Voxeurop community Congresso di Eumans

Per un’Unione fondata sullo stato di diritto

Si tratti del rispetto del meccanismo di condizionalità o dell’integrità territoriale dell’Ucraina, l’Europa deve far rispettare in ogni sua azione e iniziativa le regole che proteggono i cittadini dagli abusi e dalle violazioni dei loro diritti. Questo concetto sarà al centro del congresso fondativo del movimento EUMANS, la settimana prossima, a Varsavia.

Pubblicato il 3 Marzo 2022 alle 09:45

La guerra di aggressione di Putin  contro l’Ucraina impone di affrontare con urgenza la questione delle azioni indispensabili per difendere il popolo ucraino attraverso tutti gli strumenti dello stato di diritto internazionale.

Anche per questo abbiamo deciso di confermare l’organizzazione del congresso fondativo del movimento EUMANS a Varsavia intitolato “The Open Congress of Citizens for Sustainable Peace, Freedom and Democracy” l’11 e il 12 marzo prossimi al Copernicus Science Center. 

Il 16 febbraio scorso la Corte di giustizia europea ha respinto i ricorsi dei governi polacco e ungherese contro "il meccanismo di condizionalità" che subordina la corresponsione di fondi Ue "al rispetto da parte degli Stati membri dello stato di diritto". La condizionalità è sempre stata ritenuta una clausola forte da invocare nei confronti delle relazioni con stati membri, e stati terzi, ogni qualvolta si violino i diritti umani e gli obblighi internazionali.  È un cambio di scenario e attenzione ai principi fondativi dell’Unione già praticati dalla commissione europea che aveva preventivamente sospeso il rilascio di 36 miliardi alla Polonia e 8 miliardi all'Ungheria del Recovery Fund. Il verdetto della Corte di Lussemburgo consente ora alla Commissione di attivare per la prima volta il meccanismo per la protezione dello stato di diritto che implica il blocco definitivo dell’erogazione del denaro e l’imposizione di sanzioni economiche. 

Lo stesso metodo del rispetto dello stato di diritto internazionale è necessario per affrontare le violazioni del diritto umanitario causate dall’attacco lanciato dal leader russo Vladimir Putin contro l’Ucraina. Siamo di fronte a un’immotivata aggressione militare contro uno Stato sovrano che segue un’altra invasione che fece annettere la Crimea alla Russia militarizzando ampie zone dell’Ucraina sud-orientale. Contro queste violazioni del diritto internazionale che hanno provocato morti civili, distruzioni arrivando a destabilizzare per anni un paese che stava cercando la sua via per la democrazia.

Le dichiarazioni di amicizia e sostegno al “cuore dell’Europa sotto attacco” devono adesso trovare conseguenti azioni politiche perché dalle parole si passi ai fatti: apertura urgente per l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea e anteporre la ricerca della giustizia alla ricerca di una pace di circostanza. La comunità internazionale si è dotata di una Corte che aggiudica le dispute tra stati, che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato di voler interessare per le accuse di “genocidio” ricevute da Putin, e di una Corte penale competente su crimini di guerra e contro l’umanità. Tanto nel primo quanto nel secondo caso l’Ucraina deve esser sostenuta per costruire un caso davanti alla Corte Internazionale di Giustizia e per ratificare lo Statuto della Corte Penale Internazionale per poterne attivare la giurisdizione.

Per non lasciare soli gli ucraini e consolidare la loro speranza di un futuro migliore e sempre più europeo, occorre che le istituzioni dell’Ue si dimostrino coerenti coi loro obblighi. In questi ultimi giorni il governo polacco ha annunciato l'impegno a abolire la "Camera disciplinare", uno dei dispositivi identificati dalle Corti europee e dalla Commissione come ulteriore attacco all'indipendenza del potere giudiziario.

Una decisione che va denunciata come un attacco ai diritti umani del popolo polacco ma anche, in prospettiva, a chi cercherà rifugio in Polonia... l’attacco della Russia potrebbe portare fino a quattro  milioni di persone dall’Ucraina facendo della Polonia uno dei principali snodi dell’accoglienza che dovrà comportarsi in modo radicalmente diverso rispetto a quanto accaduto solo qualche mese fa in Bielorussia.

Sappiamo che la democrazia perfetta non esiste e ogni paese ha i propri problemi, ciò non vuol dire che si debba essere condiscendenti quando democrazie recenti o fragili cancellano la separazione tra i poteri o violano i diritti umani.  Carceri, centri per migranti,  caserme, minoranze di vario genere o provenienza, privacy, fino agli ospedali e il pieno rispetto del diritto alla salute - e non solo perché siamo ancora nel pieno di un’emergenza sanitaria..

Per tutti questi motivi è necessario che l'Unione europea non si armi solo per sparare nei casi delle violazioni più gravi, ma si doti di meccanismi permanenti di monitoraggio e sanzione graduali ed efficaci tanto al proprio interno quanto nel resto del mondo a partire dall’Europa che non fa parte dell’Ue. Il rispetto dello stato di diritto merita una costante opera di documentazione, prevenzione, rispetto e protezione da fare con il pieno coinvolgimento del parlamento europeo e dei cittadini stessi.

Allo stesso tempo è necessario che cittadine e cittadini continuino a formarsi all’utilizzo degli strumenti di democrazia partecipativa diretta in reti transnazionali e paneuropee per la difesa e conquista delle libertà fondamentali dall’aborto, all’autodeterminazione personale fino ad arrivare alla lotta ai i cambiamenti climatici.

Occorre dotare l’Unione europea di norme che garantiscano il pieno godimento dei diritti fondamentali e di scelte consapevoli perché informate. Solo così si potranno affrontare pulsioni nazionaliste e proibizioniste che ancora sono presenti nel nostro continente.

Oltre a non pagare per farsi sbeffeggiare, è tempo che l'Europa investa su risorse e regole perché anche i cittadini siano rispettati dai propri stati nazionali, e dall'Unione stessa.

L'appuntamento  del'11 e 12 marzo a Varsavia affronterà anche questi temi per individuare obiettivi concreti da poter perseguire con una mobilitazione pan-europa. L’incontro è aperto, per informazioni e prenotazioni 👉 EUMANS in Warsaw

Oltre a non pagare per farsi sbeffeggiare, è tempo che l'Europa investa su risorse e regole perché anche i cittadini siano rispettati dai propri stati nazionali, e dall'Unione stessa.


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