La conferenza sull'acqua dell'Unione per il Mediterraneo tenutasi a Barcellona il 13 aprile si è conclusa con un “sonoro fallimento”, scrive El Periodico de Cataluña. L'acqua, sostiene il quotidiano di Barcellona, “è una risorsa scarsa a cui milioni di persone non hanno accesso”, ma il summit di 43 paesi, inclusi I 27 stati dell'UE, si è arenato in questioni di semantica legate al conflitto israelo-palestinese. Israele ha rifiutato ogni documento strategico in cui fossero menzionati i “territori occupati”, mentre i paesi arabi non hanno accettato il termine di compromesso “territori sotto occupazione”. La presidenza spagnola dell'Ue, appoggiata da Francia ed Egitto, si è lamentata per l'incapacità delle parti a superare il conflitto sul Medio Oriente, e ha dichiarato di sperare nella possibilità di un nuovo accordo alla conferenza dei ministri dell'ambiente che si terrà a Dubrovnik, in Croazia, il 21 e 22 aprile.
Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.
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