
"È un elettroshock alla Gran Bretagna, il culmine del progetto dei conservatori di smantellare il cuore dello stato sociale iniziato più di trent'anni fa, o per dirla alla Osborne, di 'rimodellare' il servizio pubblico".
Lo spirito degli anni della Lady di ferro è evocato anche da Johann Hari sull'Independent. Secondo Hari [Il cancelliere dello scacchiere] "George Osborne si è appena giocato il vostro futuro su una teoria economica estrema che ha fallito ovunque sia stata sperimentata". Hari accusa David Cameron e George Osborne "di ignorare la realtà.
Entrambi hanno ignorato gli avvertimenti del Financial Times, il giornale più critico nei confronti della loro strategia, e i consigli di premi Nobel come Paul Krugman e Joseph Stiglitz, che dall'inizio della crisi hanno avuto sempre ragione.
Entrambi si sono rifiutati di riconoscere che il paese che hanno preso a modello per combattere la recessione – 'guardiamo e impariamo da chi sta dall'altro lato del mare d'Irlanda', nelle parole di Osborne – ha subito il peggior collasso tra i paesi del primo mondo. Entrambi hanno scelto invece di obbedire ciecamente ai precetti ideologici che hanno appreso come piccoli tatcheriani: taglia lo stato sociale e fai pagare tutto ai poveri."
Sul Times Camilla Cavendish sottolinea invece che "la festa è finita. E che festa che è stata! 
I politici venivano giudicati sulla base della quantità di soldi investiti e del numero di leggi emendate, non importa quanto fossero insostenibili e controproducenti. Come dovremmo giudicare un governo che ha in programma di spendere meno? La più grande sfida di Osborne è quella di riportare la Gran Bretagna sul cammino della crescita.
Senza crescita saranno inevitabili ulteriori tagli alla spesa e aumenti delle tasse". Tuttavia, prosegue Cavendish, "senza creazione di posti di lavoro resteremo bloccati". Il settore privato dovrà "correre come una locomotiva per rispettare le previsioni del Cancelliere. E avremo bisogno di qualcosa di più dell'energia verde, che ha un potenziale occupazionale limitato. Avremo bisogno del settore dove siamo più forti: i servizi finanziari".
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