si sta trasformando in uno show su YouTube: le personalità con il maggior numero di abbonati sono considerate influenti, mentre convegni e i congressi organizzati dalle varie forze di opposizione non ottengono grandi risultati né hanno un impatto sulla situazione dei russi in esilio e, ancor meno, sulla situazione politica interna della Russia.

E la situazione peggiora costantemente, come se al peggio non ci fosse limite. Le autorità russe hanno arrestato tre degli avvocati dell'oppositore Aleksej Navalnij, che saranno probabilmente accusati di coinvolgimento in un'organizzazione estremista. Secondo i collaboratori di Navalnij, arrestando i suoi avvocati, il regime non solo vuole privarlo del diritto alla difesa, ma mira tagliarlo fuori da ogni contatto con il mondo esterno. È stato grazie ai suoi avvocati che Navalnyj si è tenuto aggiornato sulla situazione dal carcere, e sono stati loro a trasmettere le sue dichiarazioni e i suoi manifesti, poi pubblicati sui suoi social network.


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